GAZOLDO DEGLI IPPOLITI – INCONTRO CON RICCARDO GUIDO AUTORE DI “SALVO E LE MAFIE”

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di Valeria Pedrazzini

Dall’incontro con l’autore del libro sulla mafia dedicato ai ragazzi emergono note positive e di speranza.
“Negli ultimi 10 anni il vero cambiamento sul fronte anti mafia consiste nel fatto che i ragazzi, anche nelle zone più a rischio, non hanno più paura di parlare di mafia, non ne negano l’esistenza e sono in pochi a credere ancora che la mafia dia lavoro, abbia un suo codice d’onore e sia necessaria. Questo mi fa pensare che le mafie, benché ancora pericolosissime, si stiano indebolendo e mi fa ben sperare per il futuro”. Così conclude l’intenso e seguitissimo incontro di venerdì 25 settembre Riccardo Guido, autore del libro Salvo e le mafie (illustrato da Sergio Riccardi, casa editrice Sinnos 2013, collana Nomos) e consulente della commissione Parlamentare Antimafia.

12039704_1187017511314031_5413894844269628608_nIl libro è dedicato ai ragazzi dai 10 ai 15 anni, “anche se può essere molto utile e istruttivo anche per gli adulti”, afferma Azzolino Ronconi di Libera Mantova che modera l’incontro, e parla di Salvo, che ha 11 anni ed è bisnipote, nipote e figlio di mafiosi. Suo padre però decide di spezzare il cerchio e salvare la sua famiglia e invece di godersi la sua “posizione”, diventa collaboratore di giustizia quando ancora è a piede libero. Salvo, che per tanto tempo rimane separato dal padre, infine capisce il senso della sua scelta e ne diventa orgoglioso.

Alla domanda: “Da cosa nasce il guizzo di mettere Salvo, personaggio inventato, al centro di fatti veri che ripercorrono tutta la storia della mafia?” l’autore spiega che l’ispirazione viene da una storia vera di una pentita pugliese della Sacra Corona Unita che ad un certo punto ha temuto che i suoi 4 figli potessero uccidersi tra loro venendo da padri diversi e ha deciso di collaborare per dare un futuro diverso alla sua famiglia. Il libro fa poi parte di una collana, la Nomos, che cerca di spiegare i diritti ai giovani e il tema del tradimento e rottura con la famiglia è coinvolgente per i ragazzi in quell’età in cui loro stessi vivono questa rivolta interiore contro la famiglia. Portare una storia inventata in fatti veri, pur raccontati evitando di porre l’accento sulla violenza, consente di coinvolgerli e stimolarli e far comprendere come senza i pentiti l’antimafia non sarebbe nella posizione in cui è ora.

È un libro piccolo, ma frutto di un lungo lavoro, che condensa in modo agile e moderno una quantità molto ampia di materiale sulla mafia che va dall’epoca in cui la mafia lavorava per i latifondisti, fino ai giorni nostri, con la storia più recente del movimento antimafia. E’ impressionante vedere come sia antica la storia della mafia, che sembra appartenere al nostro DNA da sempre, e come invece il movimento antimafia sia più recente, considerando che l’associazione di tipo mafioso viene introdotta nel nostro codice penale come reato solo nel 1982. Nel libro l’antimafia entra in scena con la morte del giornalista Giovanni Spampinato e poi col “movimento dei lenzuoli” di Palermo, che fu il primo vero episodio di antimafia condivisa da tutti.

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“Al Nord, com’è noto, le mafie non esistono. Qualcuno non è d’accordo e ha pensato bene di farle conoscere a chi vive a Mantova e dintorni”. Così scrive l’autore nella pagina Facebook dedicata a Salvo e le mafie. Tutti sappiamo che esistono eccome e per far capire ai ragazzi che sono in grado di infiltrarsi senza farsi riconoscere, adeguandosi al territorio di conquista, nel libro i mafiosi di ultima generazione sono vestiti come noi, diventano irriconoscibili rispetto ai primi boss mafiosi. “Al Nord entrano senza violenza, in un modo avvolgente, con la faccia di chi vuole investire in un periodo di crisi”, spiega Riccardo Guido, “ma una volta che hanno messo piede in un territorio, in un’azienda, in un’amministrazione comunale, non se ne andranno più e quell’azienda, quel territorio e quell’amministrazione non saranno più tuoi.” Ecco perché è importanti che tutti, a partire dai ragazzi, facciano parte del movimento antimafia, che si fa con tutte le figure sociali e i giovani possono fare molto, perché hanno la testa libera dai condizionamenti, e non hanno paura.

Gli incontri con gli autori di Raccontiamoci le Mafie, 1° festival di autori e libri su mafie, legalità e giustizia voluto dall’amministrazione comunale di Gazoldo degli Ippoliti e in particolare dal sindaco Nicola Leoni, continuano fino a domenica 27 settembre sera.

Raccontiamoci le mafie: http://www.comune.gazoldo.mn.it

Facebook: Raccontiamoci le mafie

Salvo e le mafie: http://www.sinnos.org/tag/pietro-grasso/

Facebook: Salvo e le mafie

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