A.A.A.: Arte, Antigiudaismo e Antisemitismo… – Un Corso Online con il Critico e Storico dell’Arte Gianfranco Ferlisi – Aperte le Iscrizioni

Perché un corso su tale argomento? Perché l’arte è bellezza, racconto, immaginazione, emozione… Perché l’Arte è soprattutto un dono: per chi la pratica, per chi la riceve, per chi la studia o la vive…

Perché l’Arte può anche essere riletta quale documento di ciò che nel tempo è accaduto, e dei messaggi espressi o sottintesi di cui gli artisti sono stati volontari o involontari protagonisti. È appunto questo l’obiettivo che il nuovo corso 2024\2025 su Arte e Antisemitismo vuole raggiungere: coniugare la bellezza delle creazioni che gli artisti di ogni tempo e luogo ci hanno lasciato con i messaggi storici e culturali (e le ideologie) che le creazioni stesse spesso sottendono e di cui sono spesso strumento.

A.A.A.: Arte, Antigiudaismo e Antisemitismo… percorre secoli di volontari e involontari storie di pregiudizi, convinzioni, testimonianze, sofferenze e condanne, potere e persecuzione. L’arte diventa così documento storico e linguaggio privilegiato di un percorso di incontri e scontri in un’umanità fragile e lacerata, sempre travagliata da conflitti culturali (anche razziali) mai risolti e oggi più che mai d’attualità. 

Docente: Gianfranco Ferlisi

Due cicli di 10 lezioni

Obiettivi

Realizzare, tramite la piattaforma zoom che permette di riunire persone che si trovano in ogni luogo del nostro territorio, un itinerario rigoroso tra famosi capolavori e vicende di antigiudaismo e di antisemitismo. L’obiettivo principale è lo sviluppo di una attenzione critica attraverso l’individuazione, in alcune opere d’arte, dei segni di un progetto storico – culturale mirato a colpire l’identità ebraica. La suggestione delle immagini emergerà, parallelamente, a vicende che hanno segnato il popolo d’Israele. Il risultato di questo procedere in parallelo sarà un viaggio tra arte ed ebraismo. Insomma, un ciclo di lezioni che fa leva sulla volontà di acquisire una capacità analitica, sia delle complesse dinamiche di sopravvivenza religiosa sia degli strumenti del potere messi a punto per diffondere stereotipi e pregiudizi. 

Inizio corso: domenica 1 dicembre 2024 alle ore 21:00 ritrovo su on line zoom

Due moduli per venti appuntamenti di 90 minuti
Prima parte, le date
dicembre: 1, 8, 15
gennaio: 5, 12, 19, 26

febbraio: 2, 9, 16 

Elenco delle lezioni della prima parte del modulo (dicembre – febbraio)

1 – Giotto: tanti baci da Giuda

2- Lo stereotipo farlocco dell’ebreo usuraio…

3 – La Legatura di Isacco e il concorso del 1401

4 – Il pileus cornutus: cappelli a punta, cappelli strani…

5 – Il Rinascimento parla ebraico???

6 – Miracoli dell’ostia: da Donatello a Paolo Uccello, da Cosimo Rosselli a Raffaello

7 – La Legenda della vera Croce

8 – Daniele Norsa, Mantegna e la genesi della Madonna della Vittoria

9 – Le allegorie di Ecclesia e Synagoga

10 – San Simonino e gli omicidi rituali

Seconda parte, le date
febbraio: 23
marzo: 1, 9, 16, 23, 30

aprile: 6, 27

maggio: 4, 11, 18

Elenco delle lezioni del secondo modulo (febbraio – maggio)

1 – La Sistina e gli antenati tristi di Michelangelo…

2 – Per le corna di Mosè…

3 – Caravaggio e gli occhiali del giudeo miope.

4 – L’ebreo errante…

5 – Il rogo del Talmud e le immagini indottrinanti della Controriforma

6 – Fuori i mercanti dal Tempio!

7 – La superiorità greca di Winckelmann e l’ideale neoclassico tradito 

8 – Un grand tour con Solomon Alexander Hart

9 – Pregiudizi d’Oriente: dalla reggia del Faraone all’archetipo della “belle juive”…

10 – Il Tribunale dell’inquisizione, La “matanza” di Toledo e la cacciata di Spagna: pittura ottocentesca di storia e di memoria.

11 – Il Novecento e la scuola di Parigi: dalla Belle Époque alla Shoah…: conclusioni

A.A.A.: Arte, Antigiudaismo e Antisemitismo…: la struttura del corso

Da una serie di rapide incursioni nei principali temi di storia dell’arte (architettura, scultura, pittura), da Giotto sino alle soglie della contemporaneità, progressivamente, docente e partecipanti toccheranno alcune tappe dell’evoluzione sincronica di alcuni testi figurativi e dei connessi linguaggi estetici. Si cercherà di coglierne importanza e fortuna, per comprendere, nei vari esempi, il necessario contesto storico e stilistico, per decifrare, in modo comparatistico, interazioni, relazioni, trasversalità, e funzioni.  

Cominceremo il percorso con Giotto per leggere il cosiddetto “Bacio di Giuda” della cappella degli Scrovegni, icona testuale carica di pathos. Il committente dell’opera fu il cattolicissimo Enrico Scrovegni, figlio del facoltoso usuraio Reginaldo Scrovegni, uomo arricchitosi tramite il commercio del denaro che con l’arte esibiva l’amore per il mondo e il potere. Come si sa, l’arte non è mai leggibile al di fuori del proprio quadro di riferimento e Giotto lo dimostra. Dal Bacio di Giuda si sviluppa la prima di una serie di metafore dell’arte stessa. Ma se la figura di Giuda è alla base dell’antisemitismo cristiano, possiamo fingere che non ci sia molto di più oltre il dato estetico?  

Giotto, figura nodale della cultura pittorica occidentale, anticipatore dei valori formali e ideali del Rinascimento, innova l’immaginario italiano ed europeo con un linguaggio figurativo che dopo di lui porterà a Masaccio a Piero della Francesca a Raffaello. Giotto, parallelamente, aggiorna gli stereotipi con cui il cristianesimo aveva costruito i capisaldi dell’antigiudaismo, sul piano teologico, fin dai tempi di Paolo di Tarso e poi di Agostino.

Il percorso scelto non si tira indietro di fronte ai marosi delle letture, per azzardare ipotesi sul significato dei vari testi iconografici, per capire quanto si possa ritrovare dentro di essi. 

Il Rinascimento e Michelangelo continuano a parlare di arte religiosa, di cristiani ed ebrei. Ci soffermeremo, solo per fare un altro esempio, sulla Cappella Sistina e sulle lunette che rappresentano i cosiddetti “antenati” (Giacobbe e Giuseppe, Ezechia, Manasse, Amon…). I personaggi sono rappresentati, talvolta, con le pose e i gesti tipici di vizi capitali come l’accidia oppure la melanconia, vale a dire con aspetti negativi. Per di più Michelangelo li rappresenta con gli abiti e i contrassegni identitari imposti dal papa agli ebrei di Roma del tempo. In altre parole, Michelangelo offre una rappresentazione di parte degli antenati del Cristo (l’allegoria che veicolano è dunque la renitenza del popolo giudaico a conformarsi al modello cristologico)

Cristo, con riferimento al Giudizio Universale, è invece delineato non come Gesù (e dunque come un ebreo qual era) ma come un Apollo dall’anatomia classica e dalla statuaria bellezza greca. È lui il modello metaforico proposto, un modello che chiede al cristiano di conformarsi, in senso allegorico, al suo essere. Ci interessa, a tal proposito la persistenza dell’arte figurativa che assimila modelli classici e che, soprattutto nel corso del Rinascimento, li recupera filologicamente e li riattualizza anche come testimonianza di una perfezione che nell’antico ripropone la rinascita della città eterna nel segno papale.

Gli esempi toccati dai precedenti accenni (e tutti quelli delle varie lezioni), ovviamente, non sono esaustivi di una materia vasta come il mare. Più semplicemente delineano una direzione che conduce alla contemporaneità. 

Due moduli per venti appuntamenti di 90 minuti per ampliare la conoscenza di una realtà in cui appare preminente la relazione tra un’arte occidentale che inizialmente predilige i temi religiosi e che, con questi, utilizza un pregiudizio antigiudaico. 

Con la fine dell’ancien regime, con l’età dell’emancipazione, vecchi pregiudizi (come il deicidio) cedono il campo a visioni cospirazioniste.  Ma gli stereotipi (come quello del “naso ebraico”) sono duri a morire. Le immagini visive dell’arte cristiana medievale, in epoca a noi prossima, si amplificano con la propaganda nazista creando un crescendo di odio e morte…

Il docente

Gianfranco Ferlisi (laureato a Parma) è critico e storico dell’arte. In quarant’anni di studio e ricerca si è occupato principalmente di Rinascimento, Otto, Novecento e arte contemporanea. Ha operato presso la Provincia di Mantova con numerosissime rassegne curate alla Casa del Mantegna. Ha lavorato come storico dell’arte presso il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova e, infine, presso le Gallerie Estensi di Modena e Ferrara, dove si è occupato della valorizzazione della donazione Panza di Biumo a Sassuolo e della collezione ottocentesca. Da diversi anni è direttore del Museo d’Arte Moderna dell’Alto Mantovano e curatore della raccolta di Palazzo Menghini a Castiglione delle Stiviere. Ha curato numerosissime mostre, tra cui ricordiamo almeno Ugo Celada da Virgilio 1895-1995. L’incanto del disegno. La magia della pittura (MAM di Gazoldo degli Ippoliti, e Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova, 2016), Il sentiero della luce (PAN di Napoli, 2020 con Philippe Daverio), Infernus (Basilica di Palladio di Vicenza, 2021) e l’antologica dedicata ad Archimede Bresciani (MAM, 2021). Si è occupato dei temi dell’antisemitismo e ha svolto specifici corsi con l’associazione Nodedim di Roma e col Meis di Ferrara (Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah).

Costo del corso: 130 euro per 10 lezioni (iscrizione al secondo modulo pari a 120 euro per chi ha partecipato al primo modulo) da corrispondere cliccando sul link sottostante… 

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.