Protezione civile. Sulle tracce delle persone scomparse: in Emilia-Romagna abilitate 53 nuove Unità cinofile da soccorso, preparate per la ricerca, il salvataggio e il soccorso

Sono volontari a tutti gli effetti e girano sempre in coppia, con il loro conduttore. Si tratta dei cani delle Unità cinofile da soccorso (UCS) che, assieme ai rispettivi accompagnatori, rappresentano una delle realtà specializzate del sistema di Protezione civile, pronte a intervenire in caso di ricerca di persone disperse in superficie.

Ammontano in tutto a 53 le nuove unità abilitate – su 112 candidate – al termine della sessione di prove organizzata nei giorni scorsi dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile nella tenuta boschiva di Montebello a Modigliana (Fc), il centro dedicato alla formazione e all’addestramento del volontariato di Protezione vivile.

“Salgono così in totale a 177 le Unità cinofile di soccorso presenti in Emilia-Romagna: fanno capo a 44 associazioni di volontariato- spiega Irene Priolo, vicepresidente della Giunta regionale con delega alla Protezione civile-. I nuovi ingressi hanno superato una selezione accurata, preparata affrontando un intenso periodo di addestramento: ora possono intervenire a tutti gli effetti quando le Prefetture richiedono il loro supporto nelle attività di ricerca, affiancando le altre strutture operative come Vigili del fuoco, Forze dell’ordine, Soccorso alpino. Un aiuto prezioso- conclude Priolo- che spesso si rivela determinante per la buona riuscita delle operazioni di soccorso”.

Unità cinofile, la preparazione e l’esame
Si diventa Unità cinofile da soccorso dopo un lungo periodo di studio e addestramento. Le prove per i nuovi ingressi si svolgono solitamente a cadenza annuale e ogni due anni per i rinnovi delle unità già abilitate. Si segue il regolamento elaborato da Agenzia e volontariato nel 2014 per migliorare la capacità operativa e garantire una qualità migliore del servizio, a supporto soprattutto di Prefetture e degli enti locali che si trovano a dover organizzare rapidamente le ricerche.
L’esame prevede una prima parte orale sulla conoscenza della normativa, dei pericoli durante una ricerca e sull’adeguatezza dei Dpi (Dispositivi di protezione individuale).
A seguire, si entra nel vivo con la simulazione di un intervento di soccorso con la ricerca dei figuranti nascosti nella boscaglia.
La coerenza delle metodologie di ricerca, la motivazione e il comportamento del cane, l’interazione tra cane e conduttore sono tutti elementi che compongono la valutazione della coppia (cane e conduttore). Le coppie sono esaminate da Commissioni composte da tre volontari formati e da un funzionario della Regione nel ruolo di presidente. 

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