VENDEMMIA VERDE: PROVVEDIMENTO TARDIVO E POCO EFFICACE PER I PRODUTTORI DI VINO MANTOVANI

alberto cortesi

Mantova, 15 luglio – «Un provvedimento tardivo e farraginoso dal punto di vista burocratico, che servirà poco o nulla ai produttori di vino della nostra provincia». Commenta così Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova, il nuovo DL relativo alla vendemmia verde, per la quale sono stati stanziati 100 milioni di euro.

La misura prevede la riduzione della produzione di uve per vini Dop e Igp mediante la rimozione parziale dei grappoli. Ma sembra che nella misura i vini del nord Italia siano stati del tutto dimenticati: «Per le Doc e le Docg della nostra provincia – spiega Cortesi – sono previsti contributi troppi bassi, che scoraggiano i produttori. La vendemmia, peraltro, per le varietà precoci inizierà tra meno di un mese, rendendo tale provvedimento tardivo e, a conti fatti, inutile».

Sì perché il Mipaaf ha stabilito come scadenza per la presentazione delle domande venerdì 31 luglio: «Il problema – prosegue Cortesi – è che ad oggi il provvedimento è stato solo licenziato in Conferenza Stato-Regioni, ma mancano ancora la pubblicazione del decreto e la conseguente circolare attuativa da parte di Agea».

uva lambruscouva colli morenici

Gli aiuti previsti vanno dai 400 €/ha delle uve per vini Igt ai 900 €/ha previsti per le uve per vini Docg con resa inferiore ai 100 q/ha: «Come Confagricoltura avevamo chiesto che il contributo fosse pari al costo sostenuto per effettuare la riduzione, sommato al mancato ricavo. Non avrebbe dovuto essere inferiore dunque ai 500 €/ha per le uve Igt, ai 900 €/ha per le Doc e ai 1.300 €/ha per le Docg». Perplessi i produttori mantovani.

Per Ottavio Cobelli, dell’azienda agricola Cobelli-Vini Bastià di Cavriana, «il contributo è davvero misero, noi non aderiremo di certo. Abbiamo una produzione costante, e il volume di vendite che abbiamo perso con il blocco di marzo l’abbiamo recuperato alla grande tra aprile e maggio, per cui c’è spazio per la nuova vendemmia».

Per Claudio Pasqualini, che nella sua azienda Confini di Sermide produce Lambrusco, il provvedimento potrebbe interessare grossi produttori: «La decisione del Mipaaf è tardiva, e può abbracciare solo poche zone. La vendemmia verde sarebbe stata da fare un mese fa, con i grappoli ancora in fase di sviluppo».

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