MANTOVA – PRESENTATO IL PROGETTO DI UNITÀ ABITATIVE REALIZZATE CON STAMPANTE 3D

Da una tesi di laurea discussa al Politecnico polo di Mantova da parte del dottor Carlo Masgoutiere, è scaturita la volontà di trasformare il progetto in realtà, costruire il prototipo di 60 mq in ottica collaborativa con il territorio.

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È già stata presentata una richiesta ufficiale con risposta positiva per il comodato d’uso dell’area aperta verde del Creative Lab (ex CAG) di Lunetta al Comune di Mantova per effettuare la sperimentazione di un’unità abitativa di 60 mq soppalcata internamente, per garantire una superficie totale di 80 mq, con una forma unitaria a cupola autoportante a curva catenaria o emisferica formata dalla composizione di blocchi connessi da incastri e rinforzi in acciaio.

La progettazione digitale tridimensionale permette di elaborare un progetto che può essere trasformato precisamente nella realtà grazie alle tecnologie di stampa tridimensionale di grande formato, garantendo l’esatta corrispondenza geometrica  tra modello digitale e risultato materico reale.

prototipo 3

La tecnologia di stampa tridimensionale di grande formato permette la strutturazione di casseforme stampo riutilizzabili o a perdere in plastica riciclata o naturale di dimensioni fino ad 1mc, successivamente riempite in materiali naturali come la terra cruda mista a fibre vegetali come la paglia, la lolla o la pula di riso, di canapa e di mais. Per quanto riguarda l’isolamento esterno la volontà, grazie alla presenza di Rockwool Italia come partner, è quella di usare la lana di roccia come cappotto esterno.

Grazie alla stessa tecnologia e la possibilità di questa di poter estrudere materiali fluido-densi come impasti ceramici, geopolimeri fibre e resine è possibile strutturare forme per l’arredo ausiliario degli esterni e degli interni come vasi e sedute, oppure piastrelle/ tegole di ceramica o di cementi alleggeriti.

La struttura una volta finita sarà completata da pannelli fotovoltaici, un impianto elettrico predisposto nella doppia pelle della struttura stessa in fase di progettazione, pareti verdi ad orti verticali idroponici per l’auto-produzione di vegetali di consumo.

La struttura così progettata garantisce: un costo molto basso per quanto riguarda i materiali, velocità e semplicità costruttiva, elevate possibilità di personalizzazione e caratteristiche termodinamiche elevate.

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Il fine del progetto vuole però essere il processo stesso, l’obietivo più ampio è quello di creare un campus studio didattico sperimentale, che attraverso la problematica reale di progettare e costruire un’abitazione di emergenza che sia all’avanguardia ed ecosostenibile, voglia portare gli studenti delle scuole superiori e delle università a fare formazione in loco per un fine reale utile che possa essere il connubio di varie conoscenze teoriche nei vari ambiti scientifici ed artistici applicati al progetto, come la domotica la robotica la coltivazione innovativa, gli arredi ecc.

Utilizzando il metodo project based learning è possibile strutturare percorsi di tirocinio, di alternanza scuola-lavoro e di stage formativi per un progetto reale con il fine di sperimentare un nuovo processo brevettabile per costruire soluzioni abitative a basso costo, formalmente personalizzabili ed eco-sostenibili  per chi non può avere una casa o per chi l’ha persa, e nel frattempo imparare metodologie all’avanguardia nel campo della fabbricazione digitale lavorando su un progetto multi-disciplinare partendo da prototipi e modelli in scala fino ad arrivare alla soluzione in scala 1:1.

 

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