LO SCANDALO COME RESPONSABILITA’ – CINEMA E LETTERATURA – Cinema Farnese Art House di Roma

Un evento che unisce saggistica e cinema per una riflessione, mai cosi necessaria, sulla liberta di espressione.

Al centro dell’incontro, il libro “Non c’è che dire” di Marta Rizzo

e il film “Bellezza, addio” di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese

Intervengono, insieme agli auori: Steve Della Casa, Antonietta De Lillo e Lidia Ravera

  • Ore 18.00 La Lepre Edizioni presenta NON C’E’ CHE DIRE di Marta Rizzo

Interviste a: Edoardo Albinati, Pupi Avati, Marco Bertozzi, Massimo Carlotto, Liliana Cavani, Dario Cecchi, Daniele Cipri, Leonardo Clausi, Diego Cugia, Giancarlo De Cataldo, Antonietta De Lillo, Fabio Ferzetti, Fabrizio Funtò, Patrizio Gonnella, Dacia Maraini, Flavia Mastrella, Giuliano Montaldo, Serafino Murri, Mauro Palma, Lidia Ravera, Antonio Rezza, Gianfranco Rinaldi, Alberto Rollo, Marco Ruotolo, Walter Siti, Emanuele Trevi, Daniele Vicari.

Si tratta di risolvere un giallo: che cos’è la liberta di espressione?

Il libro si pone questa domanda attraversando giurisprudenza, estetica, etica, cinema, teatro, radio, letteratura, critica letteraria e cinematografica.

Intervengono: Antonietta De Lillo, Steve Della Casa, Lidia Ravera.

  • Ore 19.00 Zivago Film e Luce Cinecitta presentano BELLEZZA, ADDIO di Carmen Giardina e

Massimiliano Palmese con: Barbara Alberti, Antonella Amendola, Ulisse Benedetti, Franco Cordelli, Ninetto Davoli, Giuseppe Garrera, Maurizio Gregorini, Fiammetta Jori, Renzo Paris, Elio Pecora, Paco Reconti, Nichi Vendola.

Il ritratto di Dario Bellezza, uno dei piu originali poeti italiani del Novecento, e di una stagione culturale irripetibile. Omosessuale provocatorio e controverso, lo definivano “il nostro poeta maledetto”. “Semmai benedetto, dalle Muse” replicava lui, col suo spirito polemico e irriverente. Introducono il film: Steve Della Casa, Carmen Giardina, Massimiliano Palmese e il produttore Rino Sciarretta.

Cinema Farnese Arthouse Piazza Campo de’ Fiori 56, Roma Tel. +39.06.6864395 – www.cinemafarnese.it

Premio del Pubblico e Miglior colonna sonora a “Inventa un film” 2023, Menzione Speciale della Giuria alla 21a edizione del Florence Queer Festival, Premio per la Miglior Regia all’Asti Film Festival 2023.

CAST E CREDITS

un film di

Carmen Giardina e Massimiliano Palmese

prodotto da

Rino Sciarretta

soggetto

Massimiliano Palmese

sceneggiatura

Massimiliano Palmese e Carmen Giardina

montaggio

Andrea Campajola

fotografia

Andrea Josè Di Pasquale

musiche

Pivio & Aldo De Scalzi

una produzione

Zivago Film e Luce Cinecittà

con il contributo della  Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – MiC

suono in presa diretta

Biagio Gurrieri

mix

Stefano Di Fiore

correzione colore

Andrea Maguolo

consulenza letteraria

Marco Beltrame

foto di scena

Dino Ignani

voce narrante

Marco Quaglia

con il contributo della

Regione Lazio

CON

Barbara Alberti, Antonella Amendola, Ulisse Benedetti, Franco Cordelli,

Ninetto Davoli, Giuseppe Garrera, Maurizio Gregorini, Fiammetta Jori,

Renzo Paris, Elio Pecora, Paco Reconti, Nichi Vendola

  • SINOSSI

Oggi la poesia è un movimento di resistenza clandestino.

Maria Luisa Spaziani

Nel 1996 uno scoop giornalistico rivela all’Italia che il poeta Dario Bellezza è malato di AIDS: la notizia segna l’inizio del suo calvario. Additato per strada come un appestato, il poeta si chiude in casa per difendere la propria privacy e rivendicando il diritto a rivolgersi a cure sperimentali, in mancanza di un vaccino sicuro contro l’HIV.

Detto “il Rimbaud di Monteverde” per il precoce talento poetico e per la fuga da casa, amico di Amelia Rosselli e di Aldo Braibanti, Dario Bellezza è stato inquieto protagonista di una stagione culturale romana di grande splendore, condivisa con Sandro Penna, Alberto Moravia, Elsa Morante, Anna Maria Ortese e molti altri. “Miglior poeta della nuova generazione” secondo Pier Paolo Pasolini, dopo gli anni della Neoavanguardia Dario Bellezza rimette al centro del discorso poetico l’io e le sue passioni, le invettive e le licenze, gli amori e la morte, in una lingua esplicita e barocca. Omosessuale provocatorio e controverso, lo definivano “il nostro poeta maledetto”. “Semmai benedetto, dalle Muse” replicava lui, col suo spirito polemico e irriverente.

In “Bellezza, addio” gli amici Renzo Paris e Franco Cordelli ricordano il poeta dai tempi dell’Università fino agli anni maturi, passando per le performance nella cantina teatrale romana Beat 72 e il glorioso Festival Internazionale dei Poeti di Castelporziano. Ninetto Davoli, Barbara Alberti e Elio Pecora raccontano una Roma in cui si aggiravano ancora i grandi nomi del Novecento italiano, da Gadda a Palazzeschi, insieme a nuovi “mostri sacri”, mentre i materiali di repertorio, con rarità e video inediti, contribuiscono a disegnare un ritratto inedito di Dario Bellezza e dei suoi “vent’anni di felicità”.

Poi gli anni Ottanta cambiano il mondo e, celebrando il trionfo del libero mercato, viene strappata ai poeti l’ultima briciola di funzione sociale. Ma quegli anni portano con sé anche un virus sconosciuto. Nichi Vendola racconta quello che fu un trauma collettivo, mentre Maurizio Gregorini e Fiammetta Jori ricostruiscono gli ultimi mesi di una vita tutta spesa nel “sacerdozio della poesia”.

Eppure, quando il collezionista Giuseppe Garrera ci mostra l’archivio privato del poeta che, messo all’asta, lo Stato non ha voluto comprare, ci chiediamo: forse non sono più tempi di poesia? “Finché esisteranno poeti,” rispondeva Dario Bellezza, “sarà sempre tempo di poesia”.

NOTE DELLA REGISTA CARMEN GIARDINA

Io sono stata un’adolescente affamata di poesia. La prima folgorazione fu per Arthur Rimbaud, tradotto in Italia da Dario Bellezza, un poeta e scrittore che allora non conoscevo.

Leggendo oggi i suoi romanzi, fortemente autobiografici, sono stata colpita da un episodio di “Nozze col diavolo”: il protagonista ha due anni o poco più, è al mare con la madre (figura che il poeta ricercherà in modo a volte ossessivo nelle amiche Amelia Rosselli, Elsa Morante, Anna Maria Ortese). Mentre si trova in acqua tra le braccia della donna, il bambino scivola via da quell’abbraccio e le onde lo travolgono. Il ricordo di quei momenti è drammatico, il bambino sta per affogare.     Qualcuno lo afferra per i piedi, tirandolo fuori dall’acqua prima che avvenga il peggio, ma la paura che la madre lo abbia abbandonato, e quella terribile sensazione di morte diventeranno un incubo ricorrente nella sua vita, segnandola indelebilmente. “Io vivo in una dimensione materna, non sono uno che cresce e diventa adulto, non cresco alla virilità”. Questo breve racconto costituisce il “prologo” del film, lo attraversa e illumina, in una circolarità sinistra di presagio, fino al finale.

Provocatore, talentuoso, maledetto, sicuramente una personalità fuori misura, Dario Bellezza è stato detestato, ma anche molto amato. Nel film, poeti, scrittori e amici di Dario danno un prezioso e affettuoso contributo non solo con le testimonianze personali, ma anche con un confronto a distanza sullo stato di salute della poesia, permettendo di allargare lo sguardo dal mero racconto biografico ad un orizzonte più ampio.

Ancora una volta, la collaborazione con Pivio e Aldo De Scalzi è stata per me basilare, la colonna sonora è uno dei pilastri su cui è costruita l’architettura del film. Una musica che non si nasconde, anzi, diventa quasi un personaggio in più, spaziando dall’elettronica al lirismo dei brani orchestrali.

Io sono stata un’adolescente affamata di poesia, e oggi? Chissà che Bellezza, addio non spinga qualcuno a leggere i versi di Dario… Di poesia abbiamo sempre bisogno.

Carmen Giardina

NOTE DEL REGISTA MASSIMILIANO PALMESE

“L’Italia non ricorda”, diceva lapidario Aldo Braibanti. Fin da quando mi sono imbattuto in questo pauroso giudizio sul nostro Paese ho pensato a un cinema documentario che scavasse tra le pieghe della memoria collettiva.

A questo scopo il mio lavoro di drammaturgo mi è utile. Penso che per raccontare vita e opera di artisti e scrittori occorra trovare o costruire un architrave drammatico, così che un film possa non solo informare ma stupire, scuotere, incidere. E quello a cui mi dedico nell’ideazione dei documentari è sottolineare in quelle vite la tragica frizione tra artista e società, individuo e mondo.

Trattare i poeti al cinema non è però cosa facile: il pericolo del “santino” è dietro l’angolo. Per questo trovo sia meglio lasciar parlare l’artista attraverso i testi e i materiali di repertorio, e scegliere di intervistare quelli che l’hanno conosciuto prima di chi l’ha soltanto studiato. E poi non censuro i lati bruschi dei caratteri, i temperamenti appuntiti, le vite di eccessi e di errori. Solo così, mi pare, una biografia vive e respira, e l’artista torna a parlarci dicendo di sé cose palpitanti e vere.

Oggi che siamo tutti concentrati sul presente, se non sull’attimo, mi dedico a riscoprire figure del passato. Spiriti inquieti che potrebbero risvegliare la memoria di un Paese assonnato.

La poesia, lì dove sono nato, è il luogo dove ritorno grazie al cinema. E dunque da Aldo Braibanti a Dario Bellezza e in futuro a Sandro Penna, la mia ricerca nel cinema documentario mi pare segnata.

Massimiliano Palmese

BIO FILMOGRAFIE

Carmen Giardina

Attrice e regista formatasi presso la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova.

Come attrice è diretta da Cristina Comencini, Marco Risi, Peter Greenaway, Giancarlo Sepe, Umberto Marino, Manetti Bros., Alessandro D’Alatri, Jèrome Salle e molti altri. È interprete e co-sceneggiatrice di Sleeping around, film di Marco Carniti con l’attore argentino Dario Grandinetti (Parla con lei) e Anna Galiena. È tra i protagonisti del film Il contagio insieme ad Anna Foglietta e Vinicio Marchioni, regia di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini in concorso alle Giornate degli Autori alla 74° Mostra del Cinema di Venezia. Attualmente sta interpretando l’icona della moda Anna Piaggi nella serie Kaiser Karl prodotta da Gaumont per Disney Plus. Come regista dirige tre cortometraggi pluripremiati: Turno di notte prodotto da Cinecittà Holding con Leo Gullotta, La grande menzogna con Gea Martire e Luciana De Falco, e Fratelli Minori con Paolo Sassanelli e Alessio Vassallo. In teatro è ideatrice e regista di God save the punk!, successo di pubblico e critica che viene ripreso per tre stagioni, e per AMREF collabora con il musicista Giovanni Lo Cascio alla realizzazione di Juakali Drummers, spettacolo con venti musicisti ex ragazzi di strada degli slum di Nairobi, che debutta ad Umbria Jazz. Nel 2020 è autrice e regista con Massimiliano Palmese del film documentario Il caso Braibanti, vincitore di numerosi premi, tra cui il Premio del Pubblico al Pesaro Film Festival, il Premio Giuria Studenti al Salina Doc Fest, quindi il Nastro d’Argento 2021 come Miglior Docufiction.

Massimiliano Palmese

Poeta, narratore, regista, ha pubblicato i romanzi L’amante proibita (2006, finalista Premio Strega, tradotto in Germania e Spagna), Pop life (2009), Il peccato originale (Rizzoli, 2021). Lavora al quarto romanzo. Ha scritto le raccolte poetiche Lettere di Ganimede, La parola tonica e Questa disperazione felice, vincendo i premi Eugenio Montale e Sandro Penna. Per il teatro ha scritto sia testi originali (Come treni in paesaggi nuovi, Fast Love, Il figliastro, Il caso Braibanti), che adattamenti (La primavera romana della signora Stone, Il carteggio Aspern, Pierre e Jean, L’arte di essere povero) e traduzioni (Sogno di una notte di mezza estate, Romeo e Giulietta): testi interpretati, tra gli altri, da Claudio Santamaria, Vinicio Marchioni, Giorgio Colangeli. Ha tradotto i Sonetti di William Shakespeare (Tutte le opere vol. IV, Bompiani 2019), apparsi sulle principali riviste e blog letterari italiani (Poesia, Nazione indiana, Interno Poesia). A dicembre 2023 la sua traduzione dei Sonetti sarà ripubblicata da Elliot nella collana di poesia diretta da Giorgio Manacorda. È ideatore, coautore e coregista de Il caso Braibanti (Premio del Pubblico al Pesaro Film Festival, Nastro d’Argento 2021 Miglior docufiction).  Sta scrivendo il documentario Vita di Sandro Penna (2024)

Zivago Film

Zivago Film è una società di produzione e distribuzione indipendente nata nel 2016, che annovera nel suo team come produttore Rino Sciarretta il quale dal 1999 si occupa di produzione e distribuzione in ambito cinematografico e audiovisivo. Tra i tanti titoli acquistati da Rino Sciarretta per il mercato cinematografico e televisivo italiano si segnalano: Kukushka di Aleksandr Rogožkin, Alexandra e Taurus di Aleksandr Sokurov, Silent Souls di Aleksei Fedorchenko, tutti trasmessi dalla emittente Rai. Per quanto riguarda i progetti prodotti si ricordano: Reminescenze su Sayat Nova di Levon Grigorian, Il Silenzio di Pelesjan di Pietro Marcello in collaborazione con Rai Cinema, Dal Ritorno di Giovanni Cioni in collaborazione con Rai Cinema, Dustur di Marco Santarelli in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, Monte di Amir Naderi in collaborazione con Rai Cinema, una coproduzione Italia Usa Francia, presentato in anteprima mondiale Fuori Concorso alla 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Zivago Film ha prodotto, in collaborazione con Istituto Luce, Il Toro del Pallonetto un mockumentary di Luigi Barletta che ha partecipato, tra gli altri, al Biografilm Festival di Bologna (Sezione Storie Italiane) al Napoli Film Festival (Concorso SchermoNapoli Documentari) all’Ischia Film Festival (Concorso Scenari Campani) al New York City Indie Film Festival, al Kyiv International Film Festival Molodist, al Bellaria Film Festival (concorso Bei Doc) e al Premio Libero Bizzarri. Inoltre, ha vinto il Premio Migliore Sceneggiatura Documentario al Social World Film Festival e il Premio Miglior Film sullo Sport al Salerno Film Festival.

Ha realizzato il documentario Res Creata di Alessandro Cattaneo, che ha partecipato al 5° Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo (Concorso Italiano) dove ha ricevuto il Premio Giuria Giovani e una Menzione del Pubblico e alle edizioni 2020 di Hot Docs (Selezione Ufficiale) il più grande festival di documentari del Nord America e del mondo, del Jihlava International Documentary Film Festival (Selezione ufficiale) dell’Innsbruck Nature Film Festival (Menzione Speciale della Giuria) dell’Anotherway Film Festival (Selezione ufficiale) del Kasseler Dok Fest (Selezione ufficiale) dell’IsReal Festival di Nuoro (Selezione ufficiale) dell’Italian Doc Fest di Mosca. È stato selezionato come documentario finalista dell’edizione 2021 dei Nastri d’Argento. È stato programmato su MYmovies nell’ambito della rassegna A Tutto Schermo, curata dalla Rete degli Spettatori. Ha prodotto il documentario di Peter Stein Sulle tracce di Goethe in Sicilia selezionato al Torino Film Festival, edizione 2020, fuori concorso nella sezione TFFDOC/Paesaggi. Realizzato con la collaborazione di Rai Cinema e con il contributo della Direzione Cinema, presente nel catalogo di Sky Arte e NOW, a breve andrà in onda in prima serata su Rai 5. Attualmente, sta producendo Uno spazio bianco un film di Augusto Contento una coproduzione Francia Italia in collaborazione con Rai Cinema, una distribuzione Luce Cinecittà. Sta sviluppando la docufiction Tina Merlin. Una donna contro, incentrata sulla figura della giornalista, scrittrice e partigiana Tina Merlin e È giunta l’ora, un documentario sul fotografo palermitano Nicola Scafiti, diretto da Nicola Tella e Alberto Sotis. Zivago Film è anche distributore per l’Italia di The Postman’s White Nights di Andrei Konchalovsky e del film di Marc di Domenico Aznavour by Charles che ha partecipato al Trieste Film Festival nel 2021, dove ha vinto il Premio Sky Arte Art & So.

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