INDAGINE CCIAA SU LA VIA DELL’IMPRESA 4.0 NELLA PROVINCIA DI MANTOVA

MANTOVA – In questo 2020 caratterizzato dalla pandemia mondiale, la tecnologia si sta rivelando un alleato essenziale nei vari ambiti della nostra vita. Proprio grazie agli strumenti digitali si è potuta evitare la paralisi totale del sistema, permettendo di rimanere connessi.

La Camera di Commercio di Mantova, attraverso il Servizio di Informazione e Promozione Economica e il Punto Impresa Digitale, mostra ormai già da diversi anni un’attenzione a queste nuove tematiche spingendo le imprese verso una sempre maggiore digitalizzazione e innovazione.

È stata realizzata una indagine sulla tematica Impresa 4.0, per poter conoscere sempre più a fondo il tessuto imprenditoriale del territorio e capire le eventuali misure e azioni che possono essere promosse in un’ottica 4.0. Attraverso un questionario inviato alle imprese mantovane sono stati indagati vari aspetti legati a Impresa 4.0 (investimenti in tecnologie 4.0, capitale umano e competenze, formazione, prospettive), cercando di capire il grado di conoscenza e attuazione di questo nuovo tipo di orientamento tra le aziende del territorio. Nella scelta del campione sono state selezionate le aziende con numero di dipendenti pari e/o superiore alle 30 unità e sono stati presi in esame tutti i settori di attività, in quanto impresa 4.0 non coinvolge solo le aziende del manifatturiero, ma anche quelle degli altri comparti produttivi.

Anche alla luce dell’ultima indagine congiunturale condotta da Unioncamere Lombardia è emerso come l’attuale situazione pandemica abbia spinto e stia tuttora spingendo un numero sempre maggiore di imprese a informarsi o applicare tecnologie di Impresa 4.0 o tecnologie digitali. Oltre a ciò, quasi la metà le imprese intervistate hanno dichiarato di prevedere nuovi investimenti in tecnologie di Impresa 4.0 o tecnologie digitali nei prossimi sei mesi.

I risultati dell’indagine, pubblicata sul sito camerale e resa disponibile all’utenza, ci mostrano che complessivamente, il 35,6% delle imprese che ha partecipato all’indagine camerale, dichiara di non avere usufruito o non conoscere gli strumenti previsti dal Piano Nazionale Impresa 4.0. Sarà quindi interessante analizzare nell’immediato futuro come cambierà il sentiment delle imprese alla luce della grande trasformazione in atto per opera della pandemia globale.

Secondo l’indagine camerale, considerando gli ambiti tecnologici in cui le aziende intervistate hanno già investito o intendono investire, in prima posizione troviamo le soluzioni per la manifattura avanzata (robot collaborativi, interconnessi e rapidamente programmabili); sono poi ritenuti importanti anche il Cloud, ovvero la gestione di elevate quantità di dati su sistemi aperti, la Simulazione tra macchine interconnesse per ottimizzare i processi, i Big Data e Analytics, ovvero l’analisi di un’ampia base dati per ottimizzare prodotti e processi produttivi e la sicurezza durante le operazioni in rete e su sistemi aperti (Cybersicurezza e business continuity).

Secondo le imprese intervistate le tecnologie 4.0 possono portare maggiori vantaggi nelle aree aziendali che si occupano di sistemi informativi e della progettazione, ricerca e sviluppo; benefici si possono inoltre ottenere nella gestione dei processi, nella gestione e controllo della qualità e nella logistica interna. Al contrario, sono ritenute meno interessate dalle tecnologie 4.0 la contabilità e finanza, la gestione del personale e la gestione dei fornitori.

Se i processi produttivi conoscono una sostanziale trasformazione anche le persone sono chiamate a contribuire allo sviluppo aziendale in maniera nuova acquisendo nuove competenze. Questo sistema sta influenzando già adesso, e ancora di più lo farà nei prossimi anni, il mercato del lavoro: nuove professionalità saranno necessarie e alcune, invece, presto potrebbero scomparire, così come cambieranno le competenze e le abilità ricercate. Per questo nel questionario è stata dedicata ampia attenzione alle tematiche relative al capitale umano, alle competenze e alla formazione.

Le imprese intervistate ritengono mediamente importanti in un’ottica 4.0 tutte le figure professionali sottoposte alla loro attenzione, con valori leggermente superiori per gli analisti e progettisti software, gli ingegneri energetici, meccanici e dell’automazione industriale, i tecnici meccanici ed elettronici e i tecnici programmatori ed esperti in applicazioni.

Tra le competenze ritenute essenziali, sempre in un’ottica 4.0, nelle prime posizioni troviamo le conoscenze di applicativi software come Cad-Autocad, Sistemi ERP etc., la programmazione di macchinari e la conoscenza di linguaggi di programmazione. Seguono conoscenze normative, conoscenze commerciali e di marketing, conoscenze contabili, il possesso di certificazioni e la conoscenza delle lingue straniere. Interessante notare come tra le lingue straniere, l’inglese rimane la lingua più ricercata, ma grande attenzione viene rivolta anche al tedesco, al francese e allo spagnolo. Diverse le aziende, inoltre, che richiedono anche una conoscenza di russo e cinese.

Parlando di competenze trasversali (soft skills) sono ritenute essenziali flessibilità e adattamento, così come la capacità di gestire responsabilità, di risolvere problemi e di lavorare in gruppo, mentre un minor peso viene dato alla creatività e al sapere prendere decisioni.

Passando all’analisi dei titoli di studio maggiormente richiesti alle figure in entrata in un’ottica 4.0, per quanto riguarda le lauree gli indirizzi più ricercati sono quello di ingegneria e quello economico-statistico, mentre l’indirizzo amministrazione, finanza e marketing e quello di meccanica, meccatronica ed energia sono tra i diplomi più richiesti. Complessivamente le imprese ritengono importante il ruolo che il sistema formativo scolastico può avere nell’avvicinare i ragazzi alle nuove tecnologie, così come nella costituzione di una rete tra Istituti di formazione e altri Enti, ad esempio tramite percorsi formativi integrati.

Secondo le aziende intervistate, per poter promuovere uno sviluppo in un’ottica 4.0, deve essere promossa una maggiore integrazione tra le esigenze formative delle imprese e il mondo dell’istruzione e della formazione. Importanza viene data anche alla presenza di supporti finanziari agli investimenti, alla consulenza specialistica mirata alla singola realtà aziendale, alla progettazione di piani didattici specifici idonei allo sviluppo delle imprese, a un miglioramento della dotazione infrastrutturale come banda larga, standard di comunicazione etc. e un maggiore coinvolgimento di giovani laureati e ricercatori ai progetti innovativi e ai relativi spin off/start up aziendali. Nel 14,4% dei casi viene proposta anche la costituzione di Poli di innovazione sul territorio.

Le opportunità offerte da impresa 4.0 sono ancora poco conosciute e sfruttate dalla maggioranza delle aziende italiane, ma in un contesto sempre più globale e competitivo le nuove tecnologie non possono essere messe in secondo piano sia per rendere più efficienti i processi sia per creare nuove posizioni di vantaggio competitivo.

Uno degli ostacoli maggiori è la scarsa cultura digitale presente all’interno delle aziende possibile grazie a processi di formazione specifica del personale già presente e all’inserimento di figure altamente professionalizzate. Da un lato quindi scuola e università devono allinearsi alle nuove esigenze emerse con industria 4.0 e dall’altra le imprese devono formare e inserire dipendenti sempre più competenti in ambito digitale per poter continuare a competere con successo.

L’obiettivo principale per il prossimo futuro è quello di cercare di coinvolgere in questa trasformazione digitale un numero sempre maggiore di imprese, non solo legate al manifatturiero, ma a tutti gli ambiti settoriali. Le tecnologie digitali unitamente alla riorganizzazione delle dinamiche lavorative e all’ottimizzazione dei processi produttivi e di gestione delle vendite rappresentano la giusta direzione da intraprendere per gestire e affrontare il repentino cambiamento dovuto all’epidemia di Covid-19. Proprio le industrie e i settori che hanno maturato strategie di trasformazione digitale sono oggi quelle che stanno affrontando meglio la situazione eccezionale che stiamo vivendo.

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