MANTOVA – L’AQUILA D’ORO 2017 HA TRIONFATO SULLE STRADE MANTOVANE

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di Giampietro Danini e Mirka Biasi

Aquile ruggenti, il 18 giugno a Mantova con la prima riedizione della storica “Aquila d’Oro”; la prima edizione risale a più di vent’anni fa, quando i soci fondatori di AMAMS la organizzarono con un tragitto più ardito: Borgoforte- Gardone Riviera – Mantova – Borgoforte e oggi riproposta dedicandola a tutte le motociclette d’epoca, in particolare alle Moto Guzzi.   

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Con il Patrocinio della Provincia di Mantova, del Comune di Mantova, il Comune di Felonica-Sermide, il programma della presente riedizione prevedeva la partenza da Mantova dall’esclusivo Museo Nazionale dei Vigili del Fuoco con un percorso svolto prevalentemente sull’argine destro del fiume Po per arrivare a Felonica, dopo una cavalcata di circa 90 Km, e di dedicare l’aspetto culturale della manifestazione alla visita del “Museo della II Guerra Mondiale del fiume Po”, anch’esso patrocinatore della manifestazione.

Presentati di buon’ora nel cortile del Museo Nazionale dei Vigili del Fuoco e, dopo una fugace e mai noiosa visita ai mezzi esposti nella Galleria, i partecipanti si sono presentati iscrivendosi e mal celando una certa emozione, come si conviene ad una prima di un grande evento.

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Alle 9:00 i motori si sono avviati, ed un profondo, solenne rombo ha invaso le vecchie architetture gonzaghesche, così la lunga teoria di motociclette ha oltrepassato l’antico varco immettendosi nella viabilità cittadina, mostrando ai numerosi turisti presenti modelli di motociclette di varie marche e tipi, in rappresentanza delle più note case costruttrici, con in testa il folto gruppo di Moto Guzzi.

Lasciato il centro mantovano la colonna a due ruote si è diretta a Borgoforte, sempre preceduta da un efficace servizio di staffetta ad opera di amici motociclisti e seguita inoltre da un apprezzato furgone avente funzione di assistenza tecnica.

Attraversato il fiume Po sul vecchio ponte di Borgoforte, la colonna ha finalmente imboccato la strada sopra l’argine destro del grande fiume, argine che non sarà praticamente più abbandonato fino all’arrivo a Felonica lasciando da parte le trafficate strade.

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L’immensità del fiume e la vastità della pianura ha fatto da cornice e da sfondo durante tutto il percorso, salutati dai pioppi fermi come spettatori del giro.

A Quingentole, ricevuti dalle autorità locali e da un attivo gruppo di soci della nostra associazione, ci è stato organizzato un apprezzato rinfresco presso la attraente piazza del paese.

Il vario ed a volte tortuoso percorso ha permesso ai partecipanti di vivere situazioni diverse ed impreviste, con mutevoli paesaggi che variavano dalla vicinanza al grande fiume, dove si potevano scorgere esemplari di fauna locale, fino a sconfinare nel mezzo di lande piatte e quasi deserte, per poi ritornare a lambire il corso della corrente.

All’arrivo a Felonica i partecipanti sono stati ricevuti dai volontari del Museo della” II^ Guerra Mondiale del Fiume Po”, che con grande spirito di abnegazione è stata organizzata una apprezzata visita guidata all’ineguagliabile raccolta di cimeli presenti, una collezione unica fatta di foto, filmati, oggetti militari dimenticati e rinvenuti nei pressi e storia, fatta di racconti della gente oltre che quella dei documenti.

Dopo il pranzo tradizionale, sotto il sole cocente la colonna dei partecipanti ha imboccato la strada del ritorno a Mantova attraversando il Po e percorrendo la viabilità sulla sponda sinistra, rientrando a Mantova dalla porta più scenografica che la città possa dare, vedendo la Vecchia posata tra le acque.

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Il percorso e la temperatura, nonché il clima afoso hanno messo a dura prova motocicli vetusti e piloti non più giovani, che però hanno superato tutti la prova senza mai tirarsi indietro.

Possiamo ritenere l’evento pienamente riuscito, sia per la eccezionalità del percorso sia per l’aspetto culturale che ha permesso la visita di due Musei di assoluto interesse nazionale.

Sentiamo di dover ringraziare quanti hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento, a cominciare dal Museo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dalle autorità locali dei luoghi transitati e dal “Museo della II Guerra Mondiale del Fiume Po”.

Per concludere: un evento ripreso dopo anni di oblio e che, dai favorevoli pareri ricevuti, ci auguriamo possa essere ripetuto in futuro, affinché le nostre Aquile d’Oro possano ancora volare e fare sentire il pulsare del loro generoso motore.

 

 

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