GAZOLDO DEGLI IPPOLITI – “Raccontiamoci le mafie”, rassegna di autori e libri

Il sindaco Nicola Leoni con il vice Maria Pia Soanadi Paolo Biondo 

La lotta alla mafia; un impegno che a Gazoldo si traduce in una rassegna di autori e libri. Tolti i veli in Comune a Gazoldo degli Ippoliti della prima edizione della rassegna di autori e libri su mafia, legalità e giustizia dal titolo “Raccontiamoci le mafie”.

L’iniziativa posta in calendario dal 25 al 27 settembre prossimi porterà la firma dell’amministrazione comunale gazoldese in collaborazione con l’associazione Avviso Pubblico, realtà che annovera nel proprio direttivo nazionale il sindaco di Gazoldo degli Ippoliti, Nicola Leoni al quale è stato assegnato il ruolo del gruppo di lavoro “Infiltrazioni nell’economia legale”.

Ad illustrare i vari aspetti di questa importante e significativa vetrina vi erano il primo cittadino gazoldese che aveva al suo fianco il proprio vice ovvero Maria Pia Soana.

Manifesto del festival

Con questa tre giorni, totalmente finanziata da sponsor privati, si punta a sottolineare il valore che possono assumere strumenti come “Scrivere, leggere e parlare”, ottimamente rappresentati dal logo creato da Davide Schiavon, per contribuire, insieme al fondamentale lavoro compiuto dai magistrati e dalle forze dell’ordine, a sconfiggere la mafia e la cultura della corruzione o della mancanza di rispetto della legge e della legalità.

Alla manifestazione prenderanno parte numerosi personaggi che a vario titolo sono impegnati nella lotta alla criminalità organizzata come ad esempio Anna Sarfatti, Laura Torelli, Pierpaolo Romani, Enzo Cicone, Carlo Mauri, Alberto Vannucci e tanti altri.

Gli eventi saranno tutti gratuiti e si svolgeranno a Villa Comunale, presso la Biblioteca comunale e per l’occasione verranno coinvolte anche il mondo della scuola con incontri specifici che si terranno nell’Aula Magna della Scuola primaria e secondaria di primo grado.

Siamo convinti – puntualizza Leoni – che vi sia sempre più bisogno di cultura e di conoscenza per riuscire a seminare nelle persone e soprattutto nelle nuove generazioni, il seme della legalità. La lotta alla mafia si può vincere se si riesce a creare la collaborazione tra la società civile”.

Rispondi