CARLO V, DAGLI UFFIZI A PALAZZO BESTA: 100 opere tornano a casa. Dai depositi alle sale dei musei

Il grande Ritratto dell’Imperatore Carlo V, attribuito a Tiziano e alla sua bottega, patrimonio della Galleria degli Uffizi, a Palazzo Besta, a Teglio (So) dal 6 aprile 2022 al 6 aprile 2023, dove viene posto a confronto con il ritratto dello stesso imperatore affrescato nel Salone d’Onore del Palazzo.

Veduta del Palazzo Besta dall’alto

L’eccezionale prestito avviene nell’ambito del progetto del Ministero della Cultura “Cento opere d’arte tornano a casa” annunciato dal Ministro Franceschini.

Palazzo Besta, sala della Creazione. La sala, al primo piano del Palazzo, prende il nome dagli affreschi con Storie della Genesi, in sette riquadri sul soffitto. Nelle dodici lunette sono raffigurate invece le Storie dei progenitori e le Storie di Noé

Cento opere custodite nei depositi di quattordici tra i musei più importanti d’Italia, dalle Gallerie nazionali Barberini Corsini alle Gallerie degli Uffizi, dal Museo di Capodimonte alla Pinacoteca di Brera, dalla Galleria Borghese al Museo archeologico nazionale di Ferrara, dal Museo archeologico di Napoli al Museo nazionale di Matera, tornano finalmente nelle sale dei musei e ritrovano visibilità.

Palazzo Besta, sala della Creazione, dettaglio degli affreschi del soffitto. Nei riquadri della volta sono raffigurati l’emisfero boreale e l’emisfero australe, con i segni dello zodiaco e le costellazioni. Li affianca il planisfero

L’assegnazione temporanea della grande tela tizianesca al Museo valtellinese avviene in rispondenza a uno dei criteri individuati dalla Direzione Generale per i Musei Statali del Ministero per la movimentazione delle 100 opere, quello che prevede il deposito presso musei dove le opere “inserite nelle collezioni di destinazione, diano vita ad accostamenti interessanti e favoriscano l’apertura dei musei verso nuovi pubblici”. Ed è esattamente il caso di Palazzo Besta perché il Carlo V fiorentino qui potrà essere collocato vis à vis con il ritratto dello stesso imperatore affrescato nel Salone d’Onore del palazzo valtellinese.

Palazzo Besta, sala della creazione, dettaglio del planisfero. Il planisfero raffigurato sulla volta è la rappresentazione delle terre conosciute all’epoca di Carlo V, sul modello perduto della carta di Caspar Vopel realizzata a Colonia nel 1545 in occasione della visita dell’imperatore. La mappa si confronta con la Creazione, e con la scoperta di mondi nuovi, sottolineando l’idea di un impero universale che sempre si rinnova

“È un confronto stimolante”, anticipa il Direttore regionale Musei Lombardia, Emanuela Daffra. “Il Carlo V affrescato in Palazzo Besta è un imperatore pacificatore, la sua effige non è in arme ma coronata da un serto di alloro, lo sguardo rivolto al cielo, sereno nella sua piena funzione regale. È la veste con la quale si propose in Lombardia, dopo avere sconfitto Francesco I di Francia, che pure ci guarda dalle pareti del Salone. Il Carlo V dipinto da Tiziano e da suoi allievi è invece un uomo cupo, più avanti negli anni, in assetto da battaglia, integralmente protetto da una armatura. Le due facce del potere insomma. Questa presenza inoltre, ci imporrà di mettere maggiormente a fuoco l’iconografia di questo ciclo, ancora sfuggente, perfetto esempio della cultura di una zona di frontiera in una età turbolenta”, chiosa la Direttrice Daffra.

Tiziano Vecellio e bottega, Ritratto di Carlo V a figura intera armato, 1550 ca., olio su tela, 196 x 100,5 cm, Firenze, Galleria Palatina

“Le Gallerie degli Uffizi sono liete di partecipare con un’opera così piena di significati al progetto di diffusione di arte sul territorio promosso dal Ministro della Cultura – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – “Il museo possiede uno straordinario patrimonio di opere dei maggiori artisti di area veneta. Questo dipinto, in particolare, fu inviato, come testimonia anche Giorgio Vasari, personalmente da Tiziano a Cosimo I de’ Medici intorno al 1553: restò esposto in Palazzo Vecchio fino alla fine del Seicento, quando il Gran Principe Ferdinando lo fece spostare di là d’Arno, volendolo per il suo quartiere personale nella reggia di Palazzo Pitti”.

Giuseppina Di Gangi, direttore del Museo di Palazzo Besta, ha allestito nel Salone d’Onore, come si conviene ad un ospite tanto illustre, posto su una struttura di supporto che consenta di ammirare l’opera senza nulla togliere al godimento della maestosità del magnifico Salone.

Palazzo Besta, dettaglio degli affreschi del Salone d’Onore con il Ritratto di Carlo V

La mostra, è aperta al pubblico dal 6 aprile 2022, è articolata in un percorso scandito da pannelli che illustrano la figura dell’imperatore e che ne consentono l’inquadramento anche con gli altri personaggi: Ariosto, l’Aretino, Erasmo da Rotterdam e gli stessi padroni di casa, Azzo II Besta e la moglie Agnese Quadrio, espressione di una vera e propria corte rinascimentale.

Il viaggio e l’allestimento nel palazzo dove l’Imperatore per un anno avrà dimora saranno oggetto di un documentario che Rai 5 sta realizzando su questa iniziativa del Ministero della Cultura.

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