MANTOVA – ANTONIO PILATO ALLA GALLERIA ARIANNA SARTORI CON “LA FORZA DELLA SPERANZA NEL DRAMMA ESISTENZIALE”

la curatrice Arianna Sartori con l'artista Antonio Pilato

La curatrice Arianna Sartori con l’artista Antonio Pilato

 27 Maggio – 9 Giugno 2016

La Galleria Arianna Sartori di Mantova (Via Cappello 17) presenta, per la prima volta al pubblico mantovano, l’artista Antonio Pilato che sarà presente all’inaugurazione Venerdì 27 maggio alle ore 18.00.

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L’artista nato a Grotte (AG), ha frequentato liberi corsi di composizione di Brera a Milano e Zurigo.

Tra le mostre recenti: 2010 Circolo della Stampa Palazzo Serbelloni Milano; 2011 Polo Umanistico Erice (TP); 2011 Galleria Roma Siracusa; 2011 Complesso Monumentale “Guglielmo II” Monreale (PA); 2011 Casa di Dante (FI); Dic/Feb. 2011/2012 54° Biennale di Venezia Sala Nervi (TO).

Si è aggiudicato vari Premi, e è stato recensito con articoli su quotidiani vari, di lui hanno scritto i critici: L.G. Volini, G. Ballo, S. Russo, S. Sequenzia, F. Papi.

Vive e lavora a Milano dove, oltre alla pittura, è docente di filosofia.

La mostra “La forza della speranza nel dramma esistenziale”, curata da Arianna Sartori, resterà aperta al pubblico fino al 9 giugno con orario: dal Lunedì al Sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30 (chiuso festivi).

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SULLA MIA PUTTURA 

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SIMBOLOGIA. Gli squali simboleggiano i pericolosi ostacoli naturali, animali e umani, che mettono a rischio anche la vita, non solo per mare ma anche per terra, di chi fugge dai luoghi dell’oppressione e della miseria.

LINGUAGGIO. La mia pittura è la voce del sentimento, fatta di linee, colori, forme calligrafiche liberamente ed emotivamente concepite, fissate nei contorni , lasciati aperti all’intuizione ritmica della dinamica spaziale che va oltre il limite del quadro, dall’abilità e spontaneità della mano che domina il segno. A prima vista le immagini sembrano ripetersi, in verità variano negli spazi e nei colori luminosi, e rappresentano idee simboliche, che pur ispirate alla realtà, acquistano un carattere di assoluta libertà introspettiva. Anche lo spazio si determina attraverso il segno.

TEMATICA. Alla radice del linguaggio c’è il bisogno di rivelare, di gridare forte il sentimento di giustizia. Nelle opere infatti c’è sempre la massa che incombe e che soffre. Il nero del campo è segno di smarrimento, sfiducia, mancanza di orientamento. Questa pittura ci dà il dramma dell’esistere dei più deboli, che per la prepotenza dei più forti (simboleggiati con degli squali) sono costretti a soccombere.

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LA PRESENZA FEMMINILE. La donna, che può anche essere una adolescente, nella mia pittura rappresenta l’umanità in generale femminile,  che richiama la forma perfetta dell’arte, anzi l’armonica struttura di bellezza per eccellenza, che ha ispirato nella storia tutti gli artisti. Essa è anche grazia piena in quanto sintesi di tutte le virtù etiche: temperanza, prudenza, saggezza. Esempio di forza, pazienza, tenacia e coraggio ineguagliabile, fino al sacrificio. Ne è esempio la creatura che porta in grembo, e che libera alla vita compiendo  l’amore generazionale.

Antonio Pilato – scrive il filosofo Fulvio Papi – si avventura molto felicemente in una pittura che vuole essere una rappresentazione (vor-stollen, mettere davanti) di eventi del mondo secondo una vocazione narrativa che solo un percepire morale può instaurare nella sua energia espressiva. Abituati ai numerosi collassi manierista, all’aggressività di superficie, o a segni inevitabilmente ridotti nell’angolo della decorazione, questa pittura evoca e, in un certo senso impone, un referente etico comune, conferendo all’esperienza estetica un approdo ulteriore. L’immagine si trasfigura nella comprensione emotiva, così che guardare questi lavori espone al giusto rischio che appaiano sentimenti e propositi tacitati spesso dallo scorrere sordo dell’essere. Il tema di Pilato è l’insieme delle tracce, tracce devastanti del prendere un mare infido per una speranza, devota nel cuore, fragilissima nel mondo. A fronte di queste rappresentazioni del migrare torna alla memoria, in un contesto differente, il sintagma celebre di Primo Levi” se questo è un uomo”. Azzardando astrazioni direi che la pittura di Antonio Pilato appartiene al continente del solo realismo possibile, quello che non parla con il lessico dell’immigrazione quotidiana, ma educa a vedere come si deve vedere (l’ “infanzia negata” è il degrado di una figura chiusa, priva di ogni gestualità, propria di quegli anni: una figura che vive nella sua stasi tale che evoca altra specie vivente. E gli altri bambini, angeli senza cielo, abbandonati sulla riva con la memoria o la visione di un viaggio che ha il peso del destino. Dovrei parlare del colore di Pilato: una tavolozza che ha preso tale confidenza con le sue risorse da costruire scene che catturano lo sguardo: sfondi paralizzanti, cieli crudeli, mari senza luce, ricchezze senza amore. E non vorrei dimenticare la “ Carretta della speranza”, dove la distribuzione del colore nel variare della sua dovizia, delle apparizioni,delle luci, fa persino evocare un tratto di felicità, quello del partire, dell’abbandonare la sorte già prefigurata, la morte quotidiana, per aprirsi ad una storia incognita, per lo più pericolosa, ma ancora invisibile e assente”.

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Note Critiche di A.Lucia Coruzzi.

Un attento scrutare ambienti del profondo, il tracciare segni virtuosi alla ricerca di forme dimentiche di un’arcaica cultura, trovare effetti cromaticiplasmanti, pensieri elaborati, sentireil fluire dell’acqua quale condizione di avvolgente certezza, sono costanti elementi del messaggio di Antonio Pilato. Coinvolgenti spessori plastico formali, gettati in ricchi intrecci gestuali, immediatezze di intuito , valenti volumi opalini rievocano canti antichi, racconti lontani, nenie melodiche…

Pilato è un artista che sente il dramma dell’esistenza umana e quindi l’angoscia dell’esistere quando non sia riscatta dall’impegno morale. Questa originaria intransigenza, che nasce da una effettiva partecipazione alla vita, lo fa tendere ad una tensione espressiva, ma gli fa anche eludere ogni atteggiamento retorico oltre che formale. Da qui un senso primordiale colto alle radici, non contemplato da fuori, ma vissuto dentro.

26/02/2014

Antonio Pilato – 01/01/2014 – 17:31:04

Pubblicazioni – Lo Stato de l’Arte. Istituto Naz. le di Cultura ( a cura di V. Sgarbi). -Dizionario enciclopedico inter.le di Arte Moderna e Con . Ed. Ferrara. 2012. Avanguardie Artistiche 2011 ,Centro Diff. ne Arte Palermo- Biennale d’Arte Contemporanea Anagni, Alatri e Frosinone. Overat 2011-2012-2013. Palermo. Hanno scritto Rizzo ( G.le di Sicilia) R. Collura. Direttore Museo d’Arte Moderna e C.nea Palermo). M. Portalupi. ( Arterama) Mi. M . Monteverdi . Critico Mi. – Armando Carpi. Dizionario Inter.le d’arte moderna e cont.nea Edizione Sistina To. – Artecultura Milano G. Petter. Psicologo e pedagogista. G.co Ravasi . Pres.te pinacoteca ambrosiana Milano. F. Papi filosofo Autovino. Direttore galleria Sciortino Monreale( Pa.) S. Sequenzia Critico. Siracusa Autopresentazione.

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Antonio Pilato – 21/12/2013 – 18:37:49

Nella pittura di Pilato si rispecchia seppur lievemente il futurismo come una continua spregiudicatezza, che identifica il fatto estetico con la vita, come continua sorpresa , per cui non si guarda l’opera come pura bellezza , come forma perfetta, ma quale fatto soprattutto psichico, si considera cioè la corrispondenza con l’autore che la produce.

Antonio Pilato – 10/12/2013 – 09:28:27

1 – Galleria Museale Milano via pallavicino 29 (Zona Pagano) Collettiva: l’urlo della materia giugno 2013. 2 – Venezia Galleria centro storico / Ca’ Zanardi collettiva internazionale agosto 2013. 3 – Milano settembre 2013. Bicentenario della nascita di G. Verdi. Laboexpo Foro Buonapartye 60. 4 – Roccamonfina (Ce) Arte Contemporanea Museo Magma 12 ott. 10 nov.2013. 5 – Milano Brerart 23. 27 ott. 2013 Via Solferino 18 Galleria/Showroom Flaminia ceramica. 6 – Roma Domus Talenti P.zza della Repubblica 5-11 novembre 2013. 7– Palermo Palazzo S. Elia grandi eventi arte e legalità 30 nov. 15 dic. 2013-.

Antonio Pilato – 12/07/2013 – 18:27:36

La mia preoccupazione stilistica non risponde necessariamente a principi estetici, ma è prevalentemente rivolta a trasmettere un messaggio spirituale nel modo più efficace possibile , sia in relazione alla chiarezza sia in relazione all’accettabilità da parte degli altri.

Antonio Pilato – 23/06/2013 – 16:54:41

“Quando l’artista dipinge, fa seguire alla mano la voce del sentimento spontaneo, che intuisce dentro di sé, tutto colore, linee e forma, già unità espressiva chiara e definita in tutti i particolari, con ritmo e intonazioni adeguati”.

Antonio Pilato – 16/06/2013 – 16:45:51

La figurazione di un vero artista non è il risultato occasionale provvisorio, ma lo sviluppo di un rigoroso stile.

Antonio Pilato – 09/05/2013 – 17:50:45

I personaggi simbolo sembrano nascere da una vita di fondi marini in una luce spettrale: in realtà questi fondi marini sono fondi della coscienza , meandri dove si muovono esseri da incubo , come in agguato: paure , pericoli, angosce presenti o rimossi causate dalla lacerata e violenta esistenza sociale.

Antonio Pilato – 02/05/2013 – 15:14:45

Brindisi collettiva museo del turista 8/18 giugno 2013 i colori del mediterraneo

Antonio Pilato – 31/03/2013 – 09:00:26

Simbologia dei contenuti: gli squali simboleggiano i pericolosi ostacoli,naturali, animali e umani, che mettono a rischio anche la vita, non solo per mare ma anche per terra, di chi fugge dai luoghi dell’oppressione e della miseria.

Linguaggio “La mia pittura è la voce del sentimento, fatta di linee, colori , forme calligrafiche liberamente ed emotivamente concepite, fissate nei contorni , lasciati aperti all’intuizione ritmica della dinamica spaziale che va oltre il limite del quadro, dall’abilità e spontaneità della mano che domina il segno. A prima vista le immagini sembrano ripetersi, in verità variano negli spazi e nei colori luninosi, e rappresentano idee simboliche, che pur ispirati alla realtà , acquistano un carattere di assoluta libertà introspettiva.

Spiegazione della tematica. Gli immigrati (denominati comunemente clandestini) e i perseguitati politici, pagando ai trafficanti di esseri umani un prezzo di faticosi sacrifici, non perdono il coraggio di affrontare e superare qualsiasi pericolo, per mare e per terra, che mette a repentaglio la loro vita, così anche i regiudizi e impedimenti istituzionali dei paesi in cui approdano, che devono provvedere alla loro accoglienza, fortemente spinti dalla speranza di una vita più degna di essere vissuta, rispetto a quella di provenieza. Antonio Pilato

Pilato 1.jpgAntonio Pilato – 20/03/2013 – 10:50:38

Le premesse dei contenuti artistici, di là di ogni rigore formale, danno avvio al rinnovamento del linguaggio espressivo.

Antonio Pilato – 15/03/2013 – 10:21:36

Lo slancio inventivo, che fa superare ogni schema precostituito é alla base della geniale produzione artistica.

Antonio Pilato – 13/03/2013 – 15:11:12

Lo slancio e l’inventiva, elementi essenziali del genio artistico, fanno superare qualsiasi schema precostituito.

Di fronte al suo operato ci si fa prendere da ansie,desideri di salvezza necessità di ancore vitali,proposte di attenzione verso i modelli esistenziali. E in questo l’artista è vero maestro.

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Antonio Pilato – 01/06/2012 – 19:34:40

Anche quando può sembrare volto a effetti puramente informali, in una sorta di automatismo segno gesto, il pittore Antonio Pilato, che non ha mai partecipato a nessun gruppo e rimane tuttora solitario, risulta sempre inventore di immagini… E’ sempre una pittura , la sua, che risale al segno, alla grafia, all’acrilico, agli inchiostri; l’origine è nella corsività del segno, che diventa fuga improvvisa, macchia, colore ma che risale all’impulso, al gusto immediato, carico di vita. I suoi personaggi non sono più figure umane ma gli esseri umili, quasi mostruosi. Non è più il personaggio ad avere il predominio tematico, ma l’azione di lotta, nel groviglio esasperato. La tendenza al mostruoso, all’orrido si attenua con tagli e deformazioni, in modo da accentuare l’anatomia stessa, facendola altra realtà, quasi colta alle origini di invasioni laviche…

– Fondi psichici della coscienza, meandri dove si muovono esseri d’incubo, come in agguato o in evoluzione da primordi, costituiscono fondamentalmente la mia immagine artistica.

Rappresentazioni di immagini introspettive in cui si denuncia ,con risvolto etico, il dramma di chi fugge per disperazione dalla violenza psicologica e dallo sfruttamento economico dell’uomo sull’uomo, come l’esodo dei migranti) chiamati clandestini,e dei perseguitati politici, che ricorrono anche a mezzi di fortuna, messi a disposizione da criminali scafisti senza scrupoli, pur di avere una vita più degna di essere vissuta.

Antonio Pilato – 21/04/2011 – 17:27:26

Compito del critico d’arte è di cogliere lo stato d’animo dell’artista, non come uomo, ma del suo stato d’animo rappresentato in arte, che si chiama ispirazione o motivo lirico.

Antonio Pilato – 11/04/2011 – 16:00:22

Se le brutture del mondo spariranno, se si stabilirà la virtù e la felicità universale, gli artisti non saranno più rappresentatori di sentimenti malvagi o pessimisti, ma calmi, innocenti , arcadi di un’arcadia reale.

Antonio Pilato – 11/04/2011 – 15:56:44

L’artista vero si trova gravido del suo tema e non sa come; sente avvicinarsi al parto, ma non può volerlo: anticipare o posticipare.

 www.pilato.it http://www.equilibriarte.org/  — Pilato.exibart.com

Galleria “Arianna Sartori”
 Mantova – Via Cappello, 17 – tel. 0376.324260
Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30
Chiuso festivi

 

 

 

 

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