TUMORE CERVICE UTERINA, in Emilia-Romagna dal 1° gennaio 2023 cambia il programma di screening

Potenziare ulteriormente la strategia di prevenzione primaria e secondaria del tumore al collo dell’utero. È l’obiettivo della Regione Emilia-Romagna che, a partire dal 1° gennaio 2023, rimodula il Programma di Screening Regionale del tumore della cervice uterina, personalizzato per le donne venticinquenni già vaccinate per Papilloma Virus (HPV).

“Nella nostra regione – sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini– l’adesione agli screening oncologici messi gratuitamente a disposizione dal Servizio sanitario è tornata ai livelli pre-pandemia. Tra questi, lo screening della cervice uterina ha raggiunto il 64%. L’attività di prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali e i risultati ci stanno dando ragione. Questa rimodulazione del programma regionale ci permetterà di migliorare ulteriormente la prevenzione oncologica”.

La Giunta regionale ha infatti deliberato la rimodulazione del programma di screening perché le donne vaccinate contro il Papilloma Virus con almeno due dosi, entrambe somministrate prima del compimento dei 15 anni, hanno un bassissimo rischio di sviluppare un tumore invasivo della cervice uterina prima dei 30 anni, ma resta un evento raro anche dopo i 30 anni. Inoltre, fare il Pap-test potrebbe esporle ad un rischio di sovradiagnosi e sovratrattamento in un’età che nella maggior parte dei casi precede la prima gravidanza.

A partire dal 1° gennaio 2023, dunque, sarà posticipata a 30 anni la prima chiamata allo screeningad iniziare dalle donne nate nel 1998 e vaccinate con almeno due dosi per HPV, entrambe somministrate prima del compimento dei 15 anni.

L’offerta attiva e gratuita di screening con il nuovo anno sarà così rimodulata:

  • 25-29 anni, nate prima del 1998: invito a Pap-test con cadenza triennale, indipendentemente dallo stato vaccinale;
  • donne nate dal 1998 in poi e vaccinate contro l’HPV con almeno 2 dosi in età inferiore ai 15 anni: primo invito a 30 anni per HPV test;
  • donne nate dal 1998 in poi e non vaccinate contro l’HPV: invito a Pap-test con cadenza triennale;
  • 30-64 anni: invito a test HPV con cadenza quinquennale, indipendentemente dallo stato vaccinale.

Il nuovo programma di screening, cosa cambia

Con la rimodulazione del programma regionale di screening, dal 1° gennaio e non oltre il 1° aprile 2023, saranno sospesi temporaneamente gli inviti alla prima chiamata di screening del tumore della cervice uterina per le venticinquenni, nate nel 1998, in modo da consentire alle Aziende Usl di riorganizzare le attività. Al contempo, le Aziende predisporranno, entro e non oltre il 1° aprile 2023, gli elenchi, incrociando i dati dell’Anagrafe Vaccinale Regionale Real Time (AVR-RT) con quelli dei programmi aziendali che gestiscono gli screening oncologici, per individuare le venticinquenni e vaccinate con due dosi per HPV, entrambe somministrate prima del compimento dei 15 anni.

Inoltre, a partire dal 1° aprile 2023, le Aziende Usl inviteranno con la prima chiamata di screening del tumore del collo dell’utero, effettuato con Pap-test, esclusivamente le venticinquenni non vaccinate per HPV, con una sola dose di vaccino o con seconda dose del ciclo vaccinale somministrata dopo il compimento dei 15 anni.

Invece, le Aziende comunicheranno, con lettera a domicilio e tramite Fascicolo sanitario elettronico, alle donne venticinquenni che sono vaccinate per HPV il posticipo a 30 anni, nel 2028, per la prima chiamata allo screening della cervice, che verrà effettuata con invito a test HPV.

I dati in Emilia-Romagna del tumore del collo dell’utero
In Emilia-Romagna sono 160.000 le donne che annualmente si sottopongono al test di prevenzione per i tumori del collo dell’utero e circa un migliaio quelle alle quali vengono diagnosticate lesioni pre o cancerose (anno 2021). In Emilia-Romagna il programma riguarda oltre 1.250.000 donne residenti e domiciliate ed è attivo dal 1996 per la fascia 25-64 anni con Pap test e a partire dal 2016 con Hpv test per chi ha tra i 30 e i 64 anni.
Gli esiti: tra coloro che eseguono l’Hpv test, una donna su 18 risulta positiva, ma solo meno della metà (40%) viene invitata a eseguire una colposcopia di approfondimento, in quanto è positivo anche il test di triage (Pap test). Tra le donne sottoposte a quest’esame, emerge la presenza di una lesione in una ogni sette. Fortunatamente, la maggior parte di queste lesioni è ancora nella fase precancerosa: il programma rileva circa una lesione precancerosa ogni 275 donne e un tumore ogni 6.050 donne che aderiscono allo screening.

Per una maggiore diffusione della rimodulazione del programma di screening sarà realizzata una campagna informativa rivolta sia alle donne interessate che agli operatori sanitari. Inoltre, la Regione conferma l’offerta gratuita della vaccinazione anti-HPV alle ragazze di 25 anni, non vaccinate in precedenza, in occasione della prima chiamata per lo screening del tumore del collo dell’utero e prosegue l’offerta della vaccinazione anti-HPV alle donne che abbiano subito recenti trattamenti per lesioni HPV correlate.

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