Il Comune di Oppeano, a Ca’ degli Oppi, celebra la memoria di Dante Bertini, uomo, poeta, pittore e capostipite di una famiglia di artisti.

Sabato14 dicembre, alle ore 17:30, si aprirà, dopo la tappa di Roverbella, un’altra opportunità per visitare una grande mostra presso il Teatro Salus (via Dante Bertini n. 66 Ca’ degli Oppi di Oppeano di Verona), con cinquanta opere preziose, tra dipinti e disegni di questo grande cittadino del mondo che fu Dante Bertini (1878, -1944), una mostra che rompe un lungo silenzio sulla sua figura.
Afferma Gianfranco Ferlisi, il curatore della rassegna, che Dante Bertini, agli albori del Novecento, era considerato uno dei più raffinati pittori mantovani, noto per il suo lirismo e la profonda adesione alla più solida tradizione figurativa. Esponeva con artisti come Mario Moretti Foggia e Archimede da Gazoldo nelle rassegne milanesi, e partecipava attivamente alla Famiglia Artistica di Milano. Nei suoi paesaggi, emergeva, fin dalle prime prove, una connessione autentica con il mondo padano e ovviamente veronese (Ca’ degli Oppi fu la sua seconda patria). La sua poesia figurativa e raccolta tradiva l’influsso delle radici mantovane, arricchite dagli studi con Dall’Oca Bianca, dalla frequentazione della Cignaroli e dal più aggiornato e dinamico clima milanese.
A Ca’ degli Oppi, questo evento, dunque, è una profonda rimembranza della vita e della sua arte (pittorica e poetica)i e offre, a tutto il pubblico veronese , opere di un pittore che, per qualità e forte impatto emozionale, rientra tra i grandi protagonisti che si affacciano, con autorità, sulla scena del primo Novecento.
Tutto ciò si deve anche alla collaborazione del Gruppo di Ricerca e Tutela della Storia Roverbellese, al volume di Bruno Bertolaso che conserva tuttora la sua memoria nel contesto di Oppeano e di Verona e all’intera municipalità scaligera (gemellata con quella mantovana di Roverbella) che ha apprezzato e importato l’iniziativa mantovana. Ci perderemo così, di nuovo, nella bellezza dei suoi dipinti che, come sottolinea ancora il curatore, “servono a scoprire una pittura che cattura il respiro del vento e l’unicità di ogni albero, gesto e volto umano. Le opere e i testi poetici di Bertini si offrono come esperienze memorabili, capaci di incantare e ispirare.
Questa nuova opportunità espositiva farà davvero conoscere il pittore, il quale portò sempre con sé, in ogni opera, il profumo delle sue radici, legate alla natura e alla vita rurale. Oltre l’accademico purovisibilismo, Bertini cercava infatti di esprimere la corrispondenza tra mondo esterno e sensazioni interiori, ritraendo paesaggi umili e ritratti che trasmettono intensamente mille emozioni”.


