MILANO – NON PERDETE L’APERITIVO LETTERARIO CON SMEMORANDA 12 MESI 2018 ALL LIBRERIA VERSO

Di Smemoranda, si sa, ce n’è una sola, ben impressa nella memoria collettiva di sette generazioni. Le Smemo, però, sono tante, così chiunque può trovare quella giusta. E per chi ha lasciato i banchi di scuola c’è la “Smemoranda Letteraria”, l’agenda dedicata a chi ha amato il diario da adolescente, e magari lo conserva ancora gelosamente, gonfio di ricordi.

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O a chi la scopre adesso, per perdersi sempre e ovunque in una nuova storia. Perché se la Smemo nasce per raccontare storie, Smemoranda 12 mesi ne fa una vera e propria vocazione e ogni anno offre ai suoi lettoriuna piccola antologia di racconti. Da XVIII edizioni raccoglie tra le sue pagine i racconti inediti degli scrittori italiani più amati, uno al mese, per un anno da leggere – e da scrivere – in compagnia dei propri autori preferiti.

A presentarla con letture e brindisi alla Libreria Verso giovedì 30 novembre alle 19.00, i direttori di Smemo Nico Colonna, Gino&Michele assieme a due delle sue firme, Fabio Genovesi e Ester Viola.

La libreria Verso, al numero 40 di Corso di Porta Ticinese, nasce da un gruppo di amici con anni di esperienze in tutta la filiera dell’editoria. L’ispirazione di base è quella di una libreria-laboratorio capace di offrire itinerari di lettura, occasioni di incontro e uno spazio di aggregazione intorno al mondo del libro.

SMEMORANDA 12MESI 2018 pubblica undici racconti di: Guido Catalano, Sandrone Dazieri, Concita De Gregorio, Chiara Gamberale, Fabio Genovesi, Gino&Michele, Kent Haruf, Marco Missiroli, Michela Murgia, Aldo Nove ed Ester Viola e una nuova avventura di Corto Maltese di Juan Canales e Ruben Pellejero.

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 SMEMORANDA 12MESI 2018 è a Emissioni Zero e realizzata al 100% in Italia.

Smemoranda 12 mesi è giornaliera e settimanale, impeccabile nei dettagli grafici, dalle copertine agli interni, ricca di utili accessori: bigliettini a strappo, segnalibro, rubrica, indice dei racconti, planning annuale e tanto spazio per note e pensieri. Disponibile in diversi formati e colori, è l’agenda perfetta per il lavoro e il tempo libero. Anche quest’anno Smemoranda 12mesi si sdoppia: c’è la classica, con copertina rigida e interni a quadretti, e la versione con copertina flessibile soft touch e interni a righe. 

ESTRATTI da SMEMORANDA 12 MESI 2018

Ognuno ha il suo viaggio mistico personale. C’è chi si rinchiude in un monastero, chi parte per l’India, chi cerca il peyote allucinogeno nei deserti del Messico.

Io prendo il regionale 2119.

Che parte da Milano alle cinque del pomeriggio e raggiunge Livorno verso le dieci, ma poco prima mi lascia a casa mia.

E in mezzo fa così tante fermate che la voce dagli altoparlanti, anche se è robotica e registrata, a un certo punto dell’elenco comincia ad arrancare e ti viene paura che non riuscirà ad arrivare in fondo. Ma sono pensieri scemi, che non devono distrarti, perché stai per salire a bordo del regionale 2119, e chi rischia di non arrivare in fondo sei proprio tu.

Si tratta infatti di un’esperienza estrema, che non c’entra nulla col mondo e il tempo qua fuori. È chiaro da subito, mentre raggiungi il binario 17 superando i convogli clamorosi e futuribili delle Frecce, i loro vagoni come proiettili luccicanti di rosso e bianco e argento, i posti comodi e riservati e distinti in classi che suonano tutte prestigiose: Executive, Business, Premium…  (Fabio Genovesi)

Mia madre andava e veniva nel cortile dove io sono nato.

Dentro quel cortile, ogni giorno un uomo grasso veniva vestito di blu ad aprire la fabbrica faceva un rumore di ferro e di ferro più forte di odore di olio al mattino con tanti pezzetti di ferro arrugginiti là fuori, quell’uomo accendeva la macchina del gas. Allora incominciava il rumore del gallo, la vita, era giorno. 

Quell’anno, si chiamava 1967. (Aldo Nove)

Era l’anno di scarsissima grazia 2165 d.C., o 161 dopo Zuckerberg. Nella nuova costituzione universale, infatti, inviata via mail in pdf copiabile ma non modificabile a tutti gli utenti della terra e dei pianeti Uro e Bick – sei trilioni di anni luce dalla Terra e a un passo dal Sole, troppo caldo pure per le zanzare ma le case erano gratis – negli uffici e nelle scuole bisognava riportare la doppia indicazione, per le date: Cristo e Zuckerberg. Presto Cristo sarebbe stato abolito. Mark si era fatto nominare salvatore di anime e non aveva avuto neppure bisogno del gesto dimostrativo – risorgere – perché non era mai morto. (Ester Viola)

Nonno Tonno. Non so perché l’abbiamo sempre chiamato Tonno. Lui si chiama Antonio. Lo guardo – e sono triste, forse un po’ cupa – mentre ora, finito in due gollate il secondo Negroni, si è seduto sul gradino d’entrata della casa. Vorrebbe far giocare il cane, ma il cane si è già distratto, forse ha sentito un coniglio selvatico. O forse non è abbastanza rivoluzionario per apprezzare il richiamo di Nonno Tonno, il “Boccettaro”. Già, così li avevano chiamati – Boccettari – i dissidenti, quelli un po’ più intellettuali, un po’ più “a sinistra” nel grande dibattito degli anni delle lotte studentesche.  (Gino&Michele)

In omaggio con l’agenda Smemoranda Letteraria una penna Bic Cristal argentata.

Smemoranda 12 mesi continua sul web: i racconti sono disponibili anche in formato e-book su Smemoranda.it.

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