SAN BENEDETTO PO – UNA MOSTRA DI QUADRI “VERAMENTE FALSI” DEDICATI AL GENIO DI ANTONIO LIGABUE

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DAL 21 GENNAIO AL 26 MARZO 2017

Di Mendes Biondo

A San Benedetto Po è stata inaugurata la mostra “Veramente… falsi”, un’antologica situata nel Palazzo Municipale della cittadina che raccoglie l’intero lavoro di Fulvio Baratti, pittore locale che, a partire dal 1983 ha dipinto e riprodotto i lavori di Antonio Ligabue.Una passione nata con il tempo e grazie all’incontro con il documentario di Flavio Bucci girato da Salvatore Nocita a Gualtieri dedicato a Ligabue. “Sono rimasto colpito dal suo modo di dipingere e da quel momento ho deciso di seguirlo maggiormente. Nell’83 sono andato a vedere le sue opere in mostra a Gualtieri e lì ho comperato un suo catalogo.

Tra le tante emozioni anche la sorpresa di scoprirsi nato lo stesso giorno, a qualche ora e diversi anni di distanza, del pittore emiliano. “Questo ulteriore elemento mi ha spronato a mettermi a dipingere. Ho pensato che, siccome di pittori ce ne sono un po’ dappertutto, avrei potuto fare anche io qualcosa di interessante.

Nella mostra di San Benedetto Po è presente anche il primo quadro facente parte l’intera produzione del Baratti. “Sono contento di vedere esposto anche il mio primo quadro fatto nell’83. Credo si veda la mia situazione di principiante di allora. Ricordo che lo diedi ad un mio amico. A distanza di anni ho dipinto sempre e solo Ligabue anche se a volte mi sono divertito a copiare Van Gogh e Monet ma non mi danno la stessa emozione.

Il rapporto con il pittore di Gualtieri, per Fulvio Baratti è molto profondo “Ligabue mi fa venire la pelle d’oca tutte le volte che lo vedo e così ho continuato a dipingere per 8 anni e con dei risultati abbastanza interessanti.

Ma c’è di più, visto che nel 2015, in occasione dei 50 anni dalla morte del pittore, Fulvio Baratti ha deciso di intraprendere un viaggio da San Benedetto Po a Gualtieri, costeggiando l’argine del Po con la sua Moto Guzzi e protetto dal vento da un tabarro svolazzante.

Il gesto è stato simbolico anche in vista del fatto che Ligabue era un amante della Moto Guzzi riuscendo a possederne fino a 12. “Anche io ho una moto Guzzi – ha raccontato Baratti – un motore piccolino acquistato proprio nell’83. Il 27 maggio sono partito con il tabarro e il Guzzino e ho fatto tutto l’argine per andare a Gualtieri e la gente e le macchine mi strombazzavano perché mi vedevano andare in quel modo e rimanevano colpiti dal movimento del tabarro. Quelli che incontravo rimanevano perplessi ed è stato un momento simpatico. In ogni caso per me è una tradizione andare tutti gli anni a portare un fiore a Gualtieri.

Questa mostra è stata per Fulvio l’occasione per ritornare in carreggiata con la pittura “mi dispiace solo di non aver più la forza di dipingere ancora Ligabue anche se in questi giorni mi sono gasato e ieri notte non sono andato a letto e sono rimasto a dipingere tutta notte. Spero che questo mi faccia voglia di dipingere ancora.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.50

fino al 26 Marzo

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