Uno sguardo al futuro del settore primario, tra innovazione, sostenibilità e sviluppo tecnologico, alla ricerca delle migliori soluzioni per il reddito degli imprenditori agricoli. Questo il focus organizzato ieri pomeriggio (6 settembre) alla Fiera Millenaria di Gonzaga da Confagricoltura Mantova, che all’interno dell’area Mantova Golosa ha proposto l’evento “Quale agricoltura nel nostro futuro?”.
A dialogare sul palco con il presidente Matteo Lasagna è stato Antonio Pascale, scrittore e saggista, oltre che ispettore per il Ministero delle Politiche Agricole, che con un’abile metafora ha accompagnato il pubblico lungo la storia dell’agricoltura: «Nel 1881, quando Collodi diede alle stampe Pinocchio – ha raccontato – un ettaro di terreno produceva 10 quintali di grano, la stessa cifra dell’epoca di Michelangelo (1500) o della caduta dell’impero romano (476 d.C.).

Poco grano, ma anche poche persone nel mondo. La popolazione poi ha iniziato a crescere, ma un ettaro di terreno, fino al 1950, continuava a fornire una tonnellata appena di grano. Oggi siamo sette miliardi, ma è nei campi che è avvenuta la rivoluzione più importante, dato che ora un ettaro produce anche sei o sette tonnellate di grano. Il segreto? Il prepotente ingresso della chimica e della meccanica, e il miglioramento genetico».
Miglioramenti che devono però essere accompagnati anche da un adeguato supporto del mondo politico: «Abbiamo visto – ha detto Lasagna – come i contributi Pac siano in pericolo, con tagli pesanti all’orizzonte dal 2021. L’agroalimentare italiano ha bisogno di essere conosciuto e diffuso nel mondo, i finanziamenti comunitari non possono privilegiare le nicchie, perché non sono quelle che creano il reddito che serve al nostro settore».
Al termine del convegno è andato in scena un aperitivo a cura della Scuola di Arti e Mestieri “F. Bertazzoni” di Suzzara.