L’OCCHIO IN GIOCO Percezione, impressioni e illusioni nell’arte – PADOVA, Palazzo del Monte di Pietà

L’occhio in gioco Percezione, impressioni e illusioni nell’arte” Padova, Palazzo del Monte di Pietà dal 24 settembre al 26 febbraio 2023, è una di quelle mostre che si presume di poter ammirare in una delle grandi sedi espositive di New York o Londra. Laddove ci si attende qualcosa che vada molto oltre il consueto, il già visto.

Edoardo Landi, Monotipo SB 01, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Nella prima settimana, dal 24 settembre a sabato 1 ottobre, la mostra sarà aperta dalle 9:00 alle 24:00.

L’occhio guarda, cattura, legge, ordina, compone. Ma può essere ingannato, raggirato, imbrogliato. E questa mostra, camminando sul confine tra arte e scienza, tra colore e movimento, racconta nei secoli la sottile differenza tra ciò che è vero e ciò che potrebbe esserlo ma non lo è.

Ennio Chiggio, Tondo 1966, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Originale nel taglio curatoriale, affidato a Luca Massimo Barbero per la parte storica e a Guido Bartorelli, Giovanni Galfano, Andrea Bobbio e Massimo Grassi dell’Università di Padova per la parte dedicata al Gruppo N e alla psicologia della percezione, questa ricchissima esposizione vivrà a Padova, in Palazzo del Monte di Pietà, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha voluto proporla – in collaborazione con l’Ateneo Patavino – nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni di storia ed attività di una delle Università più antiche al mondo, nel solco dell’indagine del rapporto tra arte e scienza già inaugurato nel 2017 con la mostra “Rivoluzione Galileo, l’arte incontra la scienza”.

Manfredo Massironi, Alveare, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Nel percorso di “L’occhio in gioco” si è condotti a misurarsi con arte, fotografia, miniatura, scultura, scienza e tecnica. Assistendo all’inganno del movimento e dello stesso colore, con occhio e mente condotti a percepire come un unicum ciò che nella realtà fattuale è composito.
Fenomeni che erano già ben noti ad artisti, alchimisti e filosofi dei tempi lontani, come testimoniano le antiche miniature e le mappe celesti presenti in mostra, esempi primigeni della necessità e abilità dell’uomo di accostare colori dando vita a una sorta di caleidoscopio magico.
Immagini del mondo e antiche sfere armillari sono accostate a costruzioni Bauhaus e contemporanee, a rivelare una continuità inaspettata.

Toni Costa, Monotipo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Arte e scienza, nelle sue svariate accezioni dagli studi sull’ottica alla teoria del colore, insieme per dar vita ad un confronto affascinante di concetti, movimenti, miraggi. Gli studi di Goethe, Runge e Henry saranno accostati in mostra con le opere dei grandi maestri che hanno affrontato, ciascuno a proprio modo, il tema della percezione visiva: da Seurat a Kandinsky, da Klee a Boccioni.

Marina Apollonio, Dinamica circolare 6Z+H, 1968 diametro 100 cm Padova, collezione dell’artista

Dal movimento rappresentato agli oggetti in movimento, un vorticoso alternarsi di strumenti scientifico-tecnologici e oggetti artistici porteranno il visitatore a scoprire gli albori del cinema (dai fratelli Lumière a Man Ray) e della fotografia sperimentale (da Bragaglia a Muybridge).

Paul Klee Transparent-perspectivisch gefügt (II.), 1921 Lugano, Vitart S.A.

In un percorso che alterna i grandi protagonisti del secolo breve, da Calder a Munari, da Duchamp a Vasarely, si scoprirà che anche senza l’uso del colore l’occhio umano può essere ingannato, che il ritmo e la geometria, concetti così apparentemente immutabili, possono distorcere e ridisegnare la realtà.

Non mancheranno, infine, le incursioni dell’optical nel mondo del costume, della moda e del design.
Una mostra che richiederà di essere guardata da vicino, incrociando le date e gli avvenimenti, in un percorso nel quale ad opere emblematiche come “Bambina che corre sul balcone” di Giacomo Balla o “Grey Scramble” di Frank Stella, si accosteranno curiosi strumenti destinati a creare immagini fugaci e sorprendenti.

Umberto Boccioni Bozzetto per La città sale, 1910 Milano, Pinacoteca di Brera © Pinacoteca di Brera, Milano

Nella città di Galileo, non poteva non trovare spazio la tradizione di studi e sperimentazioni condotte, fin dal 1919, dalla scuola della psicologia della percezione dell’Università degli Studi di Padova.
Ricerche nel campo della visione che hanno avuto uno straordinario impatto innovativo e che, travalicando l’ambito accademico e disciplinare, hanno contribuito a stimolare, a partire dagli anni Sessanta, un ambiente artistico-culturale d’avanguardia proiettando la città di Padova e i suoi artisti sulla scena internazionale.

Disco base per zootropio, Wheel of life, edito da H.G. Clarke & Co., Londra 1870 Torino, Museo Nazionale del Cinema © Museo Nazionale del Cinema, Torino photo Giorgio Tovo

Questa seconda parte dell’esposizione, sempre allestita a Palazzo del Monte, mette a confronto un’accurata selezione di documenti e studi accademici con le opere del Gruppo N, costituito proprio a Padova da Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi e Manfredo Massironi, e di Marina Apollonio: tutti protagonisti indiscussi della “nuova tendenza” ottico-cinetica. La mostra troverà così completezza in un ampio approfondimento monografico che riproporrà le opere, gli ambienti e gli allestimenti degli anni Sessanta. Grande rilievo verrà dato anche alla scuola di psicologia della percezione sviluppata all’interno dell’Università di Padova. Nello specifico, saranno approfondite le figure di Cesare Musatti, Fabio Metelli e Gaetano Kanizsa. In particolare, saranno esaminati i loro principali temi di studio e i rapporti fra la loro ricerca scientifica e quella artistica delle avanguardie ottico-cinetiche.

Vasilij Kandinskij Wechselstreifen, 1933 acquerello su carta, 35 x 25 cm Collezione Intesa Sanpaolo © Archivio Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo foto Paolo Vandrasch, Milano

La mostra invade la città

La mostra non si conclude all’interno di Palazzo del Monte di Pietà ma invade la città con cinque installazioni: una grande spirale di 5 metri di Marina Apollonio troverà collocazione nel cortile antico del Bo; la configurazione circolare, affidata al contrasto di bianco e nero, induce a percepire uno spazio che simultaneamente si espande e contrae, suscitando nel pubblico un lieve senso di vertigine. All’interno del Museo di Storia della Medicina di Padova (MUSME), sarà invece allestita un’opera di Alberto Biasi dal titolo Tu sei, grazie alla quale lo spettatore si troverà al cospetto della moltiplicazione variopinta della propria ombra, divenendo lui stesso protagonista dell’opera. Infine, nella scenografica cornice dell’Orto Botanico di Padova saranno protagoniste le illusioni ottiche create da Edoardo Landi attraverso tre opere: Quadrato Cinevisuale e due Ipercubi virtuali.

Con il biglietto della mostra sarà possibile accedere al MUSME e all’Orto Botanico con tariffa ridotta e viceversa i biglietti di ingresso alle suddette sedi consentiranno l’ingresso in mostra con biglietto ridotto; l’accesso al cortile antico del Bo è invece gratuito.

Moses Harris Natural Systems of Colours Printed at Laidler’s Office, Princes-street, Licester-Fields., [between 1769 and 1776] Londra, Royal Academy of Arts – RA Book Collection

Lo spettacolo notturno

Durante la prima settimana di apertura, fino a sabato 1° ottobre, l’orario della mostra sarà eccezionalmente prolungato fino a mezzanotte; in concomitanza di tale apertura ogni sera a partire dall’inaugurazione saranno proiettate sulla facciata di Palazzo del Monte di Pietà, dalle 21 circa fino alle 24, quattro opere del Gruppo N: Marina Apollonio, Dinamica Circolare 6B, 1966 Marina Apollonio, Dinamica Circolare ESADECAGONO, 1970 Ennio Chiggio, Luce struttura – Interferenza 66 , 1966 Gruppo N (esecuzione Alberto Biasi), Strutturazione cinetica, 1964

L’OCCHIO IN GIOCO
Percezione, impressioni e illusioni nell’arte
Padova, Palazzo del Monte di Pietà
24 settembre 2022 – 26 febbraio 2023

Catalogo Silvana Editoriale

sito internet: www.palazzodelmontepadova.com

orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 | Sabato, domenica e festivi dalle 9.00 alle 20.00
La prima settimana di mostra (dal 24/9 al 1/10) sarà aperta dalle 9.00 alle 24.00
Dalle ore 20 alle 24.00 verrà applicata la tariffa ridotta del biglietto per tutti.

prezzi: Intero: 12 euro | Ridotto: 9 euro | Biglietto cumulativo intero per mostre “Robert Capa” a Roverella + “L’Occhio in Gioco” a Palazzo Monte di Pietà Padova: 15 euro | Biglietto cumulativo ridotto per mostre “Robert Capa” a Roverella + “L’Occhio in Gioco” a Palazzo del Monte di Pietà Padova: 11 euro

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.