
G.B.
Nell’Alto Mantovano capita spesso che alcuni momenti, occasione di condivisione e di aggregazione della comunità, derivino da una tradizione radicata che intreccia elementi della devozione cristiana alle usanze secolari di uomini il cui tempo era scandito dai ritmi della natura.

Un esempio importante è rappresentato ad Asola dalla Festa di Sant’Antonio Abate, patrono degli agricoltori e degli animali domestici, che nell’Alto Mantovano viene famigliarmente chiamato “Sant’Antòne chisulér”, per i dolci tipici, i “chisöi” appunto, che in molte case ancora oggi si preparano.
Cosa si potrà degustare nei locali durante la festa? Il salame alla brace comunemente detto brasaröl, gli immancabili tortelli di zucca, al chisöl, la sbrisolona e la schiacciata con i ciccioli (chisöla con le grépule).
Non possono mancare i fuochi pirotecnici, musica con la banda locale, offerta di vin brulé con i tradizionali dolci legati alla festa, ma soprattutto, per favorire il rinnovamento della natura scacciando l’anno vecchio, il gran falò (buriel) che può superare, nella sua struttura preparata in diversi giorni di lavoro da molti volontari, i dieci metri.
In definitiva il significato di questa tradizione ha lo scopo di allontanare dagli animali domestici e di stalla le malattie infettive e con la “morte” del vecchio anno agricolo, un buon auspicio per quello appena iniziato.