Giorgio Montorio “colpisce” con Diabolik

LitoMontorio di Paolo Biondo (giornalista)

Il fumetto; momento di svago o strumento per far cultura; qualunque sia l’angolazione da cui si ammira questa espressione artistica che con i suoi eroi e miti ha segnato per molte generazioni il lento scorrere delle stagioni, il denominatore comune per moltissimi appassionati, da Bolzano a Canicattì, è la “matita” di un artista come Giorgio Montorio.

Il disegnatore mantovano passo dopo passo, soddisfazione dopo soddisfazione, vuoi con le sue intuizioni personali, vedi “Teddy Bob”, “Le Amazzoni”, “Pisellino” e altri ancora, vuoi con i classici dal calibro di Diabolik, Intrepido, Il Monello e via di questo passo, ha posto nel proprio baule dei ricordi qualcosa come 50anni di strisce o di albi o ancora di pubblicazioni.

Si, si è capito bene; da cinquant’anni a questa parte il mondo del fumeto parla attraverso lo stile e la bravura di Giorgio Montorio.

Egli sin da giovane, nella sua Viadana, quando matita alla mano disegna un cavallo bianco, sente dentro di sé l’amore per il disegno, per il disegno con la D maiuscola.

Un amore sconfinato per un’arte “povera”, ma chissà perché un’arte che alimenta dentro di lui emozioni indescrivibili che lo portano a creare degli eroi e dei miti che ancora oggi accompagnano le giornate di genitori e figli.

I personaggi disegnati dalla matita di Villaggio Eremo, anche se nella loro tridimensionalità virtuale, solo attraverso gli sguardi, i movimenti del corpo o del viso raccontano entusiasmanti avventure. In questi cinquant’anni di matita e china Montorio ha coltivato anche dei sogni, sogni che lo hanno mantenuto giovane e sempre attuale. Dentro di lui, infatti, vive ancora quel bambino che riproducendo i personaggi Disney sentiva di avere molto ancora da dire. Non a caso si è posto al fianco di artisti del nuovo millennio per aiutarli a crescere ed oggi è sempre più un punto di riferimento per le nuove leve del fumetto, di quel fumetto che non si è lasciato prendere la mano dalla tecnologia e che quindi ha mantenuto intatta tutta la sua genuinità.

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Per concessione dell’Astorina Giorgio ha realizzato per “Meglio Mantova” l’etichetta di un prestigioso spumante, una illustrazione liberamente ispirata alla mostra di Mirò a Palazzo Te.

La bottiglia è a tiratura limitata e il ricavato sarà consegnato all’Archivio di Stato di Mantova per partecipare all’acquisizione di cinque lettere mercantili dell’anno 200, recentemente ritrovate nell’incavo di un muro mantovano. Tali lettere rappresentano la testimonianza di scambi di lane, sete e altri tessuti tra Mantova e altre città e l’utilizzo del volgare parlato già in quel periodo.

Per sé Giorgio Montorio continua a pensare di poter ampliare il proprio bagaglio d’esperienza al punto che nel cassetto ha posto progetti che vanno dalla creazione delle copertine e dei disegni interni di libri di giovani autori alla realizzazione dei modelli che gli stilisti potrebbero utilizzare per le loro nuove linee di design.

Altro sogno che lo sta stuzzicando da qualche anno è quello di riuscire a firmare su un quotidiano la striscia del fatto del giorno.

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