PREMIO CAMPIGNA A ARNARLO POMODORO. Inaugurazione a Santa Sofia (Fc), alla presenza dell’assessore Mauro Felicori

L’opera dell’artista romagnolo “Cono tronco 1972” collocata nel Parco delle Sculture all’aperto della città. A breve una mostra alla Galleria Stoppioni, con una selezione dei suoi lavori grafici

FORLI’-CESENA – E’ stato assegnato a Arnaldo Pomodoro, scultore di fama internazionale, le cui opere sono collocate nelle piazze e negli spazi pubblici di tutto il mondo, il Premio Campigna 2020. Lo scultore e orafo, nato a Morciano di Romagna, famoso nel mondo per le sue sfere in bronzo, si è aggiudicato la 61° edizione dello storico premio.

La sua opera, dal titolo “Cono tronco” è stata installata nel Parco delle Sculture all’aperto di Santa Sofia (area Brusatopa) di Folrlì-Cesena, che ospita i lavori degli scultori premiati.

L’inaugurazione si è tenuta domenica 11 ottobre alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori, del sindaco di Santa Sofia Daniele Valbonesi e dell’assessora alla Cultura Isabel Guidi.

Al grande artista sarà dedicata anche una mostra, che raccoglierà una selezione delle sue opere grafiche, all’interno della Galleria Stoppioni, inaugurata nel 1990 per ospitare i lavori raccolti nelle varie edizioni del Premio Campigna.

Finalmente, possiamo presentare ufficialmente il 61° Premio Campigna e lo facciamo con grande emozione– dice il sindacoDaniele Valbonesi. Il Premio Campigna è, da sempre, il principale evento artistico santasofiese e in questo 2020 non era scontato riuscire ad organizzarlo. Soprattutto il 61° Premio Campigna è motivo di orgoglio perché ha come protagonista uno dei maggiori scultori della scena internazionale, il maestro Arnaldo Pomodoro, che con la sua opera andrà ad arricchire il parco di sculture fondato negli anni ’90 su sollecitazione del professore Renato Barilli”.

Nato da una idea di Renato Barilli e Claudio Spadoni– ha commentato l’assessore regionale Mauro Felicori-, è ormai un parco di importanza nazionale. La collocazione della scultura di Pomodoro, peraltro esaltante, ne rafforza la rappresentatività. La Regione vuole ulteriormente contribuire alla crescita del parco, per numero di opere e reputazione internazionale. Vorremmo parallelamente offrire il giusto tributo a un altro importante artista del territorio, Mattia Moreni, già documentato a Santa Sofia”.

Mi preme sottolineare come la collocazione dell’opera apra un ulteriore orizzonte– commenta l’assessora alla CulturaIsabel Guidi. Il parco di Sculture si appropria di una nuova area, allungandosi fisicamente verso Capaccio e la sede di Romagna Acque società delle fonti, nostro partner nella cura e nella crescita del Parco Sculture. Immaginiamo, quindi, che “Cono tronco” segni l’inizio di un nuovo percorso e vogliamo proprio partire da questa nuova opera per dare ancora maggiore visibilità alla nostra collezione. L’arte ha numerosi livelli di lettura e siamo convinti che Santa Sofia abbia grandi potenzialità. Il nostro obiettivo, ora, è valorizzarle al meglio.

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IL PREMIO CAMPIGNA è nato nel 1955 da un’idea di alcuni santasofiesi ed in particolare del pittore locale Innocente Biserni e da colui che sarà l’animatore del Premio: Vero Stoppioni, a cui è dedicata la Galleria. Il premio si caratterizza da subito come manifestazione in cui gli artisti si confrontano con il territorio circostante, fonte di ispirazione per il loro lavoro e per le loro opere. Dopo le prime edizioni a carattere prevalentemente regionale, il concorso ha avuto una svolta nella seconda metà degli anni Sessanta, e poi negli anni Settanta, con l’arrivo in giuria di illustri critici che hanno portato con sé decine di artisti provenienti dall’area emiliana, da Torino, da Milano e da Roma. Tra questi Luigi Carluccio, Francesco Arcangeli, Mario De Micheli, Marco Valsecchi, Giuseppe Marchiori, Enrico Crispolti. Nel 1979 la manifestazione si trasforma in rassegna, in particolare vanno ricordate quelle dedicate ai generi tradizionali, quali il paesaggio, la natura morta, il ritratto/autoritratto; è in questa fase che viene acquisito un corpus notevole di opere, ad esempio quelle di Moreni, Brunori, Boero, Del Franco, Guccione, Fioroni. Sono gli anni in cui intervengono anche i critici Renato Barilli, Adriano Baccilieri, Claudio Spadoni. Nel 1993 viene creato il Parco di Sculture all’aperto, sotto la supervisione di Barilli-Spadoni-Cavallucci, con i tre grandi cerchi di Mauro Staccioli collocati nello scenario del Parco Giorgi. La fine degli anni Novanta e il Duemila segnano la rivisitazione della storia del premio tramite l’omaggio ad alcuni critici ed artisti; fondamentale la mostra “Le Rose del Campigna” che ha rappresentato l’evento culminante della 50 edizione. Nel contempo hanno preso il via sezioni dedicate ai nuovi linguaggi della creatività artistica giovanile, ricorrendo anche a workshop condotti da artisti di fama internazionale.

La Galleria d’arte contemporanea “Vero Stoppioni”

All’interno della Galleria d’arte di Santa Sofia, che ospita i lavori dei premiati, sono rappresentate le più interessanti tendenze artistiche italiane dagli anni ‘50 ad oggi: il neorealismo, l’informale, la pop art, l’astrattismo, la nuova figurazione, fino alle più recenti tendenze. La collezione vanta dipinti e sculture di artisti di chiara fama, come Mattia Moreni, Piero Ruggeri, Francesco Somaini, Pompilio Mandelli, Fabrizio Plessi, Giannetto Fieschi, Sergio Vacchi, Alberto Sughi, Eugène Berman, Giovanni Korompay, solo per fare qualche nome, assieme ad opere di pittori di ambito romagnolo (Bellini, Casadei, Crispini, Greggi). Un posto privilegiato all’interno della Galleria è dedicato a Mattia Moreni; che partecipò a varie edizioni del Premio Campigna e istituì un rapporto privilegiato con Santa Sofia soggiornandovi per lunghi periodi.

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