PARCO DEL MINCIO – ATTIVAZIONDE DEL FOCUS “VALLI DEL MINCIO-GOLDONE-OSONE”

I Sindaci dei Comuni rivieraschi dei canali Goldone, Osone, e Seriola Marchionale (Guidizzolo, Cavriana, Goito, Castel Goffredo, Medole, Castiglione delle Stiviere, Ceresara, Piubega, Gazoldo degli Ippoliti, Castellucchio, Rodigo, Curtatone) sono stati invitati dal Presidente del Parco del Mincio a un incontro che si svolge mercoledì 7 marzo alle ore 9 nella sede dell’ente a Mantova.

Il Parco infatti intende attivarsi per costruire una rete operativa con l’obiettivo di migliorare la qualità delle acque. L’invito parte dalle ricadute sugli habitat delle Valli del Mincio dagli affluenti in riva destra del fiume Mincio, tema ritenuto prioritario dal Contratto di Fiume Mincio, che assegna massima importanza a interventi finalizzati a contrastarne gli effetti.

Maurizio Pellizzer

I lavori svolti negli ultimi anni dal Parco hanno permesso di ripristinare una maggiore circolazione nel reticolo idrico e, in prossimità di Grazie di Curtatone, hanno ricostituito le rotte della navigazione turistica, ma soluzioni stabili vanno individuate a monte: “Lo scopo dell’incontro  – spiega Maurizio Pellizzer, Presidente del Parco del Mincio, ente gestore della riserva Valli del Mincio è quello di concertare con i Sindaci dei comuni esterni al Parco politiche d’azione finalizzate a migliorare la qualità delle acque e alla riduzione del trasporto solido e dei rifiuti presenti nei canali. Il Parco si rende disponibile a dare tutto il sostegno tecnico possibile”.

Come è noto questi affluenti si originano e scorrono in territori completamente esterni al Parco del Mincio ma sfociano nel loro tratto terminale nelle riserva naturale, e tra gli abitati di Rivalta sul Mincio e Grazie di Curtatone si generano effetti di accumulo di sedimenti e si arenano i rifiuti trasportati. Un tema  all’attenzione degli enti  – già con il progetto “Azione 21 per il Mincio”,  del quale il Contratto di fiume costituisce il terzo e più concreto step – perchè Osone e Goldone risultano i principali responsabili del degrado della qualità delle acque del corso mediano del Mincio.

“Un tempo di consapevolezza molto lungo e che richiede di essere tradotto in interventi – prosegue Pellizzer –  per questo, con l’obiettivo di sostenere gli enti attraverso ogni disponibilità tecnica e operativa nella elaborazione di azioni finalizzate alla salvaguardia dell’habitat protetto, il Parco si è reso promotore di questo incontro”.

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