MANTOVA OSPITA “IL GIARDINO INCANTATO”

image  di Mendes Biondo (giornalista)

MOSTRA PROLUNGATA SINO AL 5 LUGLIO 2015

Palazzo Te a Mantova ospita, per la seconda volta, una mostra dedicata all’arte cinese e lo fa con grande stile e gusto espositivo.

Le opere di Ai Weiwei  assieme a quelle dei suoi collaboratori Meng Huang e Li Zhanyang, che trovano il loro contesto nella mostra intitolata Il Giardino Incantato,  riescono ad instaurare un piacevole dialogo con gli affreschi del ‘500 del palazzo ed in alcuni casi portano l’esegesi di entrambe le opere ad un livello più elevato.

La collettiva fa ruotare la propria forza intorno ai lavori di Ai Weiwei, artista, designer nonché attivista cinese, noto ai più per essere il cofondatore, negli anni ‘70, del gruppo di artisti  “Stars”. Nel 2003  fonda il suo studio di architettura, il «FAKE Design» e sempre nello stesso periodo lavora a vari progetti con gli architetti svizzeri Herzog & de Meuron. Insieme vincono il concorso per il progetto dello Stadio nazionale di Pechino e del padiglione della Serpentine Gallery di Londra. Dell’architetto “dissidente”, a Mantova, sono stati esposti prettamente lavori inediti e questo dovrebbe far riconoscere maggiore prestigio alla città che ha deciso di ospitarli.

csm_Li-Zhanyang_Night-Scene-Chongqing_2001_AP_87180b2d3c

I dipinti di Mengh Huang, nei quali l’uso del colore nero si stratifica e addensa come se fosse una “pasta” vischiosa a mo’ di catrame, riempiono le stanze del Te più “spoglie” mentre le sgargianti colonne di Ai Weiwei, dai tratti marcatamente orientaleggianti, riposano distese a terra come dopo un terremoto nella Sala dei Giganti.

La Sala dei Cavalli si tinge di mandarino con la processione di coloratissimi cavalli, realizzati sempre da Weiwei, che evoca al visitatore la presenza dell’Esercito di terracotta che accompagna il riposo dell’imperatore Qin Shi Huang Di.

Di Li Zhanyang ci sono piccoli teatrini di creta e statue  rappresentanti scene di vita quotidiana con il suo squallore e i suoi problemi che si vanno ad inserire nel contesto della Sala degli Stucchi quasi a voler simboleggiare che tutti i fasti dell’antichità classica sono anch’essi ammantati di bassezza morale e sotterfugi.

csm_Meng-Huang_Secret-Pond-no_5_孟煌_秘密池塘之五_2007_d3fb724df9

Il plauso alla buona riuscita va alla curatela ben fatta da Sandro Orlandi Stagl e Mian Bu; il rischio che si poteva correre con una scelta espositiva simile era quello di trasformare il Palazzo Te in un grande scatolone utile solo a contenere delle opere di altri artisti, di altri tempi, di altri luoghi mentre Il Giardino Incantato dà quasi la sensazione che la grande casata virgiliana abbia deciso di ospitare quella degli Imperatori d’Asia proprio in quei locali che erano adibiti a feste e ricevimenti e che questi ultimi abbiano omaggiato Mantova con le sue opere migliori.

Ai Weiwei, Mengh Huang, Li Zhanyang, Il Giardino Incantato

Palazzo Te a Mantova dal 7 marzo al 6 giugno 2015

http://www.palazzote.it/pte/

Rispondi