REGGIOLO – DELEGAZIONE A GRENOBLE RICORDANDO I DEPORTATI E L’ARTISTA ÉMILE GIGLIOLI

 

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Una delegazione di reggiolesi composta da 35 persone, il 30 aprile si è recata a Grenoble in Francia, per rendere omaggio alla memoria dello scultore italo-francese Émile Giglioli. Davanti al monumento del deportato, nell’ambito di una serie di iniziative nazionali per ricordare le vittime e gli eroi della deportazione nazifascista, la delegazione reggiolese guidata dal sindaco Roberto Angeli, dall’assessore Aldo Michelini e dal presidente della Pro loco Armando Bosi, ha incontrato il sindaco di Grenoble Éric Piolle.

Il monumento al deportato fu realizzato nel 1950 dallo scultore Émile Giglioli, cresciuto con i nonni proprio a Reggiolo. Nel 1928 Giglioli si trasferì con la famiglia a Nizza e qui, nello studio di un artigiano, imparò l’arte della scultura poi approfondita alla Scuola di Belle Arti di Parigi.

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Émile Giglioli (1911-1977) Cresciuto con i nonni a Reggiolo (RE), nel 1928 si trasferisce con la famiglia a Nizza, dove apprende il mestiere di fabbro lavorando nell’officina paterna e segue i corsi serali della Scuola di Arti Decorative. Lavora poi presso un artigiano scultore e nel 1930 entra con una borsa di studio alla Scuola di Belle Arti di Parigi, frequentando anche lo scultore Jean Bouché. Durante la II Guerra Mondiale viene arruolato come alpino nella regione di Grenoble, dove ha occasione di incontrare Audri Farcy, conservatore del Museo della città, che lo introduce nel mondo dell’arte. Nel 1939 partecipa al “Salon des Tuileries” di Parigi e nel 1941 presenta la sua prima personale alla Galerie Lafarge di Grenoble, dove vive fino al 1945, eseguendo diversi memoriali di guerra – come “Le Mémorial” di Voreppe (1946) e “Le Monument des Déportés de Grenoble” (1950) – e figure per chiese della zona. Quindi ritorna a Parigi, si volge all’arte astratta e si lega a Poliakoff e Brancusi. Nel 1949 diventa membro del comitato del “Salon de la Jeune Scultpure” ed inizia a disegnare arazzi. Partecipa a numerose importanti rassegne, tra cui: Arte Oggi, Palazzo Strozzi, Firenze (1949); Documenta, Kassel (1959); Wold House Gallery, New York (1962, dove è allestita una personale nel 1974); Guggenheim Museum, New York (1962); Biennali di Middelheimpark, Anversa; Biennali di San Paolo, Brasile; Contemporary Culture Centre, Tokyo (1976). Importante la mostra postuma a lui dedicata al Centre Georges Pompidou di Parigi (1979).

Tra i molti riconoscimenti si ricordano: “Prix de la Tapisserie”, Biennale di San Paolo (1957); Premio Città di Carrara (1959); “Grand Prix des Arts de la Ville de Paris” (1974).

Ha realizzato sculture per spazi pubblici in Francia, negli Stati Uniti e in Italia, tra cui: “Monumento alla Croce Rossa Internazionale”, Castiglione delle Stiviere, MN (1971); “Monumento Nazionale alla Resistenza”, Plateau des Glièresres, Alta Savoia (1973); “Monumento ai Martiri della Resistenza”, Reggiolo, RE (1974). 

Le sue opere sono presenti in molte collezioni pubbliche, tra cui: Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen; Ateneum Art Museum, Helsinki; Musée Départemental de la Tapisserie, Aubusson; Musée Maillol, Parigi; Musée d’Art Moderne et Contemporain, Strasburgo; Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova; Tate Britain, Londra; Marabouparken, Sundbyberg, Svezia. Dal 1958 soggiorna periodicamente nell’area apuo-versiliese per realizzare opere alla Henraux e presso il Laboratorio Ama di Carrara e gli Studi Sem, Giulio Cardini, Iacopo Giannoni, Giovanni Gozzani, Sauro Lorenzoni e alle Fonderie Tommasi e Tesconi di Pietrasanta. Partecipa a diverse edizioni della Biennale di Carrara (1959; ”62; ’65; ’67; ’69; 2000) e a diverse mostre nell’area, tra cui: “Scultori in Versilia”, Querceta (1974); “Scultori e artigiani in un centro storico”, Pietrasanta (1977); “Il passato e la presenza”, Centro Culturale “Luigi Russo”, Pietrasanta (1983); “Marmi nel parco”, La Versiliana, Marina di Pietrasanta (1984).

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