DISSERVIZI DI POSTE ITALIANE SU BARBIANO: 15 GIORNI PER RITIRARE UNA RACCOMANDATA

Pietrantoni: “La scelta di Poste penalizza le fasce più deboli e grava anche sull’ambiente

Quindici giorni per ritirare una raccomandata: è quanto un residente barbianese deve attendere per potere avere la propria corrispondenza. Non la corrispondenza qualunque, ma atti giudiziari e altri atti legali per i quali Poste Italiane ha l’esclusiva di consegna.

Le segnalazioni sono tante, tutte simili. L’ultimo è il caso di una cittadina che si è rivolta al gruppo consigliare raccontando la propria esperienza. Un avviso di giacenza consegnato dal postino il 22 settembre scorso: “Gentile cliente, la invitiamo a ritirare l’invio presso l’ufficio postale di Barbiano a partire dal 3 ottobre“. Ma il 3 ottobre è un sabato, e l’ufficio postale di Barbiano con il “nuovo orario” è chiuso di sabato; così il primo giorno utile per ritirare la raccomandata diventa il mercoledì successivo, ovvero il 7 ottobre, unico turno settimanale di apertura.

Si tratta di un giorno lavorativo, ho dovuto chiedere un permesso per poter ritirare la raccomandata“, ha dichiarato la vittima del disservizio.

Oltre al danno, la beffa: nella ricevuta infilata in buchetta, Poste Italiane parla anche di un ripristino post-emergenza del servizio su tre turni settimanali “a partire dal 27 settembre 2020“: ripristino che – a differenza di altri uffici – per Barbiano non è mai avvenuto.

Sono andata in posta il 3 ottobre fidandomi dell’avviso di giacenza che citava un ripristino dell’orario, per poi trovare lo sportello chiusoha dichiarato la persona interessata -. Una perdita di tempo inutile. In seguito ho chiamato il servizio clienti e mi è stato detto di delegare il ritiro. In poche parole, viene dato per scontato che un lavoratore debba farsi aiutare da qualcun altro per usufruire del servizio, ma se una persona è sola?“.

L’intento pare essere una precisa strategia del Gruppo postale, intento a smantellare definitivamente l’ufficio. In una comunicazione all’Amministrazione comunale, i vertici locali di Poste hanno infatti fatto sapere che “la consistenza del personale che opera negli uffici viene determinata in relazione ai volumi medi di traffico, la tipologia dei servizi richiesti e ai bacini d’utenza previsti“.

Il passaggio da tre turni settimanali a uno solo è avvenuto in perfetta sincronia con la crisi sanitaria; approfittando della quarantena, l’ufficio è stato chiuso totalmente, e successivamente è stato comunicato – in sordina, con un semplice foglio affisso alla vetrina – il “nuovo orario”: non più tre giorni, ma solo il mercoledì, dalle 8.20 alle 13.45.

“Nonostante le sollecitazioni dell’Amministrazione comunale, Poste Italiane ha scelto di mantenere solo un turno (per di più in orario lavorativo) di apertura: sono 5 ore e 25 minuti di apertura su base settimanale – sottolinea Pietrantoni -. Può essere questo un servizio? È evidente che questa strategia è finalizzata a dimostrare un flusso basso di accessi, per poi chiudere definitivamente lo sportello”.

Le ripercussioni sulla frazioni sono numerose: si tratta prima di tutto di un pesante disservizio per le fasce più deboli, in particolare per gli anziani e per chi non può utilizzare servizi di home banking: quello fornito da Poste Italiane era infatti l’unico servizio bancario rimasto nella frazione e tanti cittadini avevano deciso di spostare il proprio conto lì.

“Questa situazione ci costringerà a utilizzare forme di trasporto verso altre località per permettere ai cittadini di accedere ai servizi bancari – spiega Pietrantoni -. Tutto ciò avrà un costo per la collettività: in termini di tempo, di risorse e anche di impatto ambientale per l’utilizzo dell’automobile di cui avremmo potuto fare a meno”.

“Il gruppo Insieme per Cotignola vorrebbe dare voce ai cittadini – prosegue Pietrantoni -. I nostri consiglieri residenti a Barbiano sono attivamente impegnati e abbiamo lanciato una raccolta firme per chiedere a Poste Italiane di ripristinare il servizio dell’ufficio postale di Barbiano su non meno di tre turni settimanali (di cui uno al sabato)”.

I cittadini chiedono inoltre di ripristinare una consegna puntuale e tempestiva della corrispondenza, compatibile con le aperture dello sportello, ma non vincolata ai turni di mancato servizio sulla frazione. I cittadini che volessero firmare possono rivolgersi ai consiglieri Matteo Mingazzini (telefono 349 3523188) e Sebastiano Riolo (349 446 2642).

I fogli della raccolta firme sono disponibili anche presso i seguenti esercizi commerciali della frazione, che hanno aderito all’iniziativa per riavere il servizio postale: “Di tutto un po discount” e Francy Pizza in via Manzoni, Forno Esposito in via Caduti della Libertà, Diego Arreda e Farmacia Mugellini in piazza Alberico (di fianco alle Poste).

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.