La Giunta Palazzi ha approvato il progetto per il “Nuovo allestimento ed impianti speciali presso il Tempio di San Sebastiano” che comporterà una spesa di 150mila euro. I fondi provengono da un bando per i piani integrati di cultura di Regione Lombardia. Il progetto è stato affidato allo Studio Biquadro coordinato dall’architetto Marco Bonfà.
Il nuovo allestimento del Tempio San Sebastiano ospiterà alcune opere provenienti dall’omonimo museo.
I lavori inizieranno il primo febbraio e termineranno il primo aprile 2022.
Nel tempio albertiano saranno riposizionati alcuni elementi lapidei e statue in terracotta attualmente esposti nel museo della città, mantenendo lo spazio per incontri e conferenze. Questa doppia lettura si intreccia con la presenza di altri elementi, legati al tema della memoria dei caduti delle guerre.
I progettisti hanno cercato di far dialogare le geometrie del luogo, le opere preesistenti e quelle che si aggiungeranno. L’allestimento pensato è un lapidarium che si snoda a perimetro, dove gli elementi si relazionano con l’esattezza dell’architettura. Un atteggiamento che permette una corretta visione degli elementi esposti, senza per questo dimenticare la qualità del volume e delle proporzioni dell’involucro.
Verranno, inoltre, installati nuovi impianti di illuminazione, videosorveglianza, antintrusione e antincendio.
Il tempio di San Sebastiano è il primo edificio costruito a Mantova su progetto di Leon Battista Alberti. Nelle intenzioni dell’Alberti il tempio presentava una pianta centrale, formata da una croce greca inscritta in un quadrato con tre absidi semicircolari. I quattro bracci dovevano essere coperti con volte a botte. L’impianto planimetrico si ripete in modo speculare nella chiesa inferiore, che ha un accesso indipendente rispetto all’aula superiore.
Durante il restauro eseguito tra il 1922 e il 1925, si decise di trasformare l’edificio in sacrario ai caduti, alterandone profondamente la struttura, dato che furono modificate le aperture, si procedette al rifacimento della volta sostituendone i pilastri e le basi che la sostenevano, ma soprattutto sono state aggiunte due scalinate di accesso in facciata. La scala antica, infatti, tuttora esistente e risalente alla fine del Quattrocento, è posta all’interno di una loggia, sul lato sinistro del portico; e lì, in corrispondenza con le testate laterali del pronao. Il restauro condotto da Andrea Schiavi (1924-1925), nell’intento di liberare l’edificio dagli adattamenti subiti, ha poi pesantemente influito sul suo attuale aspetto.
Dal 2011 il tempio è visitabile ed è inserito nel percorso dei Musei Civici del Comune di Mantova. Ospita prevalentemente le reliquie dei Martiri di Belfiore e degli eroi caduti nel corso delle ultime guerre.
Inoltre, sino a novembre 2019, ha accolto le ricostruzioni lignee monumentali degli edifici albertiani, eredità di una fortunata mostra mantovana dedicata al teorico dell’architettura nel 1994.
