MANTOVA, ARRESTATO CAPO MAFIA DAI CARABINIERI DI PALERMO E MANTOVA

I carabinieri di Palermo e Mantova nella notte hanno dato esecuzione al fermo di indiziato di delitto, emesso dalla DDA di Palermo, nei confronti di 2 persone, ritenute responsabili di associazione mafiosa.

carabinieri mantova 1

Arrestati, inoltre, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare altre 2 persone per estorsione aggravata.

Le indagini, iniziate nel territorio di Palermo, hanno documentano i nuovi assetti e le dinamiche criminali della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno (PA) all’indomani dell’Operazione dei Carabinieri “Cupola 2.0”  (4 dicembre 2018), a seguito della quale erano stati arrestati, tra gli altri, gli uomini d’onore al vertice del mandamento mafioso di Misilmeri – Belmonte Mezzagno.

Al vertice della cosca, dalla fine del 2018, quindi, Salvatore Francesco TUMMINIA, da poco tornato in libertà dopo essere stato condannato per associazione mafiosa a seguito dell’operazione Perseo (16 dicembre 2008), condotta sempre dai Carabinieri.

Fra i soggetti raggiunti dai provvedimenti restrittivi vi è anche Giuseppe BENIGNO in provincia di Mantova.

Le indagini, condotte dai Carabinieri, hanno documentato come BENIGNO fosse un soggetto estraneo alla famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno, che operava in contatto con i vertici del mandamento e della famiglia mafiosa facente capo a Salvatore Francesco TUMMINIA:

  • agevolando la commissione dei reati fine dell’associazione quali le estorsioni;
  • coadiuvando i sodali nel controllo del territorio;
  • agevolando i contatti e gli incontri con gli appartenenti alle varie famiglie mafiose;
  • inserendosi nella risoluzione delle problematiche interne all’associazione.

BENIGNO, localizzato e monitorato da giorni dai carabinieri di Palermo e Mantova in attesa del provvedimento di  fermo, è stato catturato in una cascina del comune di Piubega, in località San Cassiano, dove si era rifugiato dopo che due sicari, a bordo di uno scooter e travisati da caschi integrali, il 2 dicembre 2019, fra le strade di Belmonte Mezzagno (PA) gremite di passanti, avevano cercato di ucciderlo esplodendo contro di lui 9 colpi d’arma da fuoco, di cui solo due lo colpivano in maniera non mortale.

L’attività di indagine dei Carabinieri di Mantova non si conclude con gli arresti di oggi, ma mirerà a fare luce sul supporto ricevuto per agevolare la permanenza di BENIGNO in provincia.

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