

“La lingua della cucina e dell’alimentazione costituisce un fattore primario del lessico dall’innegabile valore anche simbolico, – spiega Sergio Olivieri – essa esprime un’esperienza fondamentale e quotidiana, con un forte ascendente nelle radici delle singole comunità, e al tempo stesso una marcata proiezione esterna, proprio in quanto fattore identitario. Un momento conviviale che ripercorre le nostre tradizioni, con le tipicità dell’enogastronomia e del nostro dialetto. Un invito a cena pro-festival, il concorso di Cucina ed il festival Dialettale sono manifestazioni nati per volontà dell’associazione comunali intenti a rievocare con vari appuntamenti interessando il pubblico gli estimatori della cucina e del dialetio mantovano. Protagonista assoluto il connubio tra dialetto e piatti tipici locali, in quasta fase dedicato al sommo poeta Teofilo Folengo (in
arte Merlin Cocai).”
“Perché la scelta di questo connubio? – prosegue il presidente Olivieri – La lingua locale e il cibo fanno parte del bagaglio culturale di ognuno di noi ed è la nostra carta d’identità. Il dialetto è anche ironia ed è sinonimo di intelligenza e, grazie alla commedia leggera, è possibile parlare di noi, di fatti comuni, di quello che succede nella notra quotidianità. Inoltre il teatro dialettale piace, incuriosisce, e suscita nello spettatore spunti di riflessione, facendo sorridere. Un ripercorrere un progetto per la valorizzazione di questo patrimonio (linguistico) e non solo. Da qui l’idea di organizzare un concorso di cucina e sketch di teatro dialettale a cura di attori e compagnie teatrali mantovane in collaborazione con i ristoranti legati al percorso e ai luoghi Folenghiani.”
Il programma prevede poi una serie di rappresentazioni teatrali che si svolgeranno durante l’arco del 2018.
(La redazione)