MANTOVA NELLA MORSA DELLA SICCITÀ: A RISCHIO I RACCOLTI DI ORZO E FRUMENTO

siccità nel mantovano.jpg«Se non ci saranno precipitazioni entro i prossimi dieci giorni, i raccolti 2017 dei cereali autunno-vernini sono a forte rischio». A lanciare il grido d’allarme è Roberto Begnoni, presidente della sezione economica cerealicoltura di Confagricoltura Mantova, che riporta una volta di più l’attenzione sull’emergenza siccità. Perché di emergenza ormai si tratta, dato che sono quasi quattro mesi che, sulla provincia di Mantova non piove.

La leggera pioggia dei giorni scorsi non è stata assolutamente sufficiente e campi e colture mantovane soffrono ancora. I dati emessi dall’ultimo bollettino idrico Arpa non mentono, e fotografano una situazione critica. Al momento a disposizione ci sono 1.055,7 milioni di metri cubi di acqua, con 523,2 milioni provenienti dai bacini lacustri di Como, Idro, Garda e Iseo e 532,5 milioni che arrivano invece dal manto nevoso. Il raffronto con la media del periodo registrata dal 2006 al 2015 è impietosa, con un -45,9% per quanto riguarda il dato complessivo (1.952,3 milioni di metri cubi registrati nello stesso periodo gli anni scorsi) e un -62,8% per quanto riguarda il manto nevoso (1.430,2 milioni di metri cubi negli anni precedenti). Ma ciò che preoccupa è che il dato attuale è inferiore anche a quello registrato nel 2007, anno ritenuto critico a livello idrico, con un -1,3% nel dato complessivo e un -21,6% per il manto nevoso.

Gli agricoltori mantovani dunque sono decisamente preoccupati, come sottolinea ancora Begnoni: «I cereali autunno-vernini stanno anticipando la spigatura – spiega – perché si trovano in una situazione di forte stress idrico e le piante stanno soffrendo notevolmente. In particolare siamo preoccupati per orzo e grano, mentre per quanto riguarda il mais la situazione non è ancora così critica. In ogni caso se si andrà avanti così, con la fioritura così anticipata, arriveremo ad avere meno produzione e meno qualità, con un grave danno a livello economico per i produttori».

Danno che coinvolgerebbe oltre trentamila ettari di terreno. Sono infatti 18.172 gli ettari coltivati a grano tenero in provincia, 8.946 quelli coltivati a grano duro e 4.175 quelli coltivati ad orzo. In totale dunque è a rischio la produttività di 31.293 ettari: «E non solo – aggiunge Begnoni – c’è il forte rischio che tutta la filiera di trasformazione venga colpita da questa crisi idrica, con ripercussioni importanti anche sul pane mantovano. Essendo la nostra la prima provincia in Lombardia per la produzione di cereali, è un allarme che non va assolutamente sottovalutato».

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