LE OPERE DI BOMBARDA E MALACARNE IN MOSTRA ALLA M.A.D. MANTOVA ARTE DESIGN

bagnanti - malacarneSi inaugura alla galleria M.A.D. Mantova-Arte-Design di Mantova, via Cavour 59 la mostra degli artisti Claudia Bombarda e Claudio Malacarne. Il vernissage si terrà sabato 18 gennaio alle ore 18:00 con presentazione a cura di Massimo Pirotti.

VERSO IL CIELO cm 50x50

Claudia Bombarda – le sue opere inducono nell’osservatore l’impressione di una transizione dal definito all’indefinito con uno stile personale ed accurato tra pennellate ora compatte ora velate. Sembra di sentire quel piegarsi al vento di un albero rapito da rosate nuvole che si nascondono dietro vegetazioni sognanti per poi ricomparire nel vortice di un tramonto.

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L’autrice entra in profondità e creando una natura che non ha leggi genera un’atmosfera magica ed un brivido surreale, si addentra in un carico blu otremare e gioca su passaggi di nuvole che placano la sensazione del freddo. Ogni sua opera è pervasa da una grande forza vitale diretta da una mano sapiente, sempre alla ricerca di una astrazione artistica concettuale che alimenta tutte le ipotesi, tutte le speranze e i desideri dell’anima.

Claudio Malacarne nasce a Mantova. Fin dalle prime opere in lui il disegno si configura come un ambito d’azione e di riflessione privilegiato: vastissimo, autonomo e complementare al contempo alla pratica pittorica. È un laboratorio ininterrotto, un diario continuo in cui si assolve la necessità interiore, l’urgenza esistenziale di possedere la realtà attraverso l’immagine che la ricrea.

Frequentando l’atelier del maestro Enrico Longfils si muove attraverso sperimentazioni di “mezzi diversi”, dalla matita, con cui soprattutto nello studio di animali insiste sulla plasticità dei soggetti, alla penna con inchiostro di china, prima a segni minuti e spezzati, poi a tratti più densi e continui, spesso sciolti in liquide acquarellature, preludio alla Natura morta con bottiglia, frutta e sveglia del 1970 in cui il disegno si dissolve nell’impulso pittorico.

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Anche con le sue teste di animali nel Polittico del 2007, egli ha sempre lottato tra un proprio ideale mondo platonico, lucidamente dialettico e squisitamente mentale, e il gran flusso del suo sangue oscuro e tumultuoso, dei suoi sensi in agguato. Ed è appunto a causa di questo divario che si manifesta e determina la “fatica del pittore”, il tormento dei suoi quadri, espresso nel vigore del colore, nell’aggrovigliarsi delle immagini, nel sovrapporsi ed alternarsi dei dati naturalistici ed espressionistici sull’ordito logico di un’architettura figurativa neo-metafisica. Dopo aver scoperto il realismo spagnolo di Joaquín Sorolla, il suo occhio indagatore, il detective del colore dei Fauves, diventa nell’ultimo decennio, il puntuto, amaro artista dei “bagnanti” e dei “nuotatori”. (Floriano De Santi).

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2020.

(Le immagini qui riprodotte sono state fornite ad esclusivo utilizzo dell’articolo)

GB

 

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