MANTOVA – “APRIRE O CHIUDERE LE FRONTIERE? IL PENSIERO DELLA CHIESA”

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Il pensiero della Chiesa sull’immigrazione al centro di un incontro promosso da alcune realtà diocesane. Interviene monsignor Agostino Marchetto, già segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti

Il fenomeno migratorio è ormai un dato strutturale del nostro tempo: non c’è Paese che non lo conosca, per origine, transito o destinazione. Di fronte a quella che viene considerata invece un’emergenza, la domanda più comune è: aprire o chiudere le frontiere? Il dibattito è aperto e per capire il pensiero della Chiesa sul tema è in programma un incontro giovedì 26 gennaio alle 20.45 presso la sala delle Capriate del Centro Sant’Andrea, in piazza Alberti a Mantova. La serata, a ingresso libero, fa parte del ciclo “Cultura e carità” ed è organizzata da varie realtà diocesane: Caritas, Pastorale Sociale, Fondazione Migrantes, Centro per il dialogo tra fede e cultura, Centro Missionario e Azione Cattolica.

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L’iniziativa rientra nelle celebrazioni della Giornata per il migrante e il rifugiato, festeggiata a livello diocesano domenica 22 gennaio. È prevista la partecipazione di monsignor Agostino Marchetto, per quasi un decennio segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti. Nella sua esperienza diplomatica ha svolto servizio in Zambia, Cuba, Algeria e Mozambico e ha ricoperto l’incarico di nunzio apostolico in Madagascar, Isole Mauritius, Tanzania e Bielorussia. È autore del libro “Chiesa e migranti: la mia battaglia per una sola famiglia umana” (Editrice La Scuola).

Monsignor Marchetto più volte ha sostenuto che le decisioni politiche non sono di pertinenza della Chiesa, che può offrire però degli orientamenti. La politica ha il dovere di conciliare diversi diritti fondamentali dell’uomo: da una parte, quello di non essere costretti a emigrare dal proprio Paese; dall’altra, la facoltà di farlo come libera scelta. Di contro, esiste anche il diritto di ogni Stato di governare i flussi migratori in virtù del bene comune nazionale, cui fa da contraltare il diritto degli immigrati di essere accolti con dignità.

Nelle decisioni politiche andrebbe quindi tenuta presente la necessità di coniugare sicurezza e solidarietà, un’esigenza troppo spesso disattesa sul piano concreto.

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