Domani a Palazzo Soardi di Mantova MANTUA FELIX si congeda

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di G.Baratti (giornalista)

Domani 9 aprile alle 18 nella Sala degli Stemmi di Palazzo Soardi, Via Frattini n.60 a Mantova , verrà presentato il decimo e ultimo numero previsto de “Mantua Felix” (Ed. Sometti), presentato per la prima volta al pubblico nell’aprile del 2012.

Alla presentazione interverranno il sindaco di Mantova, Nicola Sodano, l’autore e curatore della collana, Rodolfo Signorini e l’editore, Nicola Sometti.

Questa preziosa collana di dieci libretti agili e preziosi, dedicati alle meraviglie, alle storie e ai personaggi che hanno fatto grande la città dei Gonzaga, diretta da Rodolfo Signorini, studiata e pubblicata in collaborazione con il Comune di Mantova, è giunta al termine con gli ultimi tre volumi: Sordello da Goito, Pietroadamo de’ Micheli – Teofilo Folengo, Vittorino da Feltre – Baldesar Castilione

Il decimo e ultimo volume della collana Mantua Felix racconta la vita di due personaggi mantovani di spicco, protagonisti della grande stagione culturale umanista: Vittorino da Feltre, il grande precettore ed educatore alla corte dei Gonzaga, e Baldassarre Castiglione, letterato di fama internazionale autore del Cortegiano.

Vittorino de’ Rambaldoni nasce a Feltre in una famiglia di umili origini, ma la sua sete di conoscenza lo porta presto a Padova per terminare gli studi all’Università e iniziando di fatto la professione dell’insegnamento: una vocazione che lo porta a Venezia e soprattutto a Mantova, alla corte dei Gonzaga, dove nel 1423 istituisce una vera e propria scuola realizzatrice degli ideali umanistici fusi con lo spirito cristiano, la Ca’ Zoiosa (Ca’ Gioiosa). Un modello di educazione straordinario e innovativo, fatto di ordine, uguaglianza e rispetto che accoglie sia futuri signori che figli di poveri, in cui la disciplina per lo studio e le arti viene alternata all’attività ginnica, realizzando un armonico sviluppo mentale e corporeo.

Baldassarre Castiglione, nato nel 1478 a Casatico di Marcaria nella corte di famiglia, è umanista, letterato e diplomatico: la sua prosa è tuttora considerata una delle più alte espressioni del Rinascimento italiano. Si occupa di politica nelle corti italiane ed europee, è uomo d’arme alla corte dei Gonzaga, ma è soprattutto un grande scrittore. La sua vita rimane legata a Il libro del Cortigiano, trattato pubblicato nel 1528 che, attraverso una serie di dialoghi immaginari alla corte di Urbino, disegna l’ideale figura del perfetto cortigiano: non solo di nobile stirpe e vigoroso, ma anche amante delle arti e capace di comporre versi.

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