BAGNOLO SAN VITO – MUSEO ARCHEOLOGICO: “STORIE DI INTRECCI. CESTI E DINTORNI”

Inizia la Primavera al Parco Archeologico del Forcello di Bagnolo San Vito. Domenica 3 aprile dalle 15 alle 18 ci sarà il laboratorio di cesteria a cura della società Kleio dove dalle ore 15 alle ore 18 si prepareranno cesti e stuoie per arredare la “Casa dei Pesi da Telaio“. Cesti e stuoie non hanno lasciato tracce nelle case del Forcello, ma non potevano certo mancare tra gli oggetti di uso quotidiano.

Rami flessibili e corde si piegano per dare forma a svariati recipienti sotto le mani esperte delle operatrici e dei visitatori che ne vorranno far parte alla creazione.

Dalle 15 alle 16,30 anche visite guidate per bambini.

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Il Parco Archeologico del Forcello sorge sopra i resti di un importante sito etrusco scoperto negli anni ’60 e ’70 del XX secolo da appassionati locali. Fu in seguito riconosciuto dal prof. Raffaele C. De Marinis come il primo abitato etrusco scoperto a nord del Po grazie alle iscrizioni in alfabeto e lingua etrusca e alle testimonianze di cultura materiale.

L’abitato, che copre una superficie di circa 12 ettari su un dosso all’interno del bacino del Mincio, fu scelto dagli Etruschi per sfruttare le possibilità di approdo di imbarcazioni che risalivano l’Adriatico e il corso del Po. Per circa 150 anni il sito fu un importante centro di traffici commerciali con la Grecia e l’Europa centrale, come attesta la straordinaria ricchezza e varietà di reperti recuperati dagli archeologi in diversi anni di ricerche. Il suo ruolo centrale di importante scalo fluviale ne fa un sito di grande rilevanza nella storia lombarda e nazionale, riferimento imprescindibile negli studi dell’Italia settentrionale e dei territori transalpini nella seconda metà del I millennio a.C. L’abbandono del Forcello attorno al 388 a.C., in concomitanza con l’invasione dell’Italia settentrionale da parte di varie tribù celtiche, determinò la crescita dell’importanza di Mantova quale centro che rimarrà fortemente permeato della cultura etrusca fino alle soglie dell’epoca romana. Dal 1981 ad oggi su un’area di circa 600 mq gli archeologi dell’Università degli Studi di Milano hanno regolarmente condotto le campagne di scavo in regime di concessione ministeriale. Le ricerche, che continuano tuttora, costituiscono il fulcro del parco, esteso per circa 8000 mq acquistati dal Comune di Bagnolo S. Vito per salvaguardare almeno una porzione dell’abitato dagli insistenti e distruttivi lavori agricoli. Il Parco, realizzato con i finanziamenti di Regione Lombardia e della Comunità Europea, ed inaugurato nel settembre 2006, persegue da dieci anni la sua missione di rendere fruibili al grande pubblico i risultati della ricerca scientifica facendo coesistere nello stesso spazio indagine archeologica, sperimentazione e didattica.

Attualmente il parco vanta un’utenza in larga maggioranza di età scolare. La varietà dei laboratori offerti e i pacchetti strutturati in collaborazione con le compagnie di motonavi che solcano il Mincio hanno fatto conoscere la struttura e il sito etrusco alle scuole di molte città dell’alta Italia, dalla Liguria al Friuli, dal Trentino alla Toscana. L’alta qualità della didattica, come confermato dai questionari di gradimento proposti agli insegnanti, ha fatto sì che molte scuole abbiano visitato più volte il parco con classi differenti e che l’abbiano promosso anche attraverso il passaparola. I numeri relativi alle presenze annue, pur avendo subito qualche flessione in tempi di crisi economica, si mantengono su livelli incoraggianti. In questi dieci anni si è perseguito l’obiettivo sia di ampliare e potenziare le strutture, che attualmente sono in grado di accogliere quotidianamente un numero consistente di ragazzi, sia di offrire ad archeologi e operatori la possibilità di continuare ad approfondire la ricerca scientifica e la preparazione nella didattica museale. Oggi il Parco costituisce parte attiva all’interno del Sistema Museale Mantovano e della rete dei musei archeologici di Mantova, Brescia e Cremona Ma_net, collaborando e partecipando alle varie iniziative proposte. Inoltre, assieme all’Università degli Studi di Milano opera in accordo con la Soprintendenza Archeologia della Lombardia in fatto di ricerche e pubblicazioni, in particolare la rivista del parco “AnthusMarkes”, di cui è in lavorazione il terzo numero, e i Quaderni di Archeologia destinati all’utenza di età scolare e aglioperatori didattici. Le installazioni di archeologia sperimentale, il telaio verticale in abete bianco e le fornaci per la cottura della ceramica, hanno consentito al Parco di entrare a far parte diEXARC, associazione internazionale di Open Air Museums con ampio spazio dedicato alla sperimentazione, che assicura notevole visibilità in tutta Europa.

Le ricostruzioni di archeologia sperimentale sono al centro di eventi proposti al pubblico adulto con dimostrazioni di tecniche artigianali antiche ad opera di sperimentatori professionisti. La fruttuosa sinergia tra ricerca, sperimentazione e didattica in atto al Forcello è stata oggetto anche di un documentario girato e trasmesso da RAI Storia nel corso del 2015.

Ingresso + visita guidata € 3,00

Ingresso + attività di laboratorio € 5,00 (gratuito per bambini sotto 6 anni)

(foto web – Terre del Mincio – Parco del Mincio)

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