Il 12 aprile a Goito i Bersaglieri rivivranno la storia sul ponte della Gloria

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di Paolo Biondo (Giornalista)

Cresce l’attesa a Goito per i festeggiamenti del 167° anniversario della Battaglia sul Ponte della Gloria e del Battesimo del Fuoco dei Bersaglieri che si terranno domenica 12 aprile con la tradizionale rievocazione storica.

Come vuole un copione ormai consolidato nel tempo Comune e responsabili locali e provinciali dell’Associazione Italiana Bersaglieri, si sono posti dietro le quinte dell’evento con tanto entusiasmo e spirito patriottico per far sì che la giornata regali forti emozioni a tutti. Inoltre in loro vi è pure l’intento di far comprendere alle nuove generazioni il valore culturale, sociale ed umano della pagina storica che verrà raccontata per l’occasione.

La mattinata si aprirà con il raduno dei partecipanti previsto a partire dalle 9 in piazza Matteotti; sono attesi, a tale proposito, molte autorità istituzionali e militari oltre ovviamente le fanfare e tanti bersaglieri in servizio e a riposo.

Alle 9,15 si terrà la cerimonia dell’alzabandiera che lascerà, poi, posto alla celebrazione nella basilica Madonna della Salute del capoluogo goitese della Santa Messa.

Al termine, sarà proposta una cerimonia di commemorazione dei caduti con la posa di una corona d’alloro al monumento eretto in piazza Matteotti. A questo punto entra nel vivo la rievocazione storica con il corteo che si porterà al Ponte della Gloria per l’attraversamento al passo di corsa accompagnato dall’atmosfera creata dalla Fanfara dei Bersaglieri.

Subito dopo si terrà al monumento del Bersagliere la posa di una corona d’alloro e l’intervento delle varie autorità.

In Piazza Gramsci, prima del rancio cremisi che verrà servito al Centro Aquilone, si svolgerà il concerto delle fanfare.

Alle 16, prima del rompete le righe, è stato inserito nella locandina l’ammainabandiera.

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La storia in breve

L’8 aprile 1848 a Goito durante la 1°guerra d’Indipendenza venne combattuta un’importante battaglia.

Il generale Radetzkj aveva sgomberato la riva destra del fiume Mincio lasciando solamente un distaccamento per difendere e distruggere il ponte; proprio in quel giorno avvenne il primo scontro tra le truppe austriache e il corpo dei bersaglieri, guidati dal colonnello Alessandro Lamarmora, che in quella occasione ebbero il primo battesimo del fuoco.

Nella cruenta battaglia, l’ufficiale Lamarmora venne seriamente ferito  e gli austriaci ne approfittarono cercando di resistere, ma dopo quattro ore di combattimento furono costretti ad oltrepassare il Mincio, facendo prima saltare un’arcata del ponte.

A quel punto, i bersaglieri si lanciarono all’assalto con foga ed impeto conquistando i pezzi nemici ed avendo ragione della Brigata Wohlgemuth.

Alla fine della contesa si contarono circa 120 caduti tra gli austriaci e 47 tra morti e feriti nei Piemontesi. Il ponte fu subito restaurato con tavolein legno per far si che l’esercito piemontese si potesse stabilire sulla sponda sinistra e il  re Carlo Alberto fu ospite nella canonica per qualche tempo prima di proseguire la campagna risorgimentale.

Il corpo dei bersaglieri nacque il 18 giugno 1836, per volontà del capitano Alessandro La Marmora. L’Ufficiale presentò al re Carlo Alberto uno studio per la formazione di una compagnia Bersaglieri, il sovrano accolse la proposta e, con R.D. del 18/6/1836, autorizzò la creazione della 1^ Compagnia del Corpo dei Bersaglieri.

La Marmora voleva formare reparti celeri di carabine che dovevano avere una notevole possibilità di rapidi spostamenti caratterizzati da un fuoco preciso e utile alle piccole distanze; in poche parole, l’intento era quello di avere a disposizione reparti di fanteria celere.

I bersaglieri dovevano avere grande resistenza alle fatiche, per effettuare tanti e rapidi spostamenti, ottima mira con la carabina e intelligenza per trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto.

Poco dopo la loro costituzione, i bersaglieri furono armati di una speciale carabina ideata e fatta costruire appositamente che aveva il vantaggio, rispetto a quelle in uso, di essere più leggera e di avere un tiro più celere.

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