Il 13 marzo, Villa Meriggio, la suggestiva Villa Liberty situata in Valeggio sul Mincio e i suoi fondatori Alessandra Pacilli e Denis Faccioli, hanno accolto la conferenza stampa di presentazione del progetto “Meriggio Arte”.
Questa straordinaria iniziativa, resa possibile grazie al prezioso contributo dell’architetto Sandro Orlandi Stagl, promette di rivelare le nuove frontiere dell’arte contemporanea, con uno sguardo speciale alle novità della BIENNALE ARTE 2024.
L’evento, ha offerto una piacevole occasione per esplorare le peculiarità del padiglione della Repubblica del Camerun e della mostra “Nemo propheta in patria”, introdotte in maniera appassionante dal curatore Sandro Orlandi Stagl – già curatore di Villa Meriggio insieme con la Dottoressa Alessandra Pacilli.
Hanno contribuito alla riuscita dell’evento artisti del calibro di Angelo Accardi, Marco Bertin, Julia Bornefeld, Cesare Catania, Gianfranco Gentile, Jorge R. Pombo e Giorgio Tentolini.
La BIENNALE ARTE 2024, istituzione culturale veneziana di fama mondiale, celebra la sua 60esima edizione, e la conferenza stampa del 13 marzo è stata il momento ideale per scoprire le novità e le sfide che caratterizzano questo prestigioso evento.
Sandro Orlandi Stagl, curatore del Padiglione della Repubblica del Camerun, ha guidato il pubblico attraverso un viaggio emozionante alla scoperta di 5 artisti camerunesi e di altri 8 artisti internazionali provenienti da Italia, Germania, Paesi Bassi, Francia, Colombia e Cina.
La diversità culturale e artistica è stata al centro di questo progetto, che promette di offrire una visione unica e stimolante dell’arte contemporanea.
Villa Meriggio, con il progetto “Meriggio Arte” si prepara a diventare il palcoscenico di un’esperienza artistica senza precedenti, un’occasione imperdibile per coloro che desiderano immergersi nell’arte e nell’architettura che definiranno il panorama culturale del futuro.
ANGELO ACCARDI nasce nel 1964 a Sapri (SA).
Durante gli anni all’Accademia di Belle Arti di Napoli si avvicina all’informale. Negli anni ’90 apre a Sapri uno studio dove avvia una ricerca sulla nuova figurazione. Con il ciclo “Human Collection” esordisce a Roma, Milano e Monaco di Baviera (Klaus Leal). Una mostra a Vancouver dà il via a una lunga collaborazione con il coreano Robert Kwon. Fanno seguito “Speed generation” e “Vicious”. Nel 2006 espone a Shanghai con il gruppo “Tant’Arte”. Nello stesso anno è protagonista di “Enjoy the Silence”, mostra itinerante a Firenze, Innsbruck, Barcellona e Budapest. Marco Vallora nel 2011 lo seleziona per la 54^ Biennale di Venezia. Nel 2014 è l’artista di punta di Avant Gallery di Miami e Ranson Gallery di Londra. Nel 2017 una mostra a New York segna l’inizio di un sodalizio con Eden Gallery. Seguiranno Miami, Mykonos e Tel Aviv. Nel 2022 presenta il contest “Nonsense Makes Sense” presso Deodato Arte, un progetto di arte pubblica con le installazioni a Milano, Palermo e Venezia della scultura monumentale “Poetry”. Sempre nel 2022 partecipa alla mostra “Da Banksy a Warhol” a Fiorenzuola (Palazzo Lucca) con opere di Obey, Mr Braiwash, Haring, Banksy e Warhol.
Chiude il 2023 con 2 importanti mostre collettive Biella “Tra street art e urban art” con Banksy, Obey, Jago, Lodola e Fidenza “Art Icons” con Mr Brainwash, Koons, Kusama, Hirst e 3 personali a Soho NYC, Londra e Miami (Miami Art Basel). Ad oggi le sue opere sono distribuite in esclusiva da Eden Gallery.
JULIA BORNEFELD, nata a Kiel (Germania) nel 1963, vive e lavora a Brunico (Italia) e Berlino (Germania).
Dopo gli studi di pittura presso la Fachhochschule für Gestaltung di Kiel, dal 1984 al 1989, ha seguito corsi come ospite presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia (Italia) con Emilio Vedova e presso l’Accademia di Belle Arti di Lubiana (Slovenia) nel 1986-1987. Nelle sue mostre, combina installazioni luminose e sonore, oggetti, dipinti, fotografie e opere video in modo poeticamente ambiguo. Con i suoi oggetti, nel bilanciamento tra grande volume e leggerezza simultanea, Bornefeld ha realizzato anche diverse installazioni in spazi pubblici. Dal 1986, le sue opere sono state esposte in numerose gallerie, musei e centri espositivi nazionali e internazionali, come il Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum di Innsbruck (Austria), il Lentos Kunstmuseum di Linz (Austria), la Galeria d’Arte Moderna Palazzo Forti di Verona (Italia), il Museion di Bolzano (Italia), la Kunsthalle di Kiel, il Museo Diocesano di Vicenza (Italia).

Ha partecipato a mostre internazionali e a mostre personali dagli anni ’90, tra cui la Wellcome Collection di Londra nel 2023, il Museion di Bolzano nel 2020, il Kunstverein di Augusta nel 2017 (personale), il ZKM di Karlsruhe nel 2014 (personale), la Malca Fine Art di New York nel 1999 (personale), ecc.
L’Infanzia
La Biografia di CESARE CATANIA inizia con la nascita di Cesare a Milano il 1 Febbraio 1979. Trascorre gran parte della sua vita nella città natale, dove sviluppa, sia nella vita privata che durante i corsi di studio, una spiccata attitudine per le arti grafiche e pittoriche.
Già dall’infanzia mostra chiaramente, oltre che per le arti figurative, la propria passione per la matematica e per la musica, due discipline tra loro cosi’ diverse eppure per Cesare Catania cosi’ vicine.
Il nonno violinista gli trasmette la passione per gli strumenti musicali e all’età di 9 anni Cesare Catania inizia a prendere lezioni di pianoforte. Durante i successivi 10 anni di studio di piano sviluppa la passione per il rigore e per la creatività della musica classica.
L’Assenza di Pregiudizio
La Biografia di Cesare Catania trova corrispondenze anche nella matematica e nella musica, ove l’autore, nel corso della sua formazione artistica e culturale, ottiene il naturale completamento della propria essenza; da un lato diretto verso il rigoroso e lo schematico modo di approcciarsi alla vita e dall’altro verso una visione multiprospettica dello stesso. Una visione quest’ultima che lo porterà ad avvicinarsi a qualsiasi disciplina da piani e punti di vista sempre diversi tra loro. Questa assenza di pregiudizio si osserverà anche nelle sue espressioni artistiche, capaci di cogliere l’essenza dell’oggetto dipinto in quadri sia fortemente realistici e dettagliati (come ad esempio nei suoi dipinti “Composizione Metafisica” – 2016, in “Composizione Artistica” – 2016, “La Dinamica del Movimento” – 2016) che in altri astratti e simbolici (la “Vanità” – 2014, “Fenicotteri allo specchio” – 2015 – lo “Strappo” – 2012).
Le prime opere pittoriche degne di nota risalgono al 1995, quando l’artista esprime la propria creatività durante le ore scolastiche dedicate al disegno, dimostrando particolare attitudine contemporaneamente per gli studi prospettici e per la grafica informale – astratta.
Amore per l’Ingegneria
Nel 1998 si iscrive alla facoltà di ingegneria dove perfeziona gli studi di prospettiva e assonometria e dove impara a osservare i problemi e la realtà che lo circondano scomponendo tutte le figure in semplici poligoni tridimensionali. Questa sua capacità di scomporre e modellare i solidi che lo circondano si ritrova nei suoi dipinti, capaci di esprimere realtà e sentimenti sia con piani bidimensionali sovrapposti (vedasi ad esempio i dipinti “144: Terzetto Jazz” – 2014 , “Nizza (omaggio a Matisse e Chagall)” – 2015) che con l’elegante e armonico accostarsi di figure solide e curvilinee (come ad esempio nel dipinto “Letture Estive (omaggio a Pierluigi Nervi)” – 2016) Arte, Scienza, Matematica, Fotografia: tutto nello stesso Artista
Oltre che una spiccata attitudine sia per le scienze tecniche che per le scienze artistiche, Cesare Catania matura nel corso degli anni una particolare passione per la fotografia. In particolare la sua attenzione viene catturata dai colori e dalla capacità della camera di immortalare in uno scatto tutta la forza e il dinamismo di scene in movimento. La stessa attrazione al dinamismo si può facilmente osservare in molti dei suoi quadri, sia in quelli formali che in quelli informali e astratti. Nella sua “La Violinista di Barcellona – B Version” – 2016 per esempio l’autore ritrae la protagonista proprio come in uno scatto fotografico in cui l’orchestra e lo sfondo spariscono per lasciare il posto a una musicista eccentrica e in movimento immortalata in un fermo immagine forte e intenso.
Gli studi di matematica e ingegneria insieme alla passione per l’arte in generale danno vita a opere che armonizzano scultura e pittura.
Nei suoi quadri si fondono tradizione (impiego di materiali quali gesso, legno, pietra, pittura ad olio) e innovazione (utilizzo di materiali a base siliconica e acrilica). Il tutto per dar vita a opere tridimensionali che “escono letteralmente dalla tela”.
Qualcosa sulle sue Tecniche
Cesare Catania infatti prepara spesso le sue tele con veri e propri progetti e studi statici, in modo da far aderire alla tela in maniera completa e duratura un materiale fragile e difficile da manipolare come ad esempio il gesso. Quest’ultimo in molti dei suoi dipinti viene armato con chiodi e reti per seguire lo schema del disegno, evidenziando la capacita’ dell’autore di fondere insieme creatività e capacita’ di razionalizzare e di scomporre le figure del dipinto. Nello “Zoo di Lisbona” ad esempio l’autore ritrae, in una visione a piani sovrapposti, animali quali l’elefante, la giraffa e il toro. Questi, realizzati in gesso e dipinti con forti colori acrilici, riempiono la scena su 3 piani sovrapposti e in maniera dinamica.
I quadri di Cesare Catania sono un “fermo immagine” di azioni e sentimenti, sintesi estrema tra ermetismo e cura nel dettaglio.
Affascinato dall’arte moderna, dall’architettura, dal cubismo e dai maestri pittorici dell’età classica, la maturità artistica di Cesare Catania è tutt’oggi in continua evoluzione; sempre alla ricerca di nuove tecniche per esprimere al meglio le sue ispirazioni.
GIORGIO TENTOLINI nasce a Casalmaggiore (Cremona) nel 1978, dove vive e lavora.
Si forma in Arti Grafiche presso l’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma, per diplomarsi in design e comunicazione all’Università del Progetto di Reggio Emilia.
Ogni sua opera emerge da una precisa indagine sul Tempo come memoria e identità, in un’attenta e lenta ricostruzione che avviene con lo studio della luce e l’incisione di strati di materiali diversi, tessuti, carte, PVC. Attualmente, il tulle e la rete metallica sono i principali media della sua ricerca, per la levità meditativa che i loro strati restituiscono all’immagine, metafora di luoghi e ricordi, di sogni e visioni. Si tratta quindi di un lavoro pittorico che vive la realtà della scultura.Inizia ad esporre nei primi anni 2000, ottenendo importanti riconoscimenti nazionali e internazionali.
Le sue opere sono state esposte a Roma, Parigi, Amsterdam, Berlino, Londra, Ginevra e Mykonos in Europa, e a Miami, New York e New Orleans negli Stati Uniti. Ha avuto inoltre mostre a Taiwan e a Dubai. Le sue opere sono state presentate in spazi pubblici prestigiosi come l’Istituto della Cultura Italiana di Atene, il Museo Etrusco di Roma, il Palazzo Reale di Milano, il Teatro Regio di Parma, il Mar di Ravenna, il Museo di Salò e l’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna.
Tra figurativo e onirico, Adélaïde Laurent-Bellue trasmette un mondo interiore vibrante, frenetico e festoso.
Con le sue stesse parole: “Sono alla ricerca del stranamente bello, di una grazia innocente. Cerco di stupire lo spettatore, di spingerlo nel mio universo e di appellarlo alla sua immaginazione. Non importa ciò che il pubblico vede, il pubblico lo vede giusto”.
Ha trascorso 10 anni coltivando la sua passione per la pittura lavorando come direttore artistico per collezionisti di fama prima di concentrarsi sul proprio lavoro. Recentemente ha esposto le sue opere in una mostra personale (Lot, Francia – agosto 2023), in una mostra collettiva presso la Galerie Monad Collection (In the Studio, Parigi, Francia – novembre 2023) e ha partecipato al Salon d’Automne, fiera d’arte contemporanea presso la Grande Halle de la Villette (Parigi, Francia – gennaio 2024).
Lavora principalmente con Posca e vernice acrilica, nel suo studio di Parigi, ed è laureata presso l’ESAG Penninghen.
FRANCO MAZZUCCHELLI (Milano, 1939), è un artista italiano noto per la sperimentazione pionieristica con materiali sintetici, iniziata negli anni ’60, e per gli interventi pubblici su larga scala.
Attualmente vive e lavora a Milano, dove ha ricoperto il ruolo di professore di Tecniche della Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
Gli interventi dell’artista hanno avuto luogo in numerose località, in Italia e all’estero, tra le quali: Piazza San Fedele, Milano; Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; Castello Sforzesco, Milano; Piazza dei Priori, Volterra; Lago di Como, Como; Monaco di Baviera, Germania; Camargue, Francia.
Le sue opere sono state presentate in mostre e manifestazioni di rilievo internazionale, tra cui: 15a Triennale di Milano, 11a e la 13a Quadriennale di Roma, Centre Pompidou-Metz di Metz, Cité de l’Architecture di Parigi, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, ArtScience Museum di Singapore, Kunsthalle Wien di Vienna, Konsthall Lund di Lund, Center for Art and Media – ZKM di Karlsruhe, nGbK di Berlino, Museo del Novecento di Milano.
Nel 2022 Franco Mazzucchelli ha ricevuto il Premio Alfredo d’Andrade alla carriera.
Guy Woueté (1980 Douala, Camerun) Vive e lavora ad Anversa, Bruxelles, Douala e Penja.
Se c’è una cosa che caratterizza la pratica artistica di Woueté è mettersi in discussione e guardare avanti. Una folle ricerca delle possibilità latenti che persistono negli sconvolgimenti che stanno plasmando il mondo.
Il lavoro di Woueté racchiude sempre elementi di critica sociale, domande sui confini, migrazione e simboli di dominio in un’era di globalizzazione. Utilizzando la storia e la vita quotidiana come fonte di materiale, Woueté fonde la sua ricerca e la documentazione delle sue esperienze in collage, installazioni, performance, video e lavori fotografici. Si occupa anche di scultura, pittura e realizza libri d’artista.
Il suo lavoro è stato esposto in numerosi musei ed eventi artistici come SAVVY Contemporary (Berlino, Germania), MKHA (Anversa, Belgio), S.M.A.K. (Gent, Belgio), Museum de Lakenhal (Leida, Paesi Bassi), KANAL-Centre Pompidou (Bruxelles, Belgio), Beursschouwburg (Bruxelles, Belgio), the Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles, Belgio), De Brakke Grond (Amsterdam, Paesi Bassi) , la Biennale di Fotografia Africana (Bamako, Malí), la Biennale di Lubumbashi (Lubumbashi, Repubblica Democratica del Congo), il Museo Nazionale Yaoundé (Yaoundé, Camerun), le Biennali di Dak’Art (Dakar, Senegal), la Biennale di L’Avana (La Habana, Cuba), lo Spazzju Kreattiv (La Valletta, Malta) tra gli altri.
Jean Michel DISSAKE.
Artista camerunese nato nel 1983 a Yaoundé, è figlio di un architetto e nipote di un capo tradizionale SAWA. Artista poliedrico, Jean Michel è insegnante d’arte presso gli Istituti di Belle Arti dell’Università di Douala a Nkongsamba e presso l’Istituto di Belle Arti dell’Università di Dschang a Foumban, nonché negli Stati Uniti presso l’Università della Carolina del Nord.
Fin dalla giovane età, ha scoperto la sua passione per l’arte. Con una mente acuta, ha osservato il suo ambiente e compreso la necessità di rispettarlo e vivere in simbiosi con la natura. L’artista trae ispirazione dagli elementi che lo circondano (viti, suolo, ecc.) per forgiare il suo linguaggio artistico che emana da questa connessione con la natura.
In quanto promotore e iniziatore della Pictoscultura, la definisce come il punto di intersezione tra diverse forme di arte visiva, collegando disegno, pittura, scultura ed incisione. Il suo approccio si distingue per un’esplorazione sia degli ambienti urbani che rurali. Dissakè rompe gli schemi per adottare un approccio estetico dinamico e trascendente. Le sculture di Jean Michel sono assemblaggi di pezzi multipli di varie nature. È costantemente alla ricerca dell’armonia e sperimenta nuovi materiali che lo ispirano.
Fondatore del laboratorio MUDIKI, situato nel 4° distretto di Yaoundé. Ospita oggetti recuperati di vario genere (lattine, filo, targhe, ferro, metalli). Dissakè e i suoi collaboratori puliscono, trattano, trasformano e danno una seconda vita e valore ad ogni pezzo raccolto dalle strade e dalla spazzatura, nonché una nuova identità a certi oggetti acquistati (come le targhe). In questo laboratorio nel 4° distretto, puliscono, trattano, trasformano e combinano materiali di varie nature per donare loro nuova plasticità.
Dopo la sua mostra DIBALA presso l’Istituto Francese nel 2023, Dissake continua a lasciare il segno.
Attualmente è in corso una mostra dal titolo MULATAKO (Unione). at BOLO Art & Culture Space.
HAKO HANKSON
Nato nel 1968 a Bafang, nel Camerun occidentale, Hako Hankson è il figlio di un rinomato custode degli oggetti rituali del suo villaggio. Suo padre, oltre ad essere una figura di spicco nella comunità, era anche uno scultore e musicista presso il Palazzo Reale. Da lui, Hako Hankson ha ereditato conoscenze approfondite sui rituali, la tradizione, l’arte e le origini del suo paese. Crescendo immerso negli oggetti dei riti iniziatici come maschere, statuette e totem, è stato circondato da credenze ancestrali, ascoltando canti e dialetti specifici. Hako Hankson diviene poeta seguendo le orme di Omero e i suoi dipinti oggi fungono da sostituto della parola parlata, avendo una chiara funzione didattica.
Il lavoro di Hako Hankson celebra il passato e i miti delle antiche civiltà africane. L’artista, legittimamente, trasmette la storia dei riti antichi conferendo loro una risonanza contemporanea. Attraverso la sua arte, costeggia il confine tra sacro e profano per rendere accessibile questo mondo a un pubblico più ampio. Si pone come un intermediario verso un mondo invisibile e segreto, utilizzando elementi visivi che richiamano anche artisti di fama mondiale, ma che sono estranei al suo paese e alle sue tradizioni.
L’Africa è nota per la sua trasmissione orale, un patrimonio immateriale di narrazione e canto. In un contesto codificato come quello di corte, la sua pittura abbraccia canti, danza, teatro delle marionette, “icone” o riti misteriosi, la trance per evocazione e le cerimonie. Attraverso la sua pittura, l’artista esalta e stilizza l’estetica tribale, mescolando temporalità con colori vivaci senza scivolare nella volgarità o nei cliché di una pittura africana troppo colorata.
Trasferitosi a Douala alla fine degli anni ’80, Hako Hankson si trova immerso in un ambiente cosmopolita e ama ciò che definisce il “disordine caotico della vita quotidiana”. I suoi dipinti e disegni traggono ispirazione da scene di strada, trasformandolo in un narratore urbano con precisione e umorismo.
Appartenente a una generazione di artisti visivi autodidatti in un’epoca in cui il Camerun non aveva ancora scuole di belle arti, Hako Hankson ha dimostrato ingegnosità e pazienza nel plasmare il suo universo visivo. Panafricano e libero pensatore, si rifà spesso ai grandi indipendentisti come – Thomas Sankara, Ahmed Sekou Touré e Kwame Nkrumah – tratto d’ispirazione anche dal pensiero di Cheikh Anta Diop, sostenendo una visione afrocentrica che attribuisce un luogo primordiale all’Africa subsahariana, alle sue culture e promuove la solidarietà nel continente. Il suo lavoro è stato esposto in Camerun, Italia, Francia, Portogallo, Svizzera e Senegal, con una selezione particolare alla Biennale di Dakar.
Storia delle Arti Illusionistiche di LIU YOUJU
Liu Youju è nato nel 1955 a Jiexi, Guangdong, Repubblica Popolare Cinese.
È ora accademico onorario dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, in Italia, fondatore della pittura illusionista, fondatore del Salone Internazionale dell’Arte, professore ospite presso l’Università Normale di Pechino, l’Università Aperta della Cina, l’Università di Pechino per le Nazionalità, l’Università Normale del Sud della Cina e il Guangdong Chinese Culture College. Ha tenuto mostre personali al British Museum, all’Accademia di Belle Arti di Firenze, in Italia, e al Centro Pompidou in Francia.
Nel novembre 2014, la mostra di pittura di Liu Youju si è tenuta presso il Nixon Museum negli Stati Uniti. Il suo lavoro “Christmas Impressions” è stato collezionato dal Nixon Museum negli Stati Uniti e ha ricevuto un certificato di collezione. Il Congresso degli Stati Uniti ha rilasciato a Liu Youju il certificato “Premio per il contributo eccezionale allo scambio culturale sino-americano”.
Nel marzo 2015, la mostra personale di Liu Youju si è tenuta presso il Museo di Arte Contemporanea di Pechino.
Nell’agosto 2015, la “Ritorno Razionale dell’Illusionismo – Mostra di Pittura di Liu Youju” si è tenuta nella Sala del Maresciallo dell’Ala Ovest del Museo delle Arti Decorative del Louvre.
Nell’ottobre 2015, su invito del Parlamento britannico e sponsorizzato dal Parlamento britannico e dal Comitato del British Museum, si è tenuta la “Fusione Classica e Contemporanea. Mostra di Pittura di Liu Youju” presso il British Museum. Le sue opere “Attraversando il Millennio” e “Coltivazione dell’Universo” sono state permanentemente collezionate dal Parlamento britannico e dal British Museum.
Nel giugno 2016, su invito dell’Accademia delle Arti del Disegno, si è tenuta la mostra “Demolizione VS Costruzione. Mostra di Pittura di Liu Youju” presso l’Accademia delle Arti del Disegno, dove ha tenuto una conferenza accademica su “Critica del Regionalismo”.
Nel giugno 2016, si è tenuto un seminario personale presso il Master Club dell’Accademia delle Arti del Disegno a Firenze (sede del consiglio scolastico).
Nel luglio 2016, la mostra di pittura di Liu Youju si è tenuta a Palazzo Medici Riccardi, Firenze, e le sue opere come “Paesaggio Autunnale” sono state rispettivamente collezionate da importanti istituzioni accademiche come l’Accademia delle Arti del Disegno, l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e Palazzo Medici Riccardi.
Nell’ottobre 2017, “Incontri Fantasma tra Tempo e Spazio Pompidou – Mostra di Pittura e Seminario Accademico di Liu Youju” si è tenuto presso il Centro Nazionale d’Arte Pompidou in Francia.
Nell’ottobre 2018, ha fondato il “Salone Internazionale dell’Arte Contemporanea” e ha tenuto il “Primo Forum Sino-Francese” presso il Centro Congressi Internazionale di Baiyun a Guangzhou.
Nel luglio 2019, ha ricevuto il titolo onorifico di “Accademico Onorario” dall’Accademia delle Arti del Disegno.
Il 7 settembre 2021, su invito dell’Accademia delle Arti del Disegno, si è tenuta la mostra “Oltre l’astrazione. Mostra di Pittura di Liu Youju” presso l’Accademia delle Arti del Disegno.
L’8 settembre 2021, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dell’Accademico Onorario del Bureau di Liu Youju e la cerimonia di premiazione del Premio Michelangelo del Bureau di Liu Youju presso l’Accademia delle Arti del Disegno a Firenze.
Patrick Joël Tatchenda Yonkeu (1985 Douala, in Camerun) vive e lavora a Bologna.
Dopo una formazione scientifica al St Jean Baptiste di Bangangté, e un breve soggiorno all’Università di Dschang (matematica/informatica) e Yaoundé I (arti plastiche), decide infine di dedicarsi all’arte, laureandosi nel 2013 in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2016 ottiene un master in Arti Visive sul tema “Zen in Arte”.
Ricercatore incessante, continua il suo viaggio attraverso numerose collaborazioni tra Africa e Italia e attraverso la creazione di laboratori di pittura interculturali con scuole e associazioni della regione Emilia-Romagna.
Le opere di Patrick Joël ci parlano di fratellanza, uguaglianza e diritti civili nel contesto globale della neocolonizzazione, soffermandosi sul rapporto tra “essere umano innaturale” e le sue manifestazioni culturali e religiose.
Le sua ricerca artistica è sviluppata soprattutto attraverso pittura e scultura, ma l’artista non rinuncia ad altri linguaggi espressivi come l’installazione e la performance. Nel processo di creazione pazienza e audacia sono spesso messe alla prova: l’artista utilizza materiali effimeri come la carta e lunghi processi di essiccazione di pigmenti naturali. Una processualità che è vicina alla narrazione di un rituale, legato alle tradizioni africane e al culto degli antenati.
La sua ricerca mira alla conservazione della pluralità del tempo, restituendo alla storia un inedito racconto oltre i confini culturali e le barriere linguistiche. L’artista tenta di decostruire gli archetipi contemporanei, ibridando e attingendo alle mitologie antiche e risalendo alla storia della civiltà umana. Così, attraverso le sue opere, lo spettatore è invitato a ripensare la storia.
Rex & Edna Volcan. Duo artistico multidisciplinare proveniente dall’America Latina e dall’Europa.
Questi narratori contemporanei uniscono i continenti con il loro punto di vista autentico e colorato su ciò che muove il pianeta Terra e i suoi abitanti oggi, in un linguaggio universale chiamato arte.
Edna e Rex cercano di offrire alle persone un modo diverso di guardare al loro comportamento quotidiano e all’ambiente circostante. Uno specchio di consapevolezza di sé della nostra società e cultura.























