LO SCULTORE GIANNINO MASSAROTTO DONA AL COMUNE DI GOITO LA STATUA DI PAPA WOJTYLA

L’iniziativa ha preso forma tempo fa da un progetto artistico e culturale fortemente voluto dal Comune di Goito; per questo ha coinvolto l’artista locale, assai apprezzato per le sue opere anche a livello nazionale, Giannino Massarotto.

Prima di questa scultura, che ha una storia molto affascinante e carica di tanta umanità, Massarotto ha donato all’ente locale goitese altre sue creazioni in marmo che sono state poste in alcuni angoli caratteristici del capoluogo.

Tra queste la famiglia contadina posta in piazza Manzoni; una serie di statue che ricordano un passato non troppo lontano e per lui le figure dei propri genitori.

Alla casa di riposo di Goito, poi, è stata donata un’opera che vuole essere una testimonianza di amore e di affetto per le persone anziane che tanto hanno dato alla comunità e che ora trascorrono la stagione del tramonto spesso dimenticate.

Ora l’attenzione è stata rivolta, sempre con il suo consenso e la sua disponibilità, a Cerlongo luogo di residenza dell’artista.

In questo caso la scultura racconta di un fatto realmente accaduto e che ha scosso per molto tempo la sua e le coscienze di tantissime persone.

L’opera, infatti, ritrae Papa Wojtyla con in braccio la bimba un istante prima di essere vittima del noto attentato alla sua vita avvenuto nel 1981 in Piazza San Pietro.

“Un’emozione – racconta Giannino Massarotto – che ancora oggi mi pervade quella legata all’attentato al Papa. Sono rimasto fortemente colpito al punto che ha sentito dentro di me il desiderio di ricordare il suo amorevole gesto nei confronti della piccola quasi a volerla proteggere dal male che di li a poco lo avrebbe assalito. Sono ovviamente soddisfatto che il Comune di Goito mi abbia coinvolto in questo progetto. Ringrazio quindi il sindaco, Pietro Chiaventi, ed i suoi collaboratori a partire dal vice, Paolo Boccola, per l’attenzione riservata all’arte e alla cultura”.

“La statua testimonia un evento accaduto il 13 maggio del 1981 – racconta il vice sindaco, Paolo Boccola – ovvero Papa Wojtyla che tiene in braccio una bimba prima di essere colpito dalla furia omicida di Alì Agca. Il motivo per il quale abbiamo scelto questa statua deriva dalla volontà nostra e dell’artista di posare una statua nella sua amata Cerlongo”.

“Vorrei ricordare – prosegue l’esponente dell’amministrazione – che Giannino nel tempo ha donato altre sue opere collocate in alcuni angoli di questo borgo. Il progetto che come Comune stiamo realizzando nel suo complesso ha come obiettivo di fondo la valorizzazione dell’arte e soprattutto dell’arte locale. La statua l’abbiamo posata a pochi passi dalla chiesa parrocchiale di Cerlongo come testimonianza di una identità che è assai radicata nella comunità; un’identità che viene dal passato. Oltre alla statua abbiamo sistemato un altro angolo storico del paese, un contesto molto sentito dai cerlonghini ovvero “el predu”, una lunga balaustra di pietra che era divenuta un ritrovo per gli abitanti. Per rendere ancor più accogliente il tutto abbiamo collocato anche delle panchine nuove in modo da farlo tornare quel punto di ritrovo che era un tempo”.

Paolo Biondo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.