Francesca DELOGU, IL MIO ANALISTA È UN BASSO ELETTRICO – Ecate Caffè-Libreria MILANO

Un saggio dedicato agli “imperfetti”, un costante invito a sfidare lo status quo, a rompere gli schemi ed esplorare l’ignoto, senza aver paura della vulnerabilità, perché in sé ha qualcosa di magico che ci permette di creare connessioni con noi stessi e con gli altri.

“Il mio analista è un basso elettrico” – con prefazione di Virginia Stagni, la più giovane manager in oltre 130 anni di storia del Financial Times che nel tempo libero canta blues – è un saggio multidirezionale, che attraverso la lente d’ingrandimento dei tre strumenti che hanno segnato la vita di Francesca Delogu, pianoforte, basso e tromba, mostra le infinte analogie fra il caos della vita, i giornali, la moda e la musica.

Polistrumentista e giornalista, per otto anni direttore di Cosmopolitan, per lei ogni singola esperienza ha avuto un valore specifico nella sua crescita professionale, e la musica l’ha aiutata a riformulare la grammatica della sua vita, ad accettare le sfide, a non avere paura dei propri limiti e delle proprie insicurezze.

Gli strumenti musicali sono griglie di lettura insolite per capire la realtà e per curare la nostra solitudine digitale, ci fanno capire che ogni emozione ha un suono, ogni paura può contenere una melodia straordinaria, ogni difficoltà ha il privilegio di scatenare un impulso creativo originale.

In questa “mappa melodica” il piano è anelito alla perfezione, simbolo della sindrome dell’impostore e della vulnerabilità nell’apprendimento, il basso è team work, leadership condivisa, la tromba è lo strumento della visione che insegna ad amare il proprio lato perdente e ad apprezzare l’attesa.

Il legame così stretto con la musica rimbalza anche nelle testimonianze di musicisti ed esperti di risorse umane e processi collaborativi, perché suonare in una rock band e fare il manager sono attività con molti punti di contatto.

Francesca Delogu suona il basso elettrico in una band e durante la sua esperienza alla direzione di Coosmopolitan la musica e la sala prove le hanno spesso indicato la strada per la gestione armonica e melodica del team.

Per lei ogni gruppo di lavoro è come un’orchestra, la musica è una metafora di gestione di realtà articolate, insegna i tratti essenziali per una leadership efficace e contemporanea.

Giornalista e musicista, ha iniziato come reporter economica a MF/Milano Finanza, seguendo le aziende quotate nel settore moda e lusso. Dopo aver lavorato per molte testate, fra cui D La Repubblica delle DonneFlair e Grazia, ha diretto per otto anni il magazine Cosmopolitan, gestendo la redazione come una rock band. Polistrumentista e appassionata di tutto ciò che ruota intorno alla musica, suona il pianoforte, il basso e la tromba. Non sa ancora che cosa vorrà fare da grande.

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