MANTOVA – L’8 MARZO ALL’AUDITORIUM MONTEVERDI “FRANCIS POULENC GENIO e POESIA”: CONFERENZA di MARCO GRISANTI

 

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Secondo appuntamento per la decima edizione della rassegna di conferenze-concerto I Mercoledì del Conservatorio a cura della Prof.ssa Albertina Dalla Chiara, all’Auditorium “Claudio Monteverdi” del Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” di Mantova. I Mercoledì del Conservatorio offrono allo studente e all’appassionato di musica un’occasione per approfondire la propria conoscenza della musica e della sua storia attraverso un ciclo di conferenze-concerto tenute da noti musicologi e personalità del mondo culturale e musicale. (Ingresso libero fino ad esaurimento posti).

Mercoledì 8 marzo, alle ore 18.00, ospite della rassegna sarà il pianista Marco Grisanti, con una conferenza dedicata al grande compositore del Novecento francese Francis Poulenc (1899-1963). Un compositore particolare che non si sentiva un innovatore, e seguiva l’influenza di Debussy e Satie (ma anche di Stravinskij e Ravel). Fu membro del “Gruppo dei sei” parigino insieme a Milhaud, Honegger, Auric, Tailleferre e Durey e incontrò un grande successo in Italia, la cui cultura e musica ebbero molta influenza sulle sue composizioni. Egli amava molto l’Italia e il melodismo della musica italiana, che rappresenta un punto di riferimento ben chiaro per la sua musica.

Molte sono state le sue collaborazioni con il Teatro La Scala di Milano e la sua orchestra; si pensi, su tutti, al suo Concerto per due pianoforti e orchestra eseguito per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia il 5 settembre 1932 dall’Orchestra della Scala (direttore D. Defauw; pianisti F. Poulenc e J. Fèvrier) e all’opera “I dialoghi delle Carmelitane”, l’apice della sua produzione artistica che gli diede fama mondiale. Commissionata dall’editore milanese Ricordi ed eseguita per la prima volta a Milano al Teatro La Scala il 26 gennaio 1957, fu un successo eccezionale che rimarrà negli annali della Scala come un trionfo memorabile. Per la stesura della partitura egli studiò attentamente la partitura dell’Orfeo di Monteverdi, in particolare le raffinate tecniche del cremonese relative al trattamento del testo in musica, nel rispetto dei sentimenti evocati.

Poulenc, relativamente al proprio stile compositivo, disse “Il mio ‘canone’ è l’istinto; non ho principi, e me ne vanto. Non ho alcun sistema di scrittura, Grazie a Dio! (per sistema, io intendo “trucchi”); l’ispirazione è una cosa misteriosa che è meglio non spiegare”. “Odio gli artisti che insistono nella scia dei maestri… io non sono un musicista cubista, tanto meno futurista e, naturalmente, neanche un impressionista. Sono un musicista senza etichetta”.

La scrittura di Poulenc è indubbiamente tonale. Come scrisse il critico musicale Sergio Sablich “Poulenc, oltre a essere un grande pianista, possedeva al massimo grado il dono raro della melodia, quasi originariamente pervasa di grazia e spontaneità, chiarezza e naturalezza”. Per qualsiasi organico egli scrivesse, per strumenti, voce o orchestra, si riconosce nella sua musica la sua aspirazione alla vocalità; tutte le sue migliori melodie sono trattate come se dovessero essere cantate: si pensi, per esempio, alla Cantilena dalla Sonata per flauto e pianoforte, che verrà eseguita proprio nell’incontro dell’8 marzo.

La conferenza-concerto è condotta da Marco Grisanti, raffinato pianista italiano, che si dedica particolarmente alla musica da camera. La parte musicale della conferenza-concerto prevede l’esecuzione della Sonata per violino e pianoforte del 1942-43, fortemente voluta dalla giovane violinista Ginette Neveu e dedicata alla memoria Federico Garcia Lorca, la Sonata per flauto e pianoforte composta a Cannes fra il dicembre del 1956 e il marzo del 1957 e la Sonata per clarinetto e pianoforte composta nell’estate del 1962, omaggio all’amico scomparso Arthur Honegger. La Sonata per clarinetto e pianoforte e la Sonata per flauto e pianoforte combinano liricità e virtuosismo; in entrambe i sentimenti che emergono dai singoli movimenti, sono simili: dopo il melanconico lirismo delle prime sezioni, i secondi movimenti sono una “Cantilena”, mentre i finali sono briosi e in linea con le melodie popolari (un “allegro triste” apre le sonate, che si concludono con un esuberante “Finale” che allontana tutti i pensieri melanconici).

Esecutori, con al pianoforte sempre Marco Grisanti, sono il violinista Paolo Ghidoni e il clarinettista Stefano Bertozzi, docenti del Conservatorio di Mantova, e la flautista Gaia Bergamaschi, una delle promesse del Conservatorio di Mantova.

Per informazioni: Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” di Mantova Via Conciliazione, 33 – Mantova — Tel.0376.368362

www.conservatoriomantova.com — comunicazione@conservatoriomantova.com

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