DI-MOSTRA. Bipersonale di CERUTI e ARCARI da sabato 17 dicembre alla GALLERIA ARIANNA SARTORI di MANTOVA

Alla Galleria Arianna Sartori di Mantova (via Ippolito Nievo, 10) si presenta l’esposizione “Di-mostra (fatti d’arte)” dipinti degli Artisti Marco Ceruti e Thomas Arcari. La mostra sarà inaugurata Sabato 17 dicembre alle ore 17:00 alla presenza degli Artisti e con presentazione di Katia Golini.

Di-mostra (fatti d’arte): Marco Ceruti

C’è sempre lei dietro ogni pensiero creativo. La moglie Anna, poetessa, pittrice, estrosa creativa, che ha lasciato il marito carico di ricordi preziosi.

CERUTI composizione in giallo

Se oggi Marco Ceruti, medico ginecologo in pensione, continua a dipingere nello studio in centro storico a Parma, pieno di opere e oggetti appartenuti ad entrambi, lo deve a lei, che gli ha trasmesso un indelebile amore per l’arte. Estro e scienza, un connubio forte e duraturo che ha segnato l’esistenza di entrambi. Ceruti dipinge da una trentina di anni, ora più assiduamente di prima. Da quando Anna se n’è andata ha più tempo a disposizione, molto del quale viene impiegato dipingendo. I suoi sono collage variopinti che si vanno via via semplificando per approdare a tele astratte fatte di incastri colorati che, nel tempo, hanno assunto forme più vicine al reale. Suggestioni di paesaggi essenziali, raccontati col cuore. E un sentore, anche questo legato alla presenza-assenza dell’amata moglie, con cui ha condiviso l’acquisto di opere da museo, alla Conrad Marca-Relli, l’amico di Pollock, esponente di spicco dell’Espressionismo astratto, di cui è collezionista.

CERUTI alba

«In origine ero più vicino allo stile futurista, poi con il tempo il mio stile è cambiato divenendo sempre più affine ai maestri dell’arte astratta. Mi sono avvicinato alla pittura fin dai tempi della scuola, ero il migliore in disegno e il mio maestro era il pittore Spattini. Poi è stata la vicinanza con mia moglie a riaccendere la passione. Mi ha insegnato e guidato nella ripresa. Ora non posso più farne a meno».

Katia Golini

Di-mostra (fatti d’arte): Thomas Arcari

ARCARI altri studi n 99

Il gesto forte resta, i colori marcati anche, ma qualcosa è cambiato ed è sostanziale. Negli ultimi anni, quelli flagellati dal Covid e dalla guerra, dai lockdown e dalla crisi energetica sembra cambiato il mondo e Thomas Arcari con lui. Il tratto veloce, tipico del lavoro ispirato all’Informale, che ha caratterizzato la sua produzione per molto tempo, è ancora presente, cambia però l’impostazione di fondo del quadro, che contempla l’ingresso in scena della figura. «Nel nuovo progetto intitolato “altri studi”, cominciato nel 2022, ho sentito l’esigenza di introdurre figure umane nelle tele, figure che sembrano di marmo, cianotiche, quasi scarnificate, ferme, immobili, attonite, a rappresentare quello che ogni essere umano prova riflettendo sul mondo d’oggi».

ARCARI altri studi n 99

«Mi piacerebbe che chi guarda il mio lavoro provasse stupore e si emozionasse. Il mio auspicio è che ciò sia intenso» diceva e ancora dice Arcari. Si basa sul sentimento e la passione, il suo lavoro. «Una passione, la mia, nata sui banchi di scuola. Fin da piccolo mi piaceva colorare con tempere e acquerelli». Nato a Milano 51 anni fa, ma parmigiano dall’età di quattro anni, non a caso si iscrive all’istituto d’arte Paolo Toschi e prende il diploma con la specializzazione in grafica pubblicitaria. Non smette mai di dipingere, anche se nella vita di professione fa tutt’altro.

«Tra i pittori che più mi hanno ispirato ci sono sicuramente Giorgio Celiberti e Marc Rothko. Oggi sicuramente anche Egon Schiele». Katia Golini

Biografie degli Artisti

• Marco Ceruti è nato a Parma, dove vive e lavora. Medico ginecologo, da sempre dipinge, ma solo dal 2002 ha cominciato a mostrare le sue opere: ha realizzato la cartella di disegni “Zodiaco”, nel 2003 12 tavole illustranti “Pinocchio” e nel 2006 12 tavole illustranti “Le fiabe dei nonni”, esposte al Comune di Noceto. Ha partecipato a varie mostre collettive e personali.

CERUTI mareggiata

Ceruti esorcizza il colore e segue una fantasia ordinata, con geometrie variopinte che sembrano elaborare il pensiero di Klee per astrarlo e sintetizzarlo ulteriormente. Nella scomposizione calibrata, cromaticamente organizzata si sente l’influenza dell’astrazione parmigiana, da Atanasio Soldati a Dino Chiapponi, che lui ha conosciuto, seguito e ammirato. Lo stile di Ceruti è elaborato e raffinato, pur muovendo da suggestioni interiori e dalle ispirazioni poetiche della indimenticata moglie Anna Burgio, di cui ha illustrato due libri di poesie. Dalle composizioni più illustrative, anche un po’ futuriste, è passato ora ad una ricerca più geometrica, simbolica e di valori cromatici, ma sempre circonfusa di poesia. Hanno scritto di lui Alessandro Grignaffini, Giuseppe Marchetti, Rino Tamani, Manuela Bartolotti e Stefania Provinciali.

• Thomas Arcari si è diplomato all’Istituto d’arte P. Toschi di Parma in grafica. Finiti gli studi ha intrapreso alcune esperienze lavorative in agenzie pubblicitarie.

ARCARI altri studi n 0

Pur avendo svolto successivamente lavori non inerenti all’arte, ha continuato ad interessarsi di grafica e pittura, dipingendo quadri che in una prima fase erano più vicini all’idea di una grafica tradizionale, mentre in seguito la sua pittura si è accostata all’informale e all’astrattismo richiamando artisti quali Emilio Vedova, William de Kooning e Franz Kline. Nell’ultimo periodo è ritornato ad una gestualità grafica che richiama artisti quali Giorgio Celiberti e Afro. Ultimamente le sue opere stanno sperimentando una fase figurativa cercando di miscelare comunque tracce di informale. Una vicinanza con Egon Schiale e Bacon.

Mostre: 2018 – Caos art gallery Parma. Comune di Langhirano. 2019 – Rocca dei Rossi di S. Secondo. Parma 360. CNA Parma. 2021 – Intervista a radio regione. 2022 – Rocca di S. Vitale Sala Baganza, febbraio. Edizione d’arte di Edimburgo (secondo premio della critica) presso l’Istituto di Cultura Italiana nel Mondo, che fa capo al Ministero dei Beni Culturali. Partecipazione al premio nazionale Amedeo Modigliani.

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