di Paolo Biondo
MANTOVA – Nel silenzio quasi totale sta compiendo passi da gigante il progetto della terza corsia dell’A22 nel tratto Verona Nord – Modena.
Sono oltre 300 gli espropriati, tra privati cittadini, enti, comuni e società. Lo scopo dell’incontro è appunto quello di dare una puntuale informazione a sindaci e cittadini.
Tale progetto con le sue ricadute e soprattutto con gli espropri che dovranno avvenire per disporre dei terreni sui quali compiere l’opera saranno al centro di un momento di confronto che si terrà a Roverbella il 29 gennaio a partire dalle ore 20.00.
L’iniziativa promossa dall’editore del portale “Lombardi nel mondo” nonché presidente dell’Associazione Mantovani nel mondo si terrà nella sala convegni dell’Auser di Roverbella e il tema di fondo della serata sarà: “Prospettive, opportunità e impatti sul territorio”.
Al tavolo degli esperti vi saranno anche i tecnici dello Studio 4 Ingegneria S.r.l., studio che ha sede a Sommacampagna (Vr) e Bologna, che porteranno le loro testimonianze in merito alla gestione delle procedure di esproprio e a tutela dei soggetti espropriati.
Per quel che concerne la terza corsia dell’A22 da Verona Nord a Modena si tratta di intervento del costo di poco più di 7miliardi di euro per complessivi 90 km.
Il tratto si sviluppa in direzione Nord – Sud nelle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, nelle Province di Verona, Mantova, Reggio Emilia e Modena.
La realizzazione di questo ampliamento intende far fronte alla nuova domanda di mobilità e all’incremento dei flussi di una direttrice che fa parte della rete europea TEN-T (Corridoio “I” Palermo-Berlino) e della rete di I° livello del Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (SNIT) individuata dal Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL – 2001).
Il progetto prevede la realizzazione della terza corsia per la quasi totalità nella fascia centrale a verde, così da limitare le aree da espropriare e l’occupazione di suolo agricolo. La nuova sezione sarà pertanto composta da 3 + 3 corsie di marcia, di larghezza pari a 3,75 m, corsie di emergenza da 3,50 m, franchi da 45 cm in adiacenza allo spartitraffico largo 3 m.
L’infrastruttura sarà divisa in tre lotti oggetto di tre appalti diversi. Il “Lotto 1” di 23 km che interessa il territorio veneto e comprende anche i lavori per l’intersezione con la A4; “Lotto 2” di 38 km in territorio lombardo; “Lotto 3” di 30 km in Emilia Romagna.
Nel tratto lombardo si prevedono i maggiori interventi ingegneristici per la presenza dei ponti sul Fissero-Tartaro, sul Mincio e sul Po.
Sul Po verrà sostituito l’attuale impalcato in c.a. con nuovi realizzati in acciaio, sul Mincio e sul Fissero Tartaro saranno realizzati nuovi piloni per l’allargamento della sede stradale. Verranno realizzate 153 piazzole per la sosta d’emergenza sulla carreggiata nord e 156 su quella sud. Previste anche 117 barriere fonoassorbenti per oltre 60 km, di cui 26 solo nel Mantovano.
La situazione attuale di questa importante opera per taluni versi è collegata al rinnovo della concessione per mezzo secolo all’attuale società “Autostrada del Brennero” che gestisce l’intero tratto dell’A22.
Rinnovo che ovviamente passerà attraverso il via libera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e più in generale del Governo; a tal proposito in questi mesi i colloqui tra le parti si sono rivelati forieri di risultati positivi
Al momento, quindi, il progetto finale è in approvazione a livello nazionale.
Tutti gli interessati agli espropri sono stati preventivamente avvisati.
Appena viene approvato il progetto scatterà il vincolo che permarrà anche se i lavori dovessero protrarsi nel tempo.
Il cronogramma dei lavori indica che è prevista l’attivazione dei cantieri e conseguenti espropriazioni da effettuarsi nel periodo che va dal 2024 al 2025 .
Si precisa che il vincolo preordinato all’esproprio deriverà dagli esiti finali di una conferenza di servizi ovvero di una intesa o di altro atto comunque denominato.
L’approvazione del progetto definitivo comporterà la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera. Tutti gli atti della procedura espropriativa sono disposti nei confronti dei soggetti risultanti proprietari secondo i registri catastali.
Si riferisce che Autostrada del Brennero S.p.a. ha già comunicato “ad personam” a tutti i proprietari coinvolti dal progetto l’avviso di deposito e ai sensi del comma 12 dell’art.16 D.P.R. 327/2001, si è pronunciata, con atto motivato, sulle osservazioni pervenute.
Gli espropri riguarderanno 18 comuni: 6 veronesi, 8 mantovani, 2 reggiani e 2 modenesi.
Si tratta di Sona, Verona, Sommacampagna, Villafranca di Verona, Vigasio, Nogarole Rocca, Roverbella, Mantova, San Giorgio Bigarello, Borgo Virgilio, Bagnolo San Vito, San Benedetto Po, Pegognaga, Gonzaga, Reggiolo, Rolo, Carpi e Campogalliano.
Sono oltre 300 gli espropriati, tra privati cittadini, enti, comuni e società. Lo scopo dell’incontro è appunto quello di dare una puntuale informazione a sindaci e cittadini.

