Nuovo ciclo di incontri autunnali con “Ebraismo al sesto giorno”
Cinque appuntamenti sulla cultura ebraica, il primo incontro venerdì 4 ottobre con «I Have a Dream»: Martin Luther King e l’ebraismo americano, relatore lo studioso Stefano Patuzzi
L’associazione “Man Tovà – La città della manna buona”, con il contributo della Fondazione Franchetti e della Fondazione Comunità Mantovana Onlus e il patrocinio del Comune di Mantova, propone il nuovo ciclo autunnale di incontri serali sulla cultura ebraica dal titolo “Ebraismo al sesto giorno”.
La rassegna è “animata dalla convinzione che la cultura è un’ottima opportunità per abbattere i pregiudizi” spiegano gli organizzatori.
In totale si terranno cinque incontri, sempre di venerdì alle ore 21:00, aperti al gratuitamente pubblico. Quattro si svolgeranno a Mantova nell’aula Magna del Liceo “Isabella d’Este”, in via Giulio Romano 13, mentre uno nel Teatro all’Antica di Sabbioneta.
Il primo appuntamento è per venerdì 4 ottobre, alle 21, con “«I Have a Dream»: Martin Luther King e l’ebraismo americano”, relatore lo studioso Stefano Patuzzi.
Gli altri appuntamenti con “Ebraismo al sesto giorno” saranno: il 18 ottobre “«Non verrà il Messia finché non ci sarà il baseball in Israele» (P. Roth): ebrei in gara” con Andrea Ranzato; l’8 novembre nel Teatro all’Antica di Sabbioneta, in collaborazione con Il Palcaccio e Step By Step, con “Una piacevole commedia matrimoniale di Leone de’ Sommi (1525 – 1590)” a cura di Giorgio Pavesi ; il 22 novembre “Ebraismo e modernità: le sfide dell’integrazione e dell’emancipazione” con Marco Grusovin e, infine, venerdì 6 dicembre “«Io sono il Signore tuo Dio» nelle tradizioni ebraica e cristiana”, in collaborazione con Agorà Religioni Mantova, con Ilenya Goss e Stefano Patuzzi.
Per informazioni: 345 4783529; segreteria@mannabuona.it
STEFANO PATUZZI
VENERDÌ 4 OTTOBRE 2024
«I Have a Dream»: Martin Luther King e l’ebraismo americano
La lotta per i diritti civili che culminò negli Stati Uniti negli anni Sessanta del secolo scorso costituisce un capitolo essenziale non solo della storia degli USA, ma dell’Occidente nel suo insieme: il nostro mondo così come lo conosciamo, senza quel capitolo, sarebbe dimostrabilmente differente. Gli Stati Uniti si trovarono infatti a fare i conti con le consuetudini sociali, le norme giuridiche, gli atteggiamenti che, soprattutto nel Sud del Paese, costituivano le tracce ancora esistenti dei secoli di schiavitù, e poi di un secolo di pregiudizi, diffidenza e distanziazione, nei confronti del gruppo afro-americano. Non pochi furono i protagonisti di quella stagione complessa, dolorosa e straordinaria: Martin Luther King spiccò per la sua statura argomentativa, la forza di coinvolgimento e persuasione, l’indiscusso carisma, la chiarezza delle sue posizioni, la capacità di dialogo per il bene comune.
Tutto ciò è piuttosto noto; meno noti sono invece il forte sostegno e la collaborazione fra i vari movimenti del gruppo afro-americano e il mondo ebraico americano (in special modo dell’ebraismo riformato). L’incontro, tenuto da Stefano Patuzzi, presidente dell’associazione di cultura ebraica “Man Tovà”, sarà dunque un’occasione per ripercorrere alcuni dei punti salienti di quella stagione fondamentale della storia americana e occidentale e per interrogare il senso della compartecipazione di certa parte dell’ebraismo americano a quel movimento per i diritti civili, capitanato e simboleggiato appunto da Martin Luther King.
ANDREA RANZATO
VENERDÌ 18 OTTOBRE 2024
“Non verrà il Messia finché non ci sarà il baseball in Israele” (P.Roth): ebrei in gara
Risulta piuttosto radicato lo stereotipo dell’ebreo sempre chino sui libri (occhialuto studente di una accademia rabbinica oppure occhialuto nerd di Harvard), ma poco o niente affatto incline alla pratica fisica o addirittura agonistica. Ma è proprio così? Pur a fronte di una millenaria riflessione filosofica tutt’altro che negativa riguardo alla corporeità, fu il Sionismo con il Muskeljudentum (“ebraismo dei muscoli”) teorizzato da Max Nordau, in coincidenza con la nascita codificata degli sport di squadra, a fine Ottocento, a proporre con forza il valore indispensabile dell’esercizio fisico per il futuro abitante di Eretz Yisrael, la terra di Israele. Tutto questo ebbe inevitabili e positive ricadute sullo sviluppo dell’attività sportiva degli ebrei, non solo in Israele ma anche nel resto del mondo.
GIORGIO PAVESI (a cura di)
VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2024 (SABBIONETA – TEATRO ALL’ANTICA)
in collaborazione con IL PALCACCIO e STEP BY STEP
Una piacevole commedia matrimoniale di Leone de’ Sommi (1525 – 1590)
Non poche e significative sono le primizie assolute prodotte fra Cinque- e Seicento all’interno della vita culturale dell’ebraismo mantovano. A Mantova videro infatti la luce a stampa, per la prima volta al mondo, i testi fondativi della qabbalah, la mistica ebraica; così come a Mantova vennero composti I canti di Salomone (1622/1623) di Salomone Rossi: il primo esempio al mondo di musiche polifoniche a stampa composte su testi in ebraico.
La sera dell’8 novembre si potrà gustare, per la prima volta nella sua interezza e in lingua italiana, un’altra primizia straordinaria, ossia Una piacevole commedia matrimoniale di Leone de’ Sommi–una gustosissima e articolata commedia rinascimentale sul matrimonio–che verrà inscenata all’interno della cornice fatata del Teatro all’antica di Sabbioneta. Originariamente scritta in ebraico, si tratta del primo lavoro teatrale, al mondo, scritto in questa lingua. L’adattamento per il palcoscenico di Giorgio Pavesi si fonda sulla traduzione di Erica Baricci che verrà pubblicata prossimamente dalla casa editrice Giuntina di Firenze.
MARCO GRUSOVIN
VENERDÌ 22 NOVEMBRE 2024
Ebraismo e modernità: le sfide dell’integrazione e dell’emancipazione
La modernità può essere letta come il tempo di una “eclissi della tradizione” quasi come che il lume della scienza e della razionalità avesse messo in ombra quello della religione e della tradizione. Questo non vuol dire affatto che la religione sia scomparsa, ma che essa—da un certo punto della storia in poi—abbia dovuto condividere uno spazio con valori e linguaggi che le sono apparentemente lontani o addirittura estranei. L’incontro costituirà l’occasione per un’analisi attenta di come le esigenze della modernità abbiano suscitato nelle comunità ebraiche uno straordinario dibattito interno e un ripensamento del ruolo e delle forme stesse della religiosità.
Marco Grusovin, docente di Storia della filosofia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose e di Dinamiche Religiose presso il corso di laurea in Relazioni pubbliche dell’Università di Udine, parlerà di una serie di protagonisti, tra i nomi più importanti dell’ebraismo moderno e contemporaneo; nomi spesso sconosciuti ai più, ma paragonabili per il loro contributo di pensiero a quelli dei nostri filosofi più noti: da Moses Mendelssohn (il nonno del compositore Felix) a Elia Benamozegh, per non citare che due giganti.
Il paradosso della modernità consiste infatti nel dover tentare di coniugare l’innovazione con la continuità, l’originalità con la tradizione. Ma la modernità è anche il tempo in cui si ridefiniscono le dinamiche tra il singolo e la comunità, l’uno e i molti, la diversità e l’eterogeneità rispetto alla “normalità”, in ambito politico, civile, sociale e religioso: si pensi al tema della “tolleranza religiosa” o a quello dei “diritti civili”, oppure a quello delle “minoranze etniche e linguistiche”, problemi che certamente non sono stati ancora definitivamente superati o risolti. Essi non riguardano solo l’aspetto culturale, linguistico o religioso dell’ebraismo, ma ci sfidano a interrogarci sull’oggi e a estendere le categorie della nostra stessa ragione.
ILENYA GOSS E STEFANO PATUZZI
VENERDÌ 6 DICEMBRE 2024 – in collaborazione con Agorà delle Religioni
«Io sono il Signore tuo Dio» nelle tradizioni ebraica e cristiana
Dal testo biblico al colossal hollywoodiano, i Dieci Comandamenti sono al centro dell’immaginario dell’Occidente. Le Dieci parole (secondo la definizione ebraica) sono infatti la base condivisa, sviluppata e commentata in ambito ebraico, poi adottata e diffusa dal cristianesimo, sia degli aspetti fondanti dell’ambito religioso, sia di alcune norme basilari dell’ambito giuridico, tanto civile, quanto penale.
Nell’incontro su “Io sono il Signore tuo Dio”, organizzato in collaborazione con “Agorà delle Religioni”, i relatori Ilenya Goss e Stefano Patuzzi condivideranno col pubblico alcune delle interpretazioni e delle riflessioni che, nei secoli, sono state proposte in ambito cristiano ed ebraico a proposito dell’inizio delle Tavole della Legge.
Si tratta del principio di un percorso che affronterà a uno a uno i Dieci Comandamenti, offrendo degli spunti di riflessione che vanno ben oltre la lettera del singolo comandamento e affondano le radici nel cuore delle due tradizioni ebraica e cristiana. Un modo per soffermarsi su alcuni dei capisaldi dell’Occidente, della sua storia, della nostra contemporaneità.

