Un regalo irripetibile da fare a chi ami? Un set fotografico di autoritratto terapeutico con Cristina Nuñez ad Arte Fiera a Bologna

Cristina Nuñez Self-portrait (Mauthausen, 1995)

Cristina Nuñez è un’artista di fama internazionale che la MLB Gallery di Ferrara/Porto Cervo rappresenta in esclusiva per l’Italia (ecco il link alle sue opere). La galleria di Maria Livia Brunelli arricchisce con questa nuova collaborazione la sua scuderia di fotografe che lavorano sul concetto di autoritratto come ricerca della propria identità.

Cristina Nuñez è infatti riconosciuta a livello mondiale come la maggior esponente dell’autoritratto fotografico come terapia per indagare il proprio inconscio.

Come lei stessa afferma, la sua missione è “convertire il dolore in arte”, in una sorta di alchimia moderna che attribuisce alla nostra vulnerabilità e fragilità un grande potere creativo e curativo. Nel 1988, nel tentativo di superare i suoi problemi personali, la Nuñez iniziò a scattarsi autoritratti in privato. Dando forma alle sue emozioni più scomode, queste immagini diventarono una forma di autoterapia attraverso la quale imparò chi lei davvero fosse.

Ad Arte Fiera a Bologna, dal 20 al 23 gennaio, e alla MLB nella mostra che inaugura il 16 gennaio a Ferrara, saranno esposti alcuni di questi autoritratti della serie Someone to Love (1988-2011): i momenti di profonda crisi, la sofferenza più intensa vengono superati dalla Nuñez grazie all’analisi di se stessa realizzata attraverso l’autoritratto, che permette una prima fase di accettazione e poi una seconda fase di liberazione, tanto che alcuni di questi scatti sono seguiti da altri subito successivi in cui l’artista si mette a ballare, in una sorta di catarsi emotiva.

Dal 2005 Cristina Nuñez ha sperimentato questa modalità su altre persone: sono nati così i ritratti di Higher Self, di cui la MLB presentata una selezione di intense opere realizzate con soggetti nudi, a sottolineare un desiderio di mettersi a nudo non solo interiore, ma anche esteriore.

Si tratta di autoritratti che le persone hanno prodotto durante i suoi workshop nelle accademie, nelle scuole, nelle carceri, nei centri di salute mentale e nelle aziende, svolti in uno studio allestito sul posto, invitando ciascuna persona a scattarsi autoritratti mentre esprime emozioni estreme.

Cristina Nuñez (Barcelona, 2010)

Racconta l’artista: “Invito la persona a interpretare in totale solitudine emozioni come rabbia, disperazione o terrore, che chiedo di raffigurare con la propria mimica facciale senza vedersi, scattandosi cinque autoscatti mentre ascolta come si sente in quel momento, in modo che l’emozione divenga reale. Quando ha finito, entro nello studio e la accompagno nel processo di percezione delle immagini, coinvolgendola nella scelta dell’opera finale. Le persone mettono il corpo nella massima tensione per spingere fuori tutta l’aria emozionale attraverso la bocca, fino all’ultima goccia. Dopodiché possono concentrarsi solamente sull’ascolto delle emozioni, dei pensieri e delle sensazioni fisiche che rimangono dopo lo svuotamento”.

Questa pratica è diventata dal 2005 un vero e proprio metodo, The Self-Portrait Experience (SPEX), a cui si sono sottoposte più di 3.800 persone fino ad oggi, di differenti nazionalità. Un metodo che l’artista darà la grande opportuità di sperientare ad Arte Fiera, per un ristretto numero di partecipanti (per info e prenotazioni: 346 7953757, mlb@mlbgallery.com).

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