A ELIO TERRENI IL “FIORINO D’ORO” AL PREMIO FIRENZE 2021 CON L’OPETA ‘VOGLIA DI RISALIRE’

Sabato 11 dicembre a Firenze si è svolta su iniziativa del Centro Culturale Firenze – Europa “Mario Conti”, la XXXVIII edizione del Premio Firenze di Letteratura e Arti Visive 2021. Dopo i saluti delle autorità, sono stati proclamati i vincitori e i finalisti del Premio. ELIO TERRENI, pittore e scrittore mantovano, ha vinto il “Fiorino d’oro”, nella sezione di grafica delle Arti Visive.

L’opera dell’artista, intitolata “Voglia di risalire”, realizzata nel 2020 con tecnica digitale e stampata su pannello in forex (90×65 cm), è stata esposta nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio durante la cerimonia di premiazione e pubblicata nel catalogo a colori e nel sito web del Premio.

Palco del Premio Firenze 2021

Terreni, in precedenza, aveva raggiunto il podio del Premio in due diverse edizioni, nel 2004 e nel 2009, conseguendo in entrambe le occasioni il “Fiorino d’argento” ma quest’anno il prestigioso Premio diventa d’oro.

Elio Terreni, all’anagrafe Cornelio Terreni, pittore e scrittore, nasce a Goito (Mantova). Dopo essersi laureato in Economia presso l’Università di Parma, inizia a insegnare Matematica applicata negli Istituti di Istruzione Superiore.

Sin da adolescente, tuttavia, porta avanti anche la sua personale indagine artistica; con passione, studia e sperimenta intensamente. Alla fine degli anni settanta, realizza, a china, alcune opere in cui lo sfondo è costituito da scritte di piccole dimensioni, dando inizio alla sua personale “poesia visiva”. I suoi studi si estendono, via via, dal disegno alla pittura e alla fotografia. In ambito grafico, la sua ricerca procede con la realizzazione di alcune opere in cui “insinua, in termini di collage, la fotografia in luogo della figurazione disegnata, rendendo così ulteriormente vivo il dialogo tra scrittura e immagine e sottolineando il continuo interscambio tra reale e immaginario, il gioco tra vero e apparente”.

Premiazione (dalla trasmissione in streaming della manifestazione)

Dal 1995, comincia ad esporre le proprie opere, dapprima solo in Italia e, poi, sia in Italia che all’estero. Nel 1996, realizza composizioni con chine colorate o con tecnica mista che, partendo dalla “colatura”, giungono ad esiti astratti ed espone nella mostra personale, intitolata “Il filo dei pensieri“, curata da Stefania Romani, nella splendida cornice di Palazzo Castello a Gazoldo degli Ippoliti (Mantova). Successivamente, crea un mini-ciclo di opere tridimensionali, con superfici curve in plexiglas, mentre il dripping delle precedenti opere si evolve, in modo naturale, nella pittura gestuale di alcuni dipinti costituenti il mini-ciclo dei “vortici”. Nel 1997, il Circolo Culturale “Castello” di Cerlongo ospita la personale “Il fascino dell’immaginario”, presentata da Learco Zanardi, nelle sale di Villa Magnaguti. La mostra approda, nel 1998, al Palazzo Municipale di Isola Dovarese (CR), alla Galleria del Candelaio a Firenze e, nel 1999, alla Sala Civica di Fiesse (BS).

Nel 2000, riceve la Targa del Presidente della Regione Lombardia al Premio Nazionale “Città di Moglia”e partecipa alla rassegna “Il disegno a Mantova 1950 – 2000”, presentata da Claudio Cerritelli, organizzata dal Comune e dalla Pinacoteca Comunale di Quistello Mantova; espone nella personale “Elio Terreni – Immagini oltre il velo di Maja” organizzata dal Comune di Goito che, nell’occasione, gli attribuisce la Medaglia di Sordello, onorificenza della città.

Nel 2001, partecipa a “Dall’Arno al Mincio – percorsi d’arte contemporanea” a Volta Mantovana, rassegna curata dalla rivista fiorentina “Eco d’arte moderna”; espone alla Mostra Mercato “Immagina” di Reggio Emilia e alla collettiva alla Galleria Provinciale Via Larga a Firenze.

Nel 2002, partecipa a “Artexpo New York” (allo Javits Convention Center a Manhattan) e nella personale “B-cicli”, alla Galleria 2E a Suzzara (Mantova), presenta il ciclo di dipinti “Campi di forza”, genesi di una nuova espressione artistica in cui evoca, con poetica fantasia, un’interazione dinamica tra macro e micro cosmo. Tramite segni, colori e parole, o frasi, usate come traccia grafica, realizza visioni suggestive che ricordano, di volta in volta, mappe cerebrali, catene elicoidali del D.N.A. o organismi microscopici, dalle cromie spesso sgargianti. Terreni proietta il tutto in uno spazio siderale, testimoniato dal fondo scuro costellato da minutissimi punti luce; organizza la casualità del segno in “texture” elaborate che si autogenerano e crea apparizioni figurali leggermente asimmetriche a significare l’imperfezione che caratterizza l’essenza umana.

Elio Terreni con l’opera premiata ‘Voglia di risalire’

Seguono tre mostre personali che evidenziano i continui progressi della sua ricerca: “Dialoghi tra forma e colori” nel Museo Etrusco a Murlo (Siena), nel 2003; “Bussando alla porta dell’anima” alla Galleria del Candelaio a Firenze, nel 2006; “Universi” alla galleria “Studio C” a Piacenza, nel 2008. I reticoli di segni, tipici del primo ciclo di opere, cedono spazio non solo al colore ma anche a buchi e strappi nel supporto (spesso cartaceo), quasi a voler spostare l’attenzione sia sulla complessità della realtà, che si presta ad una lettura su più piani, che alla possibilità di varchi verso altre dimensioni. L’espressione pittorica di Terreni si potrebbe definire di derivazione “spazialista” non tanto per il contenuto e le tematiche affrontate, quanto piuttosto per la sua impostazione generale, per quel modo così particolare che l’artista ha di sentire e affrontare la superficie del foglio o della tela. Il suo spazio è quello della mente, dell’anima; uno spazio, dunque, relativo all’uomo e alla sua sfera, che si proietta in profondità, fino al cuore del pensiero e della coscienza. L’artista ci porta a riflettere sul grande mistero della vita, sulla sfera oscura dell’inconscio e ci accompagna, con la sua ricerca, fin dove nascono i fenomeni psichici, le emozioni, i sentimenti e tutto ciò che riguarda lo spirito. Dal 2008 al 2013, partecipa a importanti rassegne in molte città italiane (dal Trentino alla Sicilia) e all’estero (a Cannes, Parigi, Barcellona, Londra, Bruges e Amsterdam). Consegue con le proprie opere vari riconoscimenti, tra cui (oltre al già citato “Fiorino d’argento”, in due diverse edizioni del Premio Firenze, nel 2004 e nel 2009):

  • la “Medaglia della Regione Lombardia” al Premio Città di Moglia (Mantova), nel 2007;
  • il Trofeo “Guglielmo II”, assegnato con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Monreale (PA), nel 2010;
  • il Premio Internazionale “L’Ercole di Brindisi” conferito dalla Associazione “L’Isola Felice in Art” di Tuturano (Brindisi), con il patrocinio della Presidenza della Regione Puglia, nel 2010;
  • Premio Internazionale d’Arte “David di Michelangelo 2010” conferito dall’Associazione Culturale “Italia in Arte” sotto l’alto Patrocinio dell’Università del Salento, con il patronato della Regione Lombardia e di altre regioni.

Nel 2014, Terreni inizia a dedicarsi anche all’Arte digitale, ovvero a creare le sue opere “spazialiste” in forma digitale (presentandole, spesso, stampate su carta) e partecipa alla Esposizione Triennale di Arti Visive di Roma, curata da Daniele Radini Tedeschi, presso l’Università “La Sapienza” a Roma.Luciano Carini, membro del comitato scientifico della Triennale, scrive: “Elio Terreni è un artista fortemente impegnato all’interno di una ricerca tecnica e contenutistica di alto spessore culturale. Anche il suo curriculum, dunque, è vario e articolato, ricco di mostre tenute in prestigiosi spazi pubblici e privati sia italiani che stranieri e la sua bibliografia zeppa di nomi importanti della critica nazionale che, nel tempo, hanno esaminato a fondo tutta la sua produzione artistica. Una produzione, quella di Terreni, che non ha mai proceduto a caso o seguendo solo ed esclusivamente il filo delle proprie emozioni e sensazioni, ma che al contrario, si è sempre mossa per cicli o tematiche concentrandosi fino ad esaurirli, su specifici argomenti. Anche le tecniche adottate sono varie e complesse, mutano nel tempo, si arricchiscono gradualmente di nuovi linguaggi e viaggiano in parallelo con gli argomenti trattati. Così dal figurativo vero e proprio è passato alla poesia visiva, dalla fotografia all’arte multimediale, dalla sperimentazione tridimensionale con plexiglas alla pittura con l’uso e l’intervento di smalti, segni e graffiti. Attualmente, invece, l’artista mantovano sta affrontando (…) uno spazialismo nuovo e moderno, che non intende affatto procedere “all’azzeramento della pittura” quanto piuttosto servirsi di essa per ribadire l’importanza assoluta dell’arte e ricondurre l’artista al centro del suo fare e del suo operare. Espressione tutta basata sulla forma, l’ordine e il rigore costruttivo, dove non c’è mai facile descrizione e/o contemplazione, ma dove tutto viene ridotto all’essenziale. Così cerchi, filamenti, gangli, reticoli, richiami cellulari e strappi evocanti l’assoluto silenzio del nulla o il mistero di profondi crateri che introitano il buio circostante, diventano i protagonisti dei suoi lavori, pulsano di una loro vita interiore, vibrano di energia e trasmettono intense emozioni. Spesso in questi dipinti compaiono parole, scritti, grafemi e asterischi che danno origine a una coinvolgente comunicazione poetico-visiva in un rapporto dinamico e interattivo con l’osservatore.

Uno spazio quello di Elio Terreni, che si proietta in profondità, fino al cuore della coscienza.

Con queste opere, non sempre, di facile lettura, Terreni ci porta a riflettere sul grande mistero della vita e dell’esistenza, sulla magia del cosmo e sui grandi segreti, mai rivelati, che riguardano l’inconscio e l’origine del pensiero umano.”

Nel 2016, espone nella rassegna “ArtGermany 2016 – Stuttgart. Artisti italiani contemporanei a Stoccarda”, iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda, nel Municipio della città tedesca e nella rassegna degli artisti premiati al XXXIII Premio Firenze nello storico “Caffè Giubbe Rosse” a Firenze. Viene selezionato dal prof. Vittorio Sgarbi per la pubblicazione “Italiani. Selezione d’Arte Contemporanea – Dalla figurazione al concettuale” da lui curata per EA Editore.

Nel 2017, torna alla Esposizione Triennale di Arti Visive di Roma con “Persistenza dell’idea estetica”, un’opera relativa al tema, “Aeterna”, della rassegna.

Nel 2018, realizza la mostra personale “Espansioni”, presentata dal critico d’arte Gianfranco Ferlisi, alla Sala Arti 48 presso la Galleria del Premio Suzzara, che ha sede nella città di Suzzara (Mantova). Vittorio Sgarbi cura la monografia “Elio Terreni“, EA Editore.

Nel 2019, partecipa alle rassegne:“Bienal De Arte Barcelona” al MEAM (Museo Europeo di Arte Moderna) di Barcellona; “Infinity Academy” a cura di Annalisa Puntelli Sacchetti, nel Palazzo Ducale di Sabbioneta (Mantova); “Italian Art Show” presso l’Istituto Italiano di Cultura a Monaco di Baviera.

Nel 2020, espone nella rassegna “1a Biennale dei Normanni – International Artexpo” nel Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “G. Sciortino” a Monreale (Palermo).

Nel 2021, partecipa:

  • alla collettiva “Rest-art – Ripartire insieme nel segno dell’arte” alla Galleria Medina a Roma;
  • alla rassegna d’arte moderna e contemporanea “Autoritratti e Ritratti di personaggi illustri“, curata da Arianna Sartori, alla Casa Museo Sartori a Castel D’Ario (Mantova);
  • alla rassegna d’arte contemporanea presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso, Sala “E. Maccagni”, a Lecce;
  • alla mostra collettiva “Artisti in Simultanea” presso il Florence Dance Center a Firenze;
  • alla mostra nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, in qualità di vincitore del “Fiorino d’oro”, sezione grafica, al XXXVIII Premio Firenze 2021.

L’Accademia Italia in Arte nel Mondo, associazione culturale con sede a Brindisi, gli conferisce l’Alto Riconoscimento d’Arte “Hermes – Il Messaggero degli Dei”.

Per quanto riguarda l’ambito letterario, Elio Terreni è coautore del libro “Estate 2010 – Racconti“, Edizioni PresentARTsì, Castiglione delle Stiviere, 2010, ISBN 978-88-9049-0613 (l’artista è presente con il racconto “Acqua“).

Nel 2010, pubblica “Il bambino che corre. Appunti di viaggio”, Edizioni Il Cartiglio Mantovano, ISBN 978-88-95354-13-2, costituito da 60 “appunti”, 4 racconti e 8 immagini artistiche.

Nel 2012, è la volta del romanzo breve “Acqua e l’Isola dei matti”, Edizioni PresentARTsì di Castiglione delle Stiviere (Mn), ISBN 978-88-9773-0019. Luca Cremonesi sottolinea: “La favola di Elio Terreni, nei vari piani di lettura possibili, ha questo pregio: farci pensare, e non è un fatto di poco conto, ma è il privilegio di chi è davvero artista. Ancora una volta Elio, ha dimostrato di esserlo e, soprattutto, di essere sempre agganciato alla realtà, in situazione direbbe Sartre. Di questo l’autore va ringraziato perché ci permette di sentirci un po’ meno soli.

Nel 2013, Terreni realizza il breve saggio, non destinato alla commercializzazione (disponibile presso alcune biblioteche pubbliche), “La felicità del Gonzaga. Indagine sul benessere di un gruppo di studenti“, autoprodotto per l’Istituto Statale D’Istruzione Superiore “Francesco Gonzaga”, Castiglione delle Stiviere (Mn). Il libro, riportante un’indagine sul benessere di un campione di 142 studenti dell’Istituto Tecnico Economico, ha anche una precisa finalità di didattica della Matematica; costituisce, infatti, un’opportunità per mostrare agli allievi la classificazione unidimensionale dei dati (raccolti in tabelle), la costruzione di distribuzioni di frequenze assolute e relative, le rappresentazioni con grafici, il calcolo di alcuni indici di posizione e di qualche indice di variabilità.

Nel 2015, l’antologia del “Premio Dante Alighieri” di Firenze, a cura di Letizia Lanzarotti, edita da EA Editore di Palermo, pubblica quattro sue poesie.

Le poesie “Amore sfuggente” e “Attrazione e compromesso” vengono interpretate, nel 2021, ciascuna in un video (autoprodotto), rispettivamente, dall’attrice Roberta Vesentini della Accademia Teatrale ”Francesco Campogalliani” di Mantova e dalla cantante e attrice Giulia Vestri di Firenze.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.