ROMA – ACCORPAMENTO A TRE, CON PAVIA E CREMONA CON SEDE A MANTOVA: la dichiarazione del Presidente Carlo Zanetti

CCIAA Mantova

Il 29 maggio è stato presentato a Roma il Piano di accorpamenti per le Camere di commercio  che il decreto di riforma ha affidato  all’Unione Nazionale per la presentazione al Ministero per lo Sviluppo Economico. Per la Lombardia, oltre alle aggregazioni tra Como e Lecco a Nord e all’istituzione della Camera Metropolitana tra Milano, Lodi e Monza, la proposta di Unioncamere per quanto riguarda la Camera di commercio di Mantova conferma l’accorpamento a tre con Cremona e Pavia, salvo che ai pavesi non sia riconosciuta, come auspica la Regione, l’autonomia, ipotesi per altro molto improbabile se la norma verrà applicata alla lettera.

La proposta della “Grande Camera” nel Sud Lombardo prevede, come già contenuto nelle bozze di documenti anticipati nei giorni scorsi, la Sede Legale a Mantova.

Come si ricorderà, l’assegnazione della sede a Mantova era il punto dell’accordo intessuto con Cremona, alla quale i dati riservano la Presidenza.

Con l’inclusione di Pavia si aprirà nei mesi prossimi un tavolo di negoziazione allargato anche ai pavesi che, ribadendo la bontà dell’intesa mantovano-cremonese, dovrà necessariamente e con il coordinamento dell’Unione Italiana, giungere alla costruzione di condivise condizioni di accorpamento.

Carlo Zanetti CCIAA Mantova

È un risultato  molto positivo – commenta il Presidente Carlo Zanettiin quanto è ribadita la centralità della Camera di commercio di Mantova. Si tratta ora, insieme a Cremona e sulla base degli accordi con il Torrazzo, di lavorare insieme per garantire anche a Pavia una giusta rappresentatività negli organi della futura Camera a tre”.

La proposta dell’Unione Nazionale, approvata a larghissima maggioranza dall’Assemblea dei Presidenti,  l’8 giugno, sarà consegnata al Ministero che, entro i successivi 60 giorni, raccolto il parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni, dovrà pubblicare i decreti per l’ istituzione delle nuove Camere di commercio che, da 105 che erano, passeranno a 60.

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