MANTOVA – “SEGNI D’INFANZIA” RINASCE COME UNA FENICE E SI VESTE CON LA PELLE DI UN LUPO

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di Mendes Biondo

Il tempo passa e le cose invecchiano, maturano, le persone crescono e i Festival di Mantova Capitale Italiana della Cultura mettono radici sempre più profonde e robuste. Questo è il sunto estremo di quanto è stato detto alla presentazione del nuovo simbolo Totem che accompagnerà i visitatori che, da tutto il mondo, ospiteranno la città virgiliana per prendere parte agli eventi di Segni d’Infanzia.

Mattia Palazzi sindaco di Mantova e Cristina Cazzola direttrice segni d'InfanziaNella Sala Consigliare del Comune di Mantova, in Via Roma 15, Cristina Cazzola, Direttrice artistica del Festival, il Sindaco della città ospite, Mattia Palazzi, la Responsabile Unicef per la sezione di Mantova Edda Gandolfi e la vicepresidente della Provincia Francesca Zaltieri, hanno illustrato al pubblico presente le novità che coinvolgeranno la nuova stagione della kermesse teatral culturale.

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A prestare la propria penna per il simbolo di riferimento è stata la mano illustre del Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo che, dopo numerose sollecitazioni da parte della Direttrice artistica mantovana, ha finalmente ceduto alla possibilità di portare, a modo suo, un segno di prestigio e di cultura all’interno di una cornice che non disdegna personalità locali quanto quelle internazionali.

Non sarà solamente il simbolo della rassegna ad avere una nuova mascotte prestigiosa ma anche il logo di Segni, che da questa edizione in poi sostituirà il “d’infanzia” per un più adulto ed internazionale “New Generations Festival”, ha una nuova veste grafica realizzata in collaborazione con dello Studio Sigla che ha lavorato ad un progetto che ha coinvolto i bambini della Scuola Elementare Sacchi di Mantova.

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Il lupo, pertanto, sarà la mascotte di questa edizione, con tutta la simbologia che ad esso appartiene, la sua ambivalenza, il suo significato ancipite di personaggio corruttore e al contempo iniziatore ad una maturazione che porta chi lo incontra all’età “adulta”. Un simbolo controverso, e forse rischioso, ma che, anche in questo caso, sottolinea l’amore per il rischio e per il mettersi in gioco che ha tutto lo staff della “ri-nata” Segni.

Un grande plauso è arrivato dalle autorità locali presenti alla conferenza stampa che hanno sottolineato l’importanza di iniziative come queste per rilanciare il territorio mantovano e la sua provincia e per dimostrare, a livello nazionale ed internazionale, che a Mantova è possibile fare sia cultura che accoglienza nei migliori dei modi e che il blasone di Capitale della Cultura non è stato un titolo gratuito ma qualcosa di meritato e, viste le iniziative messe a disposizione dei cittadini, sentito.

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