MEMO FORNASARI: SPAZIO + COLORE dal 30 aprile alla Casa di Rigoletto

MANTOVA

Alla Casa di Rigoletto il 30 aprile alle 18:00 inaugura Spazio + Colore che celebra con una trentina di opere l’arte di MEMO FORNASARI (Mantova 1910 – Verona 1982) per la cura di Carlo Micheli.

L’iniziativa, Patrocinata dal Comune di Mantova, sarà visitabile alla Casa di Rigoletto, situata in piazzo Sordello a Mantova, tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00 fino al 25 maggio.

Dal testo critico in catalogo

di Carlo Micheli

Memo Fornasari – Torsione – 1962 – 59×55,5 cm – olio su masonite

La mostra che il Comune di Mantova dedica a Memo Fornasari, mantovano di nascita, intende rendere omaggio ad un pittore di qualità che raggiunse picchi di notorietà e considerazione ragguardevoli. Vincitore di due “Compasso d’oro” realizzò oggetti di design che si imposero a livello internazionale per l’assoluta innovazione delle linee.Esordì come futurista, invitato da Boccioni a partecipare alla prima triennale romana, ma se delle sue opere di quel periodo non è rimasta traccia, va detto che tutta la Sua produzione riflette le pulsioni e il fermento innovativo di quegli anni, soprattutto nei cicli delle “galassie” e delle “radiografie cromatiche”.

Memo Fornasari – Tempesta – 59×55,5 cm – olio su tavola

Se queste ultime costituiscono la fase decisamente più originale e riconoscibile della sua produzione, toccando apici rilevanti sia sotto il profilo estetico che concettuale, le “galassie” avvicinano Fornasari agli eventi più rilevanti della ricerca artistica di quegli anni, inserendolo nel novero dei grandi innovatori spazialisti quali Fontana, Dova, Crippa. La sua “galassia oro”, condotta a fresco, con inserti metallici, data addirittura 1947 e si pone come una delle prime esperienze del genere.

Memo Fornasari – Mollusco – 1962 – cm 85x 55 – olio su carta

L’eclettismo profondamente radicato nel suo DNA, lo porterà a sperimentare continuamente nuove strade, materiali, forme d’arte, contribuendo a trasformare la galassia della sua produzione artistica in una “nebulosa” spesso impenetrabile e indecifrabile. Ma si diceva delle radiografie cromatiche, di quegli studi sospesi tra la concretezza del colore e delle sue infinite varianti e l’astrazione delle forme, dei grovigli segnici che sembrano imbrigliare la luce, per poi restituirla sotto forma di sfumature e trasparenze degradanti… Forse a questo equilibrio conciliatorio tra realtà e astrazione si riferiva Guidi affermando che: “…Tanti avvenimenti importanti del secolo li ha messi lei, nella sua opera, dominandoli con sapienza”.

Un riconoscimento che suona come un auspicio, affinché la stella di Memo Fornasari ritrovi il suo spicchio di cielo nella tormentata galassia dell’arte.

MEMO FORNASARI

Dalla sua biografia: 

Domenico (Memo) Fornasari è nato a Mantova il 2 dicembre 1910 ed è morto a Verona l’11 ottobre 1982.
Sin da ragazzo le arti figurative esercitano su di lui un grande fascino. Studia Belle Arti e affina la sua sensibilità artistica interessandosi di architettura, teatro, cinema, arredamento, completando così il suo senso raffinato di esteta. Dotato di fantasia creativa e innovatore per natura partecipò giovanissimo al movimento futurista, esponendo opere all’internazionale Futurista di Roma del 1932. In quel tempo molte mostre di avanguardia in Italia e all’estero videro Fornasari sempre in linea con i grandi nomi della pittura contemporanea. Nel 1939 esegue alcuni affreschi nelle chiese parrocchiali di Cerese di Virgilio e di Bagnolo San Vito su commissione della Curia di Mantova. Tra il 1940 ed il 1952 si dedica al cinema, realizzando una ventina di documentari a Roma. Anche l’arredamento gli regala successi, infatti grazie alle sue capacità innovative gli vengono affidati i lavori di arredo di moltissimi appartamenti, negozi e bar. Si occupa anche di design realizzando per la L.A.P. di Grezzana (VR) una serie di oggetti in peltro. Fu un valente tecnico, negli anni cinquanta apre infatti con grande successo una fabbrica di banchi raffreddati a Verona. Nel 1961 torna alla pittura con una mostra alla galleria San Luca di Verona dove espone le sue radiografie cromatiche, nell’aprile dello stesso anno espone a Parigi.Numerose sono le sue mostre collettive e personali nonché le sue partecipazioni a premi.

[…] A Milano riceve il Compasso d’Oro per le creazioni in vetroresina Pioner e casa prefabbricata rotonda. Le opere recentissime di Fornasari sono una pittura pensata in molti anni di meditazione, di studi, di prove e realizzata con metodi e tecniche originali, frutto di pensiero, cultura e sensibilità artistica.
Nel 1978 alla Bottega dell’Arte di Caserta, organizza la sua ultima mostra personale. Dal 20 gennaio al 4 febbraio 1979 partecipa alla rassegna “Padania ‘79 – sei artisti del nostro tempo” alla galleria Padania di Reggiolo. Nel 1981 alla 6à edizione del premio Mantova riceve la targa premio della rivista “Noi a Milano”. Esteta e stilista, è noto come il designer degli oggetti forma in peltro, per i quali gli sono stati assegnati 18 premi internazionali, e le composizioni strutturali in metallo astratte. E’ nominato membro dell’Accademia Internazionale degli artisti professionisti. Accademico della Tiberina e dell’Accademia dei ‘500.

Muore a Verona l’11 ottobre 1982.

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