GAZOLDO D/IPPOLITI – IL NUOVO SAGGIO DI DON GARINI AL POSTUMIA

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di G.Baratti

DOMENICA 31 GENNAIO alle 16.30 l’Associazione Postumia, Centro studi e ricerche di Scienze e Lettere nella sede di Gazoldo degli Ippoliti, Via Marconi 113 presenta “MA FUNZIONA VERAMENTE? Indagine sulla messa e la sua efficacia” (Ed. Messaggero Padova 2015) il nuovo saggio di don Michele Garini.

Dopo aver celebrato quasi tremila messe, l’autore se lo è finalmente chiesto: ma, funziona veramente? Da questa domanda si sviluppa un’indagine sull’efficacia dell’eucaristia e sul modo in cui i fedeli la percepiscono e sperimentano concretamente. Trattasi di un saggio che va oltre la mera ricostruzione dell’evoluzione del rito dall’ultima cena ad oggi, proiettando questa “storia di efficacia” sul presente e sul futuro della messa.

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Michele GARINI (1980), presbitero mantovano attualmente a Castel d’Ario, ha conseguito la laurea magistrale in scienze storiche e insegna storia della Chiesa presso il Seminario della propria Diocesi. Lo scorso anno al Postumia ha presentato con successo il libro “Messa così è tutta un’altra cosa …” (Gilgamesh, 2014).

A dialogare con l’autore Angela Grandi Mondadori, insegnante e componente dell’Assemblea sinodale mantovana e con l’intervento straordinario di Elisa Malatesti in Lodate Dio con arpa e cetra musiche per la liturgia per voce, arpa e salterio.

Al termine brindisi dedicato … ai giorni della merla!

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Gli ultimi tre giorni di gennaio, ritenuti i più freddi dell’anno, sono conosciuti come i “giorni della merla”.

Secondo una leggenda, una merla per sfuggire ai rigori dello scorcio di gennaio, si sarebbe riparata in un comignolo. A causa della fuliggine,  da bianca che era, ne uscì nero fumo. È da quel momento che tutti i merli prenderanno il piumaggio scuro.

Dietro a questa leggenda c’è tutto un sostrato culturale ricchissimo, riferibile alla tradizione contadina dell’area padana e prealpina. Si crede che tanto più i giorni della merla siano freddi, tanto prima arriverà la primavera.

Secondo un’antica credenza, il canto del merlo annuncerebbe i primi tepori primaverili: quando canta il merlo siamo fuori dall’inverno.

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