MANTOVA – SETTE ELEMENTI PER UN ARTISTA: HIDETOSHI NAGASAWA a PALAZZO DUCALE

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di Mendes Biondo

Un evento tutto dedicato all’esaltazione della linea e della forma architettonica quello promosso da LUBIAM in occasione di Mantova Creativa, facendosi sostenitrice di un grande ed inedito progetto di arte contemporanea nel Complesso Museale Palazzo Ducale. L’azienda, infatti, offrirà il proprio supporto logistico e metterà a disposizione le risorse necessarie alla realizzazione dell’opera “Vortici” che aprirà “Scultura in piazza”: un evento fra i molti a venire, che vedrà alternarsi alcuni dei più importanti artisti internazionali, ciascuno dei quali presenterà una grande opera realizzata specificamente per lo spazio di Piazza Castello e qui installata per la durata di un anno.

Il primo artista selezionato per questa iniziativa è Hidetoshi Nagasawa, nato in Giappone e residente da molti decenni in Italia, scultore sempre attento allo spazio e all’architettura. L’opera realizzata si mette in dialogo con le dimensioni di Piazza Castello e le sollecitazioni ambientali che da qui provengono. Per Palazzo Ducale, Nagasawa ha ideato un grande vortice composto da sette pannelli curvi di una lega di alluminio e titanio, ognuno della misura di sei metri di lunghezza per due di altezza e dallo spessore di trenta centimetri.

Secondo l’artista il vortice che viene creato dalla disposizione dei sette elementi è metafora dell’energia stessa che anima il mondo, dalla forme vegetali a quelle cosmiche (basti pensare ai buchi neri), secondo un movimento concentrico che invita letteralmente gli spettatori ad entrarvi e girarvi all’interno. Collocata nell’emiciclo della grande esedra di Piazza Castello, la scultura Vortici di Nagasawa si inserisce nello spazio concentrando al suo interno l’energia stessa della piazza e dell’architettura circostante.

La sua forma allusiva e emblematica, riavvolge la storia intorno a simbologie, forme e imprese gonzaghesche che costellano pareti e soffitti di Palazzo Ducale, a partire dal celebre labirinto del Forse che sì forse che no. Vortici è un’opera nuova per Nagasawa, pur se il tema del movimento a spirale è già stato sperimentato dall’artista giapponese, anche se su piccole dimensioni.

Nel 1979 aveva infatti realizzato l’opera Galassia facendo rotare le dita della sua mano su una piastrella di argilla di 30 centimetri di lato. Ma c’è di più visto che la scultura di Nagasawa, nel 2017, allo scadere dell’anno espositivo, resterà sul territorio: verrà infatti lasciata in prestito permanente all’azienda dallo stesso artista, che collocherà l’opera nel grande spazio all’aperto della sede mantovana di LUBIAM. In concomitanza con la conclusione dell’evento, per i tipi di Electa Mondadori uscirà il catalogo in una curata veste editoriale appositamente ideata per Palazzo Ducale.

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Per chi non lo conoscesse, Hidetoshi Nagasawa è nato a Tonei (Manciuria) nel 1940. Vive e lavora tra Milano e le colline di Biella, dove ha recuperato una vecchia fabbrica tessile adattandola a studio ed abitazione. Dopo un lungo viaggio in sella ad una bicicletta della durata di poco più di un anno, dal Giappone approda nell’agosto del 1967, come tappa finale di una sorta di Odissea personale, a Milano, decidendo di rinunciare alla professione di architetto per dedicarsi all’arte. Tutta la sua opera si basa sull’elaborazione di ambienti di contemplazione, di sculture di equilibri instabili quasi a sfidare le leggi gravitazionali terrestri, utilizzando intrecci o coesistenze di materie diverse (legno, ferro, rame, carta, marmi, pietra): costruzioni spesso al confine tra architettura e scultura, come dimostrano i suoi giardini a Certaldo, Brisighella e Quarrata e la sua scultura collocato nel Giardino di Celle presso la Collezione Gori. Una ricerca, quella di Nagasawa, che tende a costruire un punto d’equilibrio tra la cultura orientale d’origine e quella occidentale d’adozione, fondendo elementi mitici e credenze religiose. Fondamentale è il valore che Nagasawa dà al luogo ed al viaggio, come testimoniano alcune sue opere dedicate all’archetipo del viaggiatore e del navigatore solitario, quale il bastone e l’imbarcazione.  Nel corso della sua carriera ha preso parte a numerose edizioni della Biennale di Venezia e alla IX edizione di Documenta a Kassel. Ha esposto in mostre personali e collettive nei principali musei di tutto il mondo, tra cui il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, Villa delle Rose della Galleria Comunale di Bologna, la Fondazione Mirò di Palma de Maiorca, il MACRO di Roma, il Museum of Modern Art di Saitama e di Kawagoe, il National Museum of Art di Osaka, il Museum of Modern Art di Kamakura e di Hayama, il Palazzo della Triennale di Milano, il FRAC di Fontevraud, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, il Middelheim Museum di Anversa, il National Museum of Modern Art di Osaka, il Museum of Contemporary Art di Hiroshima, il Municipio Adachi-ku di Tokyo, il Contemporary Art Center di Mito.

(foto web)

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