GIUSEPPE ROSSI, PADRE DEL “DENDRONATURALISMO ESPONE AL MALZFABRIK DI BERLINO

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Dal 12 febbraio al 29 febbraio

“FLU GAMES BERLIN 2” Organizzata dalla Jelmoni Studio Gallery, Giuseppe Rossi sbarca a Berlino, il pittore del “ Dendronaturalismo” espone tre tele in una collettiva all’interno di una fabbrica che cambia d’abito per diventare luogo vivace e creativo. 

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La Malzfabrik è un funzionale esempio di ripristino di un antico monumento. Il progetto di riqualificazione della fabbrica, così come dell’area circostante, ha cercato di preservare, valorizzare e recuperare la zona seguendo una filosofia di sostenibilità. Rinato come centro di grande interesse è da sempre luogo d’incontro di grandi artisti.

Il progetto focalizza l’interesse della ricerca e della selezione sull’arte contemporanea emergente, e il pittore sorianese Giuseppe Rossi ne è un esempio, dalle differenti e poliedriche forme espressive, rappresentata in una varietà di generi senza restrizioni: dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alle proiezioni che trovano spazio in una struttura davvero particolare.

L’impianto per la produzione di malto si è trasformato in una vivace isola creativa in una zona industriale urbana che stimola il “pensiero non convenzionale”. Uno spazio per nuove idee, immersi in un luogo dove gli edifici in mattoni irradiano da tutti gli angoli il fascino suggestivo delle antiche aree produttive, dove trovare serenità e cibo per la mente attraverso l’arte.

In questo spazio così anticonvenzionale che si rivela adatto all’esposizione d’arte contemporanea, il progetto vuole mettere insieme l’arte, quale forza propulsiva di emozioni e lo spazio di produzione che ancora è in essere nello spirito del luogo che vive ancora tra quelle mura.

L’obiettivo è quello di osservare l’Europa attraverso gli sguardi di artisti che finalmente si possono confrontare e trasmettere nell’arte un fluire di stimoli, come avviene quotidianamente e spontaneamente nelle strade della capitale tedesca, emozioni, tradizioni ed esperienze vissute in una delle città più dinamiche: Berlino. L’Europa è milioni di cose diverse… Berlino, che dell’Europa è il cuore, fa da sfondo a tutta la manifestazione, la Malzfabrik ne è la piazza.

cubic_ss.pngGiuseppe Rossi. Nasce a Roma nel 1958, vive a Manziana dove fin dai 16 anni si affaccia alla pittura, iniziano le prime esperienze in collettive ed estemporanee. A vent’anni nel ’78 fa la sua prima personale a Soriano nel Cimino VT, frequenta l’accademia di belle Arti di Viterbo, si affaccia negli studi di artisti importanti, uno su tutti Pedro Cano. Si trasferisce a Soriano nel Cimino.

Nel 2010 fonda il “Dendronaturalismo” nei suo quadri ci sono i tronchi centenari, millenari, dei castagni e olivi, ma a volte escono fuori delle forme che sono tanto altro, l’immaginazione vola tra quei buchi neri e nei meandri di linee che si rincorrono. I colori freddi e caldi regalano impressioni contrastanti: è lo Yin e Yang. Espone in molte città d’Italia, Roma, Torino, Forlì, Firenze, Arezzo, Padova, Spoleto, Carrara, Viterbo, Amelia, Bomarzo, Porto Cervo, Arco di Trento, Marina di Pietrasanta, Durazzo (Albania), Miami (USA), ecc.. Partecipa alla biennale di Firenze dove arriva un importante riconoscimento da parte della giuria internazionale con un premio speciale nel 2011, viene premiato al Festival di Spoleto, al Premio Centro di Soriano, partecipa alla biennale di Durazzo in Albania, partecipa a collettive importanti: a Spoleto insieme al critico Giammarco Puntelli, alla Triennale di Roma con Achille Bonito Oliva, all’Affordable Art Faire al MACRO di Roma, al Museo di Villa Vecchia a villa Doria Pamphili Roma, è presente allo Euart – Spectrum Art Basel Miami USA, partecipa alla prima Biennale Internazionale di Roma. Èpresente nei cataloghi Mondadori e nella 50° edizione del CAM (catalogo dell’Arte Moderna). Dal 2010 fa parte della Galleria Astrolabio di Roma, da maggio 2014 collabora con la galleria Orler Style Channel, Affordable Art Point

 Il Dendronaturalismo

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Tronchi macerati, contorti e nodosi di ulivi e castagni … Il bruno, l’arancio, il giallo paglierino, ma anche il bianco glaciale un azzurro trasparente sono familiari a chi passeggia, corre e lavora sotto le fronde ombrose estive o fra i secchi rami invernali.

Parola formata da due elementi Dendro – dal greco albero e Naturalismo – nell’arte è un atteggiamento caratterizzato dalla rappresentazione realistica di soggetti.

Questa nuova parola è stata coniata dalla Dott.sa Alessandra Corsi laureata in beni culturali e critica d’Arte, per la nuova arte di Giuseppe Rossi , nata appunto dall’osservazione delle piante a tutto tondo per poi incunearsi nei meandri dei tronchi contorti di Olivi e Castagni. L’artista si pone come obbiettivo la “Valorizzazione e la Salvaguardia della natura, attraverso una pittura attenta alle piante vetuste ed in particolare Olivi e Castagni secolari e millenari” per arrivare ad elevare questi a Monumenti Vegetali  sino a Monumenti all’Uomo. È sempre l’uomo artefice della buona o cattiva sorte della nostra Terra. Il momento ambientale che stiamo vivendo è a dir poco difficile, e chi lavora intorno a questi monumenti lo sa benissimo. La Globalizzazione produce cose buone come lo scambio tra i popoli e le loro culture, ma la terra e l’ambiente spesso non  sono pronti a sopportare tutti gli attacchi che arrivano da più parti, sono troppi, veloci e non siamo pronti. Troppo spesso l’ingordigia e l’avidità di pochi producono catastrofi, sfaceli per tanti è questo che sta accadendo alla nostra Terra e di conseguenza alle piante, il nostro territorio con i Castagni, il Salento con gli Olivi, sono presi di mira dai parassiti portati dalla globalizzazione, attaccano le nostre piante che vivono qui da millenni, dal tempo degli Etruschi o dei Messapi e nel giro di pochi anni le stanno distruggendo. Il “Dendronaturalismo” come arte si prefigge di porre l’attenzione a queste piante che regalano alla vista e alla mente viaggi introspettivi, è da questo che la rappresentazione della realtà prende connotazioni astratte o informali, ma è la fantasia dell’artista che sceglie particolari che spesso sfuggono all’osservazione dei più, e decontestualizzando spiazza l’osservatore. L’arte del Rossi è una pittura che prende di pancia, crea vibrazioni agli spettatori presi nei meandri e negli intrichi nodosi delle piante centenarie e millenarie, buchi neri che creano tensioni quasi ti risucchiassero come un Vortice prepotente e potente. Sono i particolari delle piante vetuste che cresciute nel tempo e curate dall’uomo hanno preso quasi le sembianze dell’uomo stesso, forme astruse e zoomorfe c’è tutto e niente, ma la nostra mente osserva e viaggia con la fantasia. È partito con il paesaggio naturalistico e le piante erano li presenti ma non prepotenti, poi la forza di queste ha preso il sopravvento fino a risucchiare la mente del pittore e portarlo in un viaggio ancestrale, fantastico, surreale, ora la sua pittura è ma non è …

È “Dendronaturalismo”

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