MANTOVA – ANTOLOGICA DELL’ARTISTA MARIO LIPRERI AL MUSEO DIOCESANO

fonte primordiale - olio su masonite - 1993.jpg

1993 – Fonte primordiale – olio su masonite

dal 6 al 21 febbraio 2016

inaugurazione 6 febbraio ore 15,30

di G.Baratti

A sedici anni dalla scomparsa di Mario Lipreri, sabato 6 febbraio alle 15,30 al Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova, Piazza Virgiliana,55 – inaugurazione della mostra antologica dedicata all’artista mantovano, a cura di Renzo Margonari e Ada Lorenzoni vedova Lipreri. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 21 febbraio 2016.

Così si esprime il critico Renzo Margonari: “Lipreri si è addentrato nella problematica della pittura quasi con circospezione, procedendo in ricerca. Nelle sue opere si legge un’attesa, una tensione avvincente, quasi che l’opera sia solo in minima parte predeterminata, e si definisca lentamente assumendo il suo aspetto finale in modo quasi imprevedibile. Le immagini sono come emersioni di indecifrabili tracce di fossili, di scritture, di sedimenti, la cui origine e significato risultano misteriosi”.

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Mario Lipreri è nato nel 1938 a Curtatone. Ha frequentato gli studi artistici presso l’istituto d’arte di Mantova. L’artista ha esposto diverse personali, a Mantova, Bologna, Verona, Bergamo, Treviso e Prato, ed ha partecipato con sue opere a diverse mostre collettive, anche all’estero.

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Tra i tratti stilistici che ne caratterizzano l’opera, la superficie si presenta come un continuum, una conformazione che rimanda a un generico ambiente in cui sono immersi, come sospesi in un liquido amniotico, protozoi e organismi ciliati, formazioni coralline o selve di muschi mollemente fluttuanti al trascorrere d’onda della materia vivente. Non vi sono mai spazi vuoti, pause o soluzioni di continuità alla proliferazione dei segni. Lipreri scruta e si immerge nelle regioni ipogee, laddove avvengono le incubazioni della vita dalla chimica della materia, il codice arcano della storia remota del mondo. Un codice capace di rendere la temperatura interiore, gli umori, le emozioni, i trasalimenti, insomma le intonazioni diverse della personalità di un artista. Tratto da Nicola Micieli, “Mario Lipreri, Archeologia fantastica”, 1994.

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