MANTOVA TEATRO 2018-2019: ARLECCHINO D’ORO A NATALINO BALASSO

Lunedì 19 novembre al Teatro Sociale, al termine del secondo appuntamento della stagione di Prosa al teatro Sociale, Natalino Balasso ha ricevuto il premio Arlecchino d’Oro assegnato dalla Fondazione Artioli. Alla consegna sono intervenuti, oltre all’attore comico, il sindaco di Mantova Mattia Palazzi e il presidente della Fondazione Francesco Ghisi.

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Si tratta di un riconoscimento alla carriera che, a partire dal 1999, viene attribuito una volta l’anno, a Mantova, ad un artista di rilievo internazionale nel cui percorso abbia saputo valorizzare la mescolanza tra le varie arti. L’Arlecchino d’Oro è stato dato perché ha lavorato con ingegno multiforme e grazie alle tecniche creative tipiche della Commedia dell’Arte, ha saputo elaborare personaggi innovativi e di assoluto rilievo.

Attore, comico e autore di teatro, cinema, libri e televisione, Balasso ha debuttato nel 1990 in teatro, nel 1998 in televisione, nel 2007 al cinema e negli ultimi anni è approdato anche su youtube con il canale di satira Telebalasso, show monologante ruvido e terrigno, stonato e fuori tempo, ridicolo e straziante.

L’attore veneto nel corso della sua carriera è passato con agilità dall’interpretazione dei personaggi di Beckett, Cechov e Shakespeare, a quella di sue creazioni come il malvagio opportunista Toni Sartana di La Cativissima o il visionario Vito Cosmaj di Delusionist.

Proprio nel 2018 ha ricevuto il 53° premio basilica palladiana e ha recitato per Alice Rohrwacher in Lazzaro Felice, premiato per la miglior sceneggiatura a Cannes.

Prima della premiazione Balasso è andato in scena con lo spettacolo “Arlecchino servitore di due padroni”, capolavoro di Carlo Goldoni, che ha trasportato gli spettatori in una dimensione giocosa e leggera, a tratti malinconica e ricca di suspense invitandolo e ad una festa che celebra la potenza stessa del teatro e il talento di chi ogni sera calca le tavole del palcoscenico. La regia di Valerio Binasco ha creato un perfetto meccanismo comico, una girandola di maschere e personaggi della Commedia dell’Arte, specchio di una borghesia dinamica e virtuosa, celebrazione dell’intraprendenza femminile e dell’amore romantico, ma soprattutto commedia che dal 1745 non smette di affascinare il pubblico.

Mantova lo aveva già ospitato come autore in occasione del Festivaletteratura e lo accoglie nuovamente con un premio che cade a pennello, considerata la sua interpretazione di un Arlecchino originale e fuori dagli schemi, che ha saputo infondere nuova vita alla maschera che tutti conosciamo.

Foto Comune Mantova

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